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L’artigiano e l’artista
Perché mio padre per me è genialità e lavoro manuale; è la zona di confine fra l’artigiano e l’artista. Fra l’invenzione e la magnifica manifattura.
La stella che non c’è
di Gianni Amelio.
Con Sergio Castellitto, Tai Ling.
Drammatico - Italia 2006
Ricordo come se fosse ieri le scene iniziali di La stella che non c’è.
Le sue mani (le mani di Vincenzo Buonavolontà) sporche di olio e i vestiti neri di polvere di ferro e unto.
Lui si vede che non è un operaio… non ha le mani rovinate. Le sue mani lo tradiscono si vede che non ha mai fatto lavori manuali.
Le mani di mio padre sono forti, rovinate e ferite, con le cicatrici di anni di intemperie e colpi. Le mani di un artigiano sono segnate, sono ruvide e piene di calli.
Sta di fatto che la sua figura nel capannone dell’altoforno con il viso sporco e stanco, le mani che con maestria costruiscono con precisione e aggiustano, i vestiti unti e sgualciti, mi hanno ricordato TE nella tua officina e tutte le volte che sono entrata per chiamarti.
Ti trovavo intento davanti a qualche strano macchinario, o con qualche attrezzo. Quei macchinari mi hanno sempre messo un po’ di paura, ma tu li governabili con perizia e attenzione, li dominavi fra schegge e scintille, in un concerto di rumori assordanti, polvere e sporcizia, odore caldo del legno e odore aspro del ferro.
È anche il garage… l’hai trasformato in un’officina perché è dove vai tu c’è anche la tua opera, e dappertutto applichi il tuo ingegno.Alla fine, a lavoro finito noi rimaniamo a bocca aperta.
PS: Anche se hai delle mani da “attore”, grazie Sergio. Sembravi proprio mio padre.
foto di Claudio Iannone
[tratto dall'intervista a Gianni Amelio "La stella che non c'è"]
… Vincenzo è una persona che la pensa in questo modo, quando si mette in testa di fare una cosa, decide di farla al massimo delle sue capacità, con il massimo dell’impegno. Purtroppo si trova in un mondo dove tutti fanno le cose come capitano. Per esempio: lui raccomanda ai Cinesi di non usare la fiamma ossidrica per smontare la macchina poiché l’impianto si potrebbe danneggiare e loro invece usano la fiamma ossidrica per fare prima, per accelerare i tempi. Vincenzo pensa e spera in un mondo che sia a misura d’uomo, a misura delle persona. Non è un caso che io lo veda sempre con le mani indaffarate ad aggiustare qualcosa. Aggiusta una macchina da cucire; all’inzio del film, di testa propria costruisce la centralina danneggiata, e verso la fine del film tenta anche di aggiustare un giocattolo di plastica. Si tratta di una persona che rivendica l’ingegno del singolo e non il mondo che va avanti a creare delle imitazioni e non dei prototipi, come accade oggi in Cina, che commercia un milione di esemplari che sono però tutti finti, solo delle mere riproduzioni.
Add comment Martedì, 12 Settembre, 2006
La Mostra
Pomeriggio con la mia nipotina di 4 anni. Vi trascrivo il dialogo fra me e lei:
-C’è la Mostra. Tu lo sai che cosa è la Mostra?
-No
-La Mostra è la moglie del Mostro…
-No! È l’orco
-Come la Mostra è sposata con l’Orco…
-Sì
-…e allora il Mostro con chi è sposato?
-Con la Strega!
-Bene!
IL GIORNO DOPO
-Accendiamo la tv, voglio vedere la Mostra.
-E ci sono anche l’Orco e il Mostro?
-Penso di sì. Guardiamo.
[ci sono due di Coming soon Television, spaparanzati sulle poltrone nella terrazza dell’hotel Excelsior a Venezia, mentre si lanciano nei loro sproloqui.... ]
-Eccoli, eccoli! Il mostro e l’orco insieme!!!
-Eccoli! Si assomigliano: sono proprio l’Orco e il Mostro.
-E la Mostra e la Strega…..dove sono?
-Non so… saranno andare al cinema.
-Ah! Andiamo fuori sull’altalena che questi due non mi piacciono…
-Neanche a me.
Add comment Domenica, 3 Settembre, 2006
“Il cane sciolto”
Il problema è che devo imparare a perdonare a me stessa. Perdonare gli errori,
mi sa che finché non mi perdono, non troverò la mia armonia, la mia stabilità.Non tentare di smuovermi, ci ho messo tanto tempo ad accettare la mia vita così come è, e a stare in equilibrio, che sarà anche quello che sarà,
ma è il mio equilibrio e me lo tengo da conto, perché, anche se per molti sarà
una schifezza, per me è l’unico che ho.
Non riesco a dormire stanotte, oggi è stato un lunedì strano.
Non ho fatto fatica, e quando non faccio fatica, non mi sento compiaciuta del lavoro fatto e non mi sento appagata di me alla fine della giornata.
Dopo la domenica bestiale di ieri, stamattina mentre mi facevo il caffè, ascoltavo il telegiornale e ho sentito che sta arrivando un nuovo tornato nel golfo del Messico, la tempera è stata chiamata ERNESTO.
Boom! Pietrificata.
….è stata una giornata piena d’emozioni contrastanti e altalenanti, la coincidenza dell’uragano Ernesto dopo tutto quello che è successo ieri, poi la puntata di “La storia siamo noi” dedicata a Fausto Coppi che mi ha interessato e anche commosso, poi nel pomeriggio la piccola perla del film comico “Papà diventa mamma”, con Aldo Fabrizi, Ave Ninchi e Carlo DellePiane …. film esilarante.
Stanotte non riesco a dormire… una giornata strana perché piena di piccoli segni.
Come mi sembrano lontani i giorni brutti della mia vita… lontani e faticosi. Oggi c’è molta più luce, più serenità. Ho ripensato al buio di quando mi preparavo la mattina alle 6, per andare a Novara. Davvero! Anche pensandoci e ripensandoci, e guardando da tutte le angolazioni (come faccio sempre io, o almeno cerco sempre di fare…), non riuscivo a trovare un motivo per andare con entusiasmo. Non riuscivo proprio a farmelo piacere.
Mi sentivo molto infelice.
STANOTTE, quei giorni mi paiono lontani e invece sono passati solo 8 mesi.
Ripenso a quando a Milano mi sono messa a piangere al telefono con mia sorella, e lei talmente agitata voleva prendere la macchina e venire da me.
Oggi ho più paura, ma ho anche più speranza, più desiderio, ho addosso la paura delle cose nuove e incognite. Sapete, mi sono spogliata di tutto, per vestire dei nuovi panni
Che vorresti sapere subito come finirà, ma sapendolo ti rovini tutto il divertimento. Ho avuto il coraggio di andare tutto al diavolo (e mandare tutti al diavolo). A dire la verità mi pento di non averlo fatto prima. In realtà, dal mio punto di vista sono stata una codarda.
Stanotte non riesco a dormire, e scopro su Rai2 la replica di un vecchio film-tv: “Il cane sciolto” con Sergio Castellitto.
Ho rivisto il vecchio motorino Garelli con cui arriva al Palazzo di Giustizia… c’è il telefono che fa ancora DRIN DRIN, scrive con una macchina Olivetti, sarà un secolo fa? È incredibile come alcuni piccoli particolari ti riportano indietro nel tempo, molto più del viso giovane da ragazzino di Castellitto.
Mi viene sonno, sto crollando, ma vengo prepotentemente chiamata in causa dal dialogo fra il magistrato De Santis e la ex-moglie, biologa naturalista di nome Anna.
Una biologa di nome Anna?
Za-za-zan, una scarica elettrica nel cervello come una centrale elettrica… non avevo mai incontrato in vita mia un personaggio “biologa di nome Anna” come me.
- Ma povere bestie ormai gli danno la caccia con i sonar, gli ecoscandagli, le bombe di profondità. Ma tu lo sai quante balene ci sono rimaste nel mondo?
- No, tesoro mio, non lo so, ti confesso che non me importa neanche un granché. [...]Ora non ti puoi occupare della bambina per 3 mesi, e… no eh! Non è giusto!
- É un caso di forza maggiore, te l’ho detto, lo sai che non siamo tanti esperti di balene.
- Auguri e complimenti per la tua carriera di veterinaria!
- Non sono una veterinaria!!!!
- Biologa, tanto sempre di bb- bestie si tratta! Io voglio sapere chi si occupa di Miki [figlia], mentre tu te ne vai girando per 3 mesi nei ghiacci del nord in cerca di pesci in via di estinzione! Eh!
Za-za-zan, nel cervello… le balene non sono dei pesci, sono mammiferi! Ho ricevuto una scossa elettrica nel cervello! Tipo centrale elettrica!
- Dai ti prego, Dario, non litighiamo ora!
- Scusa… scusa
- …e poi le balene non sono dei pesci! (ridendo)
- Il fatto è che anche io mi sento un pochino in via di estinzione… (lei sorride) e non sono neanche una specie protetta come le tue balene…
- Povero Dario, non hai nessuno che si occupi di te.
[...]
Così i miei meccanismi sinaptici si sono rimessi in moto e non ho più dormito, ho seguito tutto il film-tv, con la storia di una madre che dopo tanti anni cerca ancora una risposta alla morte della figlia, e lui trova un testimone che muore e gli lascia un quaderno rosso con le sue memorie… fino alla scritta “Fine prima parte”.
Come….COMEEE! Oltre il danno, la beffa!!!
MANNAGGIA! Mò che faccio?
Stanotte metto la sveglia per vedere il finale della storia? Voi che dite?
A dir la verità, meno male che ho incontrato stanotte questo film-tv “Il cane sciolto”, mi è piaciuto il magistrato De Santis e il giovane Castellitto, mi ha alleviato e liberato dai miei pensieri notturni d’insonne. Ora mi sento rinfrancata e confortata. Grazie! mi ha fatto sorridere…
Sono state 2 giornate strane, piene di segni e coincidenze, iniziate con un film di Sergio Castellitto e finite con un film di Sergio Castellitto.PS: grazie alla mia insonnia riesco a vedere alla tv delle belle trasmissioni, che la programmazione rilega in orari inaccessibili, come Cinematografo, Sottovoce… e altri programmi culturali. Oltre a vedere le vecchie serie tv, che ai tempi non avevo visto, come stanotte.
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Domenica "Ernesto"
Sabato sera ho rivisto “L’ora di religione” dopo esattamente 1 mese che non lo vedevo, esattamente dal 26 luglio giorno del mio onomastico. Ma forse ho scelto la serata meno adatta, infatti….
Domenica è stata una giornata in cui mi sembrava di stare dentro il film. Questa è la domenica della festa patronale del paese con processione, banda, vespri e tutti gli annessi, e io ero furibonda… ma andiamo con ordine:
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Festa patronale, e per me vuol dire ricordi, sotterrati a fatica, che ritornano alla luce di quando mia madre ci vestiva da angioletti e Gesù bambino, e noi ci facevamo la processione sul carro con la madonna circondati da tutti i vasi dei fiori. Immaginate dei bimbi in età scolare e prescolare sotto il sole di agosto con tanto di alucce di cartone, a girare per il paese in processione, cosa che durava tutto il pomeriggio.
Per non parlare degli anni successivi, insomma una giornata in cui preferirei sparire, e invece mi tocca partecipare al classico pranzo con tutta la famiglia, che è tradizione in questa domenica (peggio del natale).
Solo la giornata per me è irritante: Non voglio ricordare! -
La sera prima è avvenuto un fatto per me gravissimo. Ma solo per me… perchè mia sorella non ha detto nulla, ma lei è più cedevole. Mia madre ha portato la nipotina, alla funzione in chiesa dopo cena. All’inizio la bimba era tutta contenta credendo che fosse una passeggiata col gelato, ma poi si è messa a piangere per la noia e la stanchezza. La sera me la vedo arrivare in lacrime… e io (ovviamente) ero stata tenuta all’oscuro. Questo per me è una lama…. perchè non posso sopportare che quella donna allunghi le sue grinfie anche sulla nipote.
Non so dirvi se ero più arrabbiata o più sofferente.

E vorrei avere anche io la libertà e l’autorità di dire: “Lascia stare Leonardo! Eh….” [Sergio Castellitto - Ernesto Picciafuoco in L'ora di religione]
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La mattina mentre scendo per colazione, trovo una bomboniera, una bella scatola bianca col fiocco: testimonianza della stupidità umana, e segno della superficialità in cui sta annegando la società. Inutile oggetto, simbolo solo delle cose vuote e vane, prive di significato, scatola bella fuori, ma svuotata di ogni significato dalla ricchezza in cui stiamo vivendo. Io odio le bomboniere perchè soldi inutili bruciati in nome di una tradizione che oggi non ha più ragione di esistere, che secondo me, non ha più significato, come tutta la consuetudine estetica del rito nuziale e le tradizioni legate alla celebrazione del matrimonio.
Tutte scatole belle ma vuote, belle fuori, ma senza contenuto, simboli ormai inutili…
Alla vista della bomboniera m’incazzo… e faccio colazione con lo stesso muso imbronciato di Franco Elica [Sergio Castellitto in Il regista di matrimoni], al matrimonio della figlia, nella prima scena del film, fra tutti e due ci manca la nuvoletta dei fumetti sulla testa, piena di teschi, segni strani, bombe accese, parolacce… e poi siamo a posto.

Insomma, in poche ore si è srotolata una sequenza di eventi che….. Fra “L’ora di religione” e “Il regista di matrimoni” non sapevo come sarebbe andata la giornata, mi sembrava di stare a metà, di vivere in mezzo ai 2 film in una zona di comune competenza. Ad un certo punto del pomeriggio mi sono detta: Qui devo solo di aspettare per vedere il finale. Non sapevo se andare a finire nelle fauci dei cani Rotwailer o davanti alla spada del conte Bulla.Ovviamente sto esagerando, ma il concetto spero sia passato…
Ma comunque il mal di testa ora ce l’ho io , non Ernesto!!!
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Add comment Domenica, 27 Agosto, 2006
come un novello FRANCO ELICA
…ho voglia di RIDISCUTERE intimamente la mia esistenza.
Domani parto…..
faccio la valigia, anzi la mia nipotina di 4 anni mi ha gia aiutato a farla
stamattina con i disguidi che potete immaginare… praticamente ho l’armadio
come se ci fosse passato un URAGANO dentro e la valigia vuota…. nella camera
niente è più al suo posto…..

per me questa vacanza è importante, lascio quello che non mi dà più MOTIVAZIONI,
non mi stimola più a dare il meglio di me, non mi fa più sentire la voglia di
fare….
ho avuto il coraggio di prendere è cambiare tutto, chiudo col passato che non mi
dà gioia e vado a costruire il futuro.
OGGI é IL MIO ULTIMO GIORNO DI LAVORO, ho dato le dimissioni… mollo il lavoro
e PARTO!
PARTO! e vado al mare!!!! 
per una spendida vacanza…. o chi lo sa!!!
come un novello Franco Elica [nella foto nei panni
di Sergio Castellitto] mi
fermo seduta dulla spiaggia a pensare…. da cosa sono scappata, che cosa fare,
a riposare, a trovare me e la passione che mi contraddistingue.
come dice Bellocchio:
“Ma perchè Franco Elica Fugge? Abbandona per mancanza di passione, per una crisi personale, per un fondo di indifferenza che si insinua in ogni rapporto con gli altri esseri umani”
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Add comment Venerdì, 30 Giugno, 2006
