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Risvegli e ricorrenze

Stamattina mi sono svegliata con una gattina dolce e leggera che , salendomi sul fianco, mi ha annusato la guancia miagolando piano piano: Miao, Miao Miew.

Poi ha iniziato a fare le fusa così forte che sembrava un trattorino… 

E’ stato un dolce risveglio, come quelli che piacciono a me.
Calmo e tranquillo, fatto di gesti lenti e sonnacchiosi…. come una gattina leggera e delicata che fa sentire il suo calore sul tuo fianco.

Non mi ha morso stamattina e non ha usato le unghie come suo solito… sembrava volesse svegliarmi con tenerezza… sembrava che capisse e volesse farmi sentire il suo affetto.

Scendo a far colazione. Tu, invece sei già incazzata appena sveglia, sbraiti e hai l’espressione di un cane inferocito.

Odio le persone così… le persone che si svegliano già in guerra con il mondo e con se stesse. Non è umano.

Io amo iniziare la giornata con un sorriso, magari appena accennato, perchè sono ancora stanca e vorrei dormire ancora, con una carezza che ti faccia compagnia per tutta la giornata, con un *Miao MIao Miew* che ti rimanga nella memoria con tutta la sua dolcezza e il mio affetto. *Miao MIao Miew* che tu puoi risentire quando ne hai bisogno, insieme a tutta la carica positiva che porta dentro di sè.

Invece io stamattina ho fatto colazione di corsa, annusando una Nastrina (che erano 6 mesi che non mangiavo più una merendina) per scappare dalla tua rabbia, dal ‘nero’ che hai dentro il cuore.

Voglio la mia mamma. Non tu, che sei la donna che mi ha partorito. Voglio la mia mamma ‘vera’ quella che mi chiamava 

‘bel murinìn’ [in dialetto piemontese: bel faccino]

e che rideva felice quando le raccontavo qualche avvenimento della mia giornata…

Venerdì pomeriggio sono stata a trovarla, le ho portato una rosa.  Una rosa presa davanti al supermercato per beneficenza per la Croce Rossa : ma so che a lei sarebbe piaciuto così. Una rosa gialla e arancione, i nostri colori preferiti, perchè ci ricordavano il SOLE e la FRUTTA.

Mi sono seduta sul marmo della tomba con quella rosa vicino e sono stata lì, ad aspettare che il pomeriggio tardo diventasse sera.
Mi sorridevi da quella foto sgranata. Era l’ora in cui la gente va a casa, dopo una settimana di lavoro, nervosa e indaffarata. Lì accanto a quella rosa c’era la pace, c’era una voce che non sento più ma che mi ricordo, c’era il nostro modo di festeggiare una ricorrenza che mai come ora mi sembra dolce e bella. C’erano le mie parole pensate, verso di te, come se ti volessi ancora raccontare le vicende che mi accadono nella vita quotidiana.

Tanti auguri, mamma.

2 comments Domenica, 10 Maggio, 2009

Per la zia Bella

Mi guardi da quella foto e ciò è sufficiente. 

Sei bella, zia, bella come il sole.

Bella come mai ti ricordavo.

Bella come un nome.

Bella come queste lacrime mentre cammino

dietro a questa signora gentile.

Indosso la tua camicetta senza maniche

con il colletto in sù come usavi fare tu e come piaceva a me.

Ti indosso, ti piango, ti porto con me.

Sei bella come queste lacrime che non riesco a trattenere.

Sei bella come ogni donna che ti assomiglia e mi ricorda le tue rughe e la tua mitezza.

Sei bella, zia, nel mio ricordo e in questa anima che mi pervade, che ci tiene unite.

Bella come un momento,

come una ricorrenza.

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“pensieri per una zia speciale”

“pensieri per una zia speciale” « Pensieri con le Ali

… alcuni pensieri sono su wordpress

Add comment Venerdì, 27 Giugno, 2008

Questo blog chiude

cuore arancione e tante bellissime rose arancioni per te

I miei pensieri non voleranno più.
Si è spenta la mia luce del mattino, con la sua delicatezza e sua la dolcezza.
Per sempre.
Senza il mio Sole non si può volare.
Si è spento il mio Sole e con lei i miei sorrisi, la mia gioia,la mia forza, necessaria per far volare i miei pensieri.
Se ne è andata la mia luce del mattino. Aurora del mattino.

Questo blog chiude per sempre, perchè non posso volare senza la mia luce.
Pensieri con le Ali chiude perchè senza la luce del mattino non posso più volare.

Se ne è andato il mio Sole e non si può volare senza il raggio di luce del mattino. Non ha più senso volare, non ha più senso far volare i miei pensieri.
Il Sole del mattino.
Senza il mio Sole.
Per sempre.

20 comments Mercoledì, 4 Aprile, 2007

Le coincidenze indicano la via e ci parlano alias C’era un pettirosso

Le coincidenze indicano la via e ci parlano
alias C’era un pettirosso

Scusa se oggi non ho potuto fare niente. Scusa se non ho fatto niente.
Perdonami tutto.
Voglio dirti che ho sofferto con te e voglio dirti che mai penserò che eri solo uno . Uno dei tanti e che per questo non importa.
Eri uno, ma eri parte del tutto.
Ora senza di te, il tutto è mancante di qualcosa. Senza te non è la stessa cosa.
Avere le ali a volte non è facile. A volte è pericoloso, sai?
Si corrono pericoli che gli altri senza ali non corrono, bisogna stare molto più attenti.
Con le ali si possono trovare ostacoli e imprevisti che chi è senza ali non ha.
Con le ali si può picchiare contro i muri o contro le finestre, credendo di andare oltre e si ci fa male. Molto male.
Ma abbiamo le ali e sono rischi che dobbiamo correre.

Oggi respiro con te…. Ed era come se su quei scalini ci fossi io.
Oggi soffro con te.

Ma abbiamo le ali e corriamo molti più rischi, ma abbiamo le ali e qualcosa ci impone di usarle. Ma abbiamo le ali e dobbiamo volare, col rischio di urtare un ostacolo e farci male, col rischio di cadere fra l’indifferenza di chi non ha le ali.

Le coincidenze indicano la via e ci parlano
alias C’era un pettirosso

Le coincidenze indicano la via e ci parlano  alias C'era un pettirosso - C'era un pettirosso

Add comment Lunedì, 2 Aprile, 2007

Uomo gentile e intelligente

Nell’arco di 24 ore, per lo stesso motivo, ho ricevuto un doloroso insulto (uno sberleffo) e poi ho ricevuto una grande gioia e mi sono sentita soddisfatta di me stessa e delle mie azioni.

Oggi devo ringraziare chi con l’accento spagnolo mi ha parlato e mi ha sorriso, con gentilezza, e mi ha fatto capire che “sto andando per la strada giusta”. Avevo bisogno di questo, di sentirmi dire: Vai avanti così, non ti arrendere… sei nel giusto!
Oggi ho parlato con due brave persone, appassionate della vita e che amano scoprire e conoscere le cose nuove attorno a loro. Due persone VIVE e intelligenti con un forte senso del dovere e il sorriso in faccia.
Come ieri, prendo spunto da un grande poeta per dimenticare la tristezza di un apatico lamentoso che non meritava il mio aiuto, e mentre io lo chiamavo amico, lui sfruttava la mia operosità, un persona che….

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge,
chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo richiede
uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà
al raggiungimento di una splendida felicità.

LENTAMENTE MUORE di Martha Medeiros (Porto Alegre, 20 de agosto de 1961) é una giornalista e scrittrice brasiliana.
)

Questa poesia mi ha sempre incantata per la semplicità con cui racconta una grande verità, e un grande insegnamento per tutti.
Ho cercato di farla mia, di assorbirla il più possibile.

1 comment Sabato, 31 Marzo, 2007

Sensibilità

La mia insicurezza e ipersensibilità mi porta a difendermi, ad attaccare, a volte essere maleducata, per difendermi.
Dopo che per tanti anni subisci tante cose, ad un certo punto dici BASTA. ORA NESSUNO MI FARÀ DEL MALE.
Le persone ipersensibili si devono difendere da quei panzer che passano sopra tutto e tutti.

Add comment Venerdì, 30 Marzo, 2007

Senza parole

riflessi sull'acqua e piccole grandi scoperte
foto di arsfb

Add comment Domenica, 25 Marzo, 2007

Ricordo di Bruno Lauzi attraverso gli occhi del figlio Maurizio

Caro Bruno,
io ero bambina quando cantavi la canzone della tartaruga, ho passato la mia infanzia chiedendomi cosa mangiano le tartarughe e con il pensiero che andando piano si trovano i mari di gelato.

Ho trovato nel pc questo brano registrato alla tv: una intervista del 27 dicembre 2006 a tuo figlio Maurizio Lauzi. E ora ti penso e penso che tuo figlio ti assomiglia molto: mi dà la sensazione di un uomo di grande cuore e di grande sentimento.
Lo intervistano alla tv, e lui si commuove parlando di te…. dai suoi occhi capisco quanto tu fossi un grande uomo.

…che bella che è questa canzone, durante l’intervista mandano il filmato del Sanremo 1997 -tanti anni fa- ma l’emozione di questa canzone è ancora viva e forte!
non so, ma questa musica e queste parole mi hanno commosso, e mi commuovono ancora…

Ma il capo dei giocattoli
che si ricorda di giocare
e lo ricorda al mondo intero
che non sa più come si fa
E lui ti manda dei segnali
e poi recapita i regali

Ho ricordato questa meravigliosa canzone che mi ha sempre dato tante emozioni, e che purtroppo non ha avuto la notorietà che si meritava.

Questa canzone di un Sanremo di tanti anni fa mi ha sempre fatto “sognare”, e ora l’ho ritrovata e ho ritrovato lo sguardo intenso e commosso di tuo figlio.
Voglio scrivere le parole perché sono meravigliose.

Non ha bisogno di emozioni
Che mi colora tutti i riccioli
Ma il capo dei giocattoli
che si ricorda di giocare
e lo ricorda al mondo intero
che on sa più come si fa
Lui ti manda dei segnali
e poi recapita i regali
È l’aviatore del natale
e se lo aspetti forse
un giorno passerà anche di qua.

[Artista: Maurizio Lauzi - Titolo: Il Capo Dei Giocattoli - Autori: M.Lauzi
Presentata al Festival di Sanremo 1997 Categoria: Giovani]

♥♥♥♥♥ Per sentite il brano audio wma (incompleto) della canzone clicca qui sotto: uno dei tre funzionerà… spero. ♥♥♥♥♥♥

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«MAURIZIO LAUZI – IL CAPO DEI GIOCATTOLI (Sanremo 1997)»

Tuo figlio mi ha molto colpito per il cuore e l’intelligenza che dimostra. Penso che gli manchi molto. Penso che manchi a tutti. Penso che Genova ha regalato al mondo tanti artisti indimenticabili. Penso alla tartaruga che da piccola mi ha insegnato a non correre e a godermi con lentezza le cose della vita, che sono quelle preziose che sono quelle vere.

Maurizio Lauziintervista del 27dic06

Maurizio Lauzi intervista del 27dic06
Maurizio Lauzi intervista del 27dic06 Maurizio Lauzi in una intervista televisiva il 27 dicembre 2006

˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜
«Almeno tu nell’universo»
… Sai la gente è matta forse è troppo insoddisfatta, segue il mondo ciecamente
quando la moda cambia, lei pure cambia, continuamente e scioccamente.
…..Sai, la gente è sola, come può lei si consola, per non far sì che la mia mente,
si perda in congetture, in paure, inutilmente e poi per niente.
Tu, tu che sei diverso, almeno tu nell’universo ! Un punto, sai, che non ruota mai intorno a me
un sole che splende per me soltanto, come un diamante in mezzo al cuore.

˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜
«La Tartaruga»
la bella tartaruga che cosa mangerà
chi lo sa, chi lo sa
due foglie di lattuga poi si riposerà
ah ah ah, ah ah ah
la tartaruga un tempo fu
un animale che correva a testa in giù
come un siluro filava via
che ti sembrava un treno sulla ferrovia
ma avvenne un incidente
un muro la fermò
si ruppe qualche dente e allora rallentò
la tartaruga da allora in poi
lascia che a correre pensiamo solo noi
perché quel giorno poco più in là
andando piano lei trovò la felicità
un bosco di carote
un mare di gelato
che lei correndo troppo non aveva mai guardato
e un biondo tartarugo corazzato
che ha sposato un mese fa

la bella tartaruga nel mare va perché
ma perché, ma perché
fa il bagno e poi si asciuga dai tempi di Noè
eh eh eh, eh eh eh
la tartaruga lenta com’e’
afferra al volo la fortuna quando c’e’
dietro una foglia, lungo la via
lei ha trovato, là per là, la felicità
un prato d’insalata
un lago di frittata
spaghetti alla chitarra per passare la serata
un bosco di carote
un mare di gelato
che lei correndo troppo non aveva mai notato
e un biondo tartarugo corazzato
che ha sposato un mese fa

˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜
…..Piccolo uomo non mandarmi via, io piccola donna morirei
è l’ultima occasione per vivere, vedrai che non la perderò
io posso, io devo, io voglio vivere e insieme a te ci riuscirò
io devo farlo, è l’ultima occasione per vivere vedrai che non la perderò
perché io posso, io devo, io voglio vivere ci riusciremo insieme…..

˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜
«Genova Per Noi»
Con quella faccia un po’ così quell’espressione un po’ così
che abbiamo noi prima di andare a Genova
e ben sicuri mai non siamo che quel posto dove andiamo
non c’inghiotte e non torniamo più.

Eppur parenti siamo un po’ di quella gente che c’è lì
che in fondo in fondo è come noi selvatica
ma che paura che ci fa quel mare scuro
che si muove anche di notte non sta fermo mai.

Genova per noi che stiamo in fondo alla campagna
e abbiamo il sole in piazza rare volte
e il resto è pioggia che ci bagna
Genova dicevo è un’ idea come un’ altra…

Ma quella faccia un po’ così quell’espressione un po’ così
che abbiamo noi mentre guardiamo Genova
ed ogni volta l’annusiamo circospetti ci muoviamo
un po’ randagi ci sentiamo noi.

La baia figlia di luce e di follia foschia pesci africa sono nasea e fantasia
e intanto nell’ombra dei loro armadi tengono lini e vecchie lavande lasciaci tornare ai nostri temporali
Genova hai i giorni tutti uguali in un’ immobile campagna con la pioggia che ci bagna
e i gamberoni rossi sono un sogno e il sole è un lampo giallo al parabris

con quella faccia un po’ così quell’espressione
un po’ così che abbiamo noi che abbiamo visto Genova Ah ah ah ah
con quella faccia un po’ così quell’espressione
un po’ così che abbiamo noi che abbiamo visto Genova ah ah ah ah
˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜

Ciao Bruno, e grazie per tutto quello che mi hai dato… che è tanto tanto e tanto!

Omaggio al Piemonte Bruno Lauzi

1 comment Sabato, 24 Marzo, 2007

Dentro il cuore

É sera e sono stanca, guido la macchina seguendo la luce dei fari.
Torno a casa dopo una giornata spossante. Ho fame.
Nel lettore cd della mia auto inizia questa canzone:

Brano Heart’s content – Autore Luca Colombo

Heart’s content.
Mi porta nel regno dell’immaginazione. Inizio a pensare alle mie nipotine. Alla gioia espressa nel loro volto quando mi vedono, la zia giocherellona, che s’inventa i giochi. Penso a quando la Marta mi prepara il the con i suoi pentolini… penso a quando erano piccole e nella culla mi sorridevano, penso che sto tornando a casa.
Casa. Penso che ora mi riposerò.
Questa musica mi fa sentire leggera, mi fa pensare alle cose serene, mi fa pensare alla bellezza delle mie cose quotidiane, mi fa sentire forte e sicura. Mi aiuta a sentirmi meno debole e mi spinge a fare un altro passo anche se non ne ho più voglia.
Heart’s content.

Seguo le note e la musica mi porta altrove. Mi riposa, mi tranquillizza. Mi rinforza.

Mi fa venire voglia di andare dalle mia sorella… dove la più piccola che non parla ancora mi racconterà tutte le novità del giorno. La cosa bella è che io la capirò. E lei lo sa. Per questo mi racconta la sua giornata, fatta di mousse alla frutta, Teletubbies e un grazioso telefono con i bottoni colorati che fa versi strani.

Tornerò a casa e troverò il glicine aggrappato alla ringhiera del terrazzo. Il mio yogurt al mirtillo per cena, e un gatto rosso che mi sente arrivare e corre a salutarmi quasi con rimprovero per essere stata tanto tempo lontano da lui. Tornerò a casa e troverò giocattoli sparsi e gli evidenziatori che uso per studiare in giro per la mia camera. E un foglio con la scritta della spesa.

Heart’s content.
Penso al mare, al bagliore dell’acqua quando il sole ci si specchia, e a quando ho letto Novecento tutto di un fiato in riva al mare. Penso a una bimba che gira in giardino cercando di scoprire come funziona l’annaffiatoio. Penso a te che mi prepari la merenda o quando mi trasformo nella zia della “zuppa di coccodrillo” per farti mangiare.
Penso ad una strada con le luci che corrono via e io che torno a casa, dove tutto sarà pace, dove mi posso rifugiare. Penso a te che mi salti addosso di colpo con la tua espressione gioiosa e io fatico a reggerti, ma quello che non fa la forza fisica, lo fa il mio animo.
Penso alla meraviglia di una gatta che gioca con te alla “bimba che dorme e fa la pappa”. Penso ad un’altalena appesa ad un ciliegio e tu che gridi “con lo Zigo Zago”.

Heart’s content.
Mi sveglio solo quando finisce la musica.
Mi accorgo di essere già arrivata, questa musica mi ha reso il ritorno a casa un sogno meraviglioso. Mi accorgo che non sono più tanto stanca.
Heart’s content.
Questo ora è quello che sta nel mio cuore.
Tutto questo in una canzone. In delle note, in delle armonie.

“Heart’s content”. Canzone di Luca Colombo, tratto dal cd “Haze on the water”. Vedi sito internet Luca Colombo.biz

2 comments Mercoledì, 21 Marzo, 2007

Primavera e neve

Tutto in un giorno.

Stamattina, percorro corridoio per andare in bagno, dalla finestrella davanti a me, vedo di bianco. Stringo gli occhi per mettere a fuoco e mi avvicino: è proprio di bianco alla finestra. È il tetto della casa vicina completamente imbiancato da tue dita di neve. Si è fermata sui rami e i suoi fiori degli alberi da frutta. Sorrido mentre fuori piccoli fiocchi di neve cadono sui cespugli fioriti del giardino.

Domani è primavera.

Spero Che questo non rovini l’agricoltura e la fioritura degli alberi.
Oggi la nipotina tornava all’asilo: sorriso nel pensare che questa neve ha reso la mattinata del suo ritorno a scuola particolare, allegra e più leggera. Avrà guardato i campi e i monti imbiancati durante tutto il tragitto e forse avrà fatto meno capricci.

Oggi è l’onomastico della mia cara zia.

Le telefono mentre scrivo queste frasi con una penna rossa su un foglio a quadretti.

PS: Questo foglio poi verrà perso nel mare di fogli e scartoffie che ci sono nella mia scrivania: rimarrà lì per 5 mesi. In attesa di un momento di tranquillità per poterlo trascrivere. Invece è stato il momento a trascrivere me a cambiarmi per sempre.

Add comment Martedì, 20 Marzo, 2007

Oggi dalle 7 alle 13.30

orso yoghiScusa se oggi mi ho detto quella cosa che in realtà non penso. In realtà penso che sono contenta di averti conosciuto. Tu calmo e tranquillo, che a volte mi sembri l’orso Yoghi quando fai merenda, e quando mi parli di tua moglie che ti prepara gustosissimi dolci.
Mi fai arrabbiare quando sono stanca e tu cammini sempre veloce, col passo da montanaro, e io come Bubu ti seguo e brontolo. Ma dico che non mi troverei bene con nessun altro compagno di classe come con te.
Perché mi fai ridere quando mi dici:
- Stamattina alle 6, mi aspettavo di trovare un sms che avevi perso il treno… ti venivo a prendere a casa.
Oppure commenti i miei voti con un “metti angûscia“. E incredulo guardi il tabellone.
E ti chiedo scusa se oggi ti ho detto quella brutta cosa, che non è vera! La verità è che sei il miglior compagno di classe che mi poteva capitare. Yoghi.
Ci vediamo domani.

Avevo scritto questo, ma oggi 31 marzo 2007 lo devo cancellare.
Ho scoperto che sei una persona cattiva e ingrata. Ciò, ora mi fa soffrire, e mi fa sentire una stupida per quello che avevo scritto e pensavo di te.
Chiedo scusa a Yoghi perché lui è un orso buono. Cercherò di perdonare me stessa per averti permesso di ingannarmi, e approfittare della mia buona fede (per vedere la storia vai al post Un uomo mediocre). Non ti permetterò più di trattarmi con insufficienza, o di rivolgerti a me con tono di odio.
Cercherò di non essere troppo arrabbiata con me stessa per aver così sbagliato nel giudicare.

1 comment Giovedì, 15 Marzo, 2007

Un fine settimana di pace

Avete mai notato che quando avete da fare e da andare, non sentite la stanchezza, e un impegno segue un’altro? E avete mai notato che aèppena vi fermate…BROOOmm, sentite all’improvviso tutta la stanchezza?

Dopo 22 giorni intensi (vedi qui), ora voglio vivere un fine setttimana di tranquillità, di pace.
Pace. Pace.
Sono stanca.

Vado a legare il mio AMICO glicine.
Riordino la camera.
Mi godo il sole.

Glicine la mia pianta preferita

Nessun uomo mi regalerà mai fiori recisi, non mi piacciono… io non amo i fiori recisi.
Questi, infatti, pur essendo belli, muoiono dopo pochi giorni, insieme alla loro bellezza….
Regalami una pianta con le radici che io possa farla crescere, coltivarla e curarla… con le mie attenzioni quotidiane, la vedrai bella sempre….
come il mio glicine, che ogni anno è sempre più bello….

1 comment Venerdì, 9 Marzo, 2007

Io come l’Ikea


Ricevo questo commento alla mia poesia.
Mi fa piacere: sono molto contenta. Vi ringrazio tutti.


Leggo il commento e mi viene in mente una cosa.
Il nostro modo di scrivere ci rispecchia. Noi siamo come il nostro modo di scrivere.
Il nostro stile cognitivo si generalizza a tutto quello che noi facciamo. Anche il nostro blog ci rispecchia, nei suoi colori, nei suoi layout, negli antipixel che inseriamo.

Io sono schematica e semplice. Vado sempre a capo, con frasi brevi.
Non uso tanti aggettivi complicati…. non so spiegarmi bene. Per questo metto tante immagini e fotografie. Penso che non avere tempo per legere e leggere.
Ho uno stile cognitivo visuale, analitico e impulsivo. Il mio blog anche è così.

Scusate se non faccio discorsi complicati… se non uso frasi ricercate, se non mi scervello per cercare aggettivi logorroici…. scusate… se sono semplice e scarna. Lineare e schematica.

••••••••►►►► come un moble dell’IKEA ◄◄◄◄◄◄◄••••••••••


Finisce che… mi conoscete meglio voi, di tanti altri che vivono acccanto a me.

PS: Io adoro lo stile IKEA. Il mio sogno è avere una casina tutta arredata Ikea, dalle tende, alle posate.

Add comment Martedì, 6 Marzo, 2007

Annoiata, gioia, felicità, acqua

Annoiata. In bilico fra la stanchezza e la voglia di fare tante cose, fra 4 mura di fogli e libri e pile di quaderni in ordine sparso, – cioè dove trovi posto impila – poi metterò a posto, e non ho mai tempo.
Ho ricevuto una mail di un commento… vado e leggo

Ammirata da questi versi meravigliosi.
Hai saputo descrivere l’amore con grande espressione attraverso una metafora raffinata.
Un abbraccio Nicoletta

Gioia. Felicità.
Sono davvero felice. Perchè…. perchè la cosa più bella per me è dare, dare emozioni positive. Lei li definisce “meravigliosi” e questo mi commuove.

Vado a rileggere il mio scritto, pubblicato oggi nel famoso Blogdegli Autori e mi viene da piangere.

Perchè l’amore dovrebbe essere davvero così.

Perchè certe volte mi sembra davvero di essere come l’acqua.

Senta urla arrivare dal piano inferiore,
sei arrabbiata.
Ma questo non mi tocca…
ora sono in un altro mondo.
Non mi tocchi, ora sono come l’acqua….

Se volete andate a leggere qui, questo e il mio nickname:Nany

Add comment Mercoledì, 28 Febbraio, 2007

Dopo la tempesta

Oggi, -3.
Adrenalina +1000.
Ore dormire -4.
Merendine mangiare, Snacks al cioccolato +3.
Mal di testa +1 in incremento esponenziale.
Ore dalle 14 alle 18.
Bustine di aulin 1,5
Concentrazione +500.
Voglia -100.
Stress +256.

Quando la tempesta è Passata, le nuvole lontane fanno risplendere tutta la valle di luce e colori

Ora… dopo la tempesta… la pace.

Add comment Martedì, 27 Febbraio, 2007

Voglia di mare

Diano Marina, clicca per aprire la web cam sulla spiaggia.
Io e Marta passavamo di lì, per andare al parco giochi.

Add comment Domenica, 18 Febbraio, 2007

oggi 22… meno 1

Remando su un lago calmo dopo la tempesta

…questo pomeriggio mi godo la calma dopo giorni di tempesta. Remo tranquilla. Chi vuol venire con me?

Add comment Giovedì, 15 Febbraio, 2007

Avere in mente l’altro come un “altro noi stesso”.

Avere in mente l’altro come un “altro noi stesso”.
Più do, più io ricevo….è dando che si riceve. Senza un tornaconto, dare all’altro, essere generosi senza interessi… perché penso che la gente si accorge di questo e tu diventi parte di un grosso abbraccio, di un gruppo in cui circola generosità e attenzione.

Add comment Giovedì, 18 Gennaio, 2007

Gioia dell’avvento

Giorno 12-12-2006 ore 18.10
sul binario 2 della stazione, mentre aspettavo il treno per tornare a casa, ho telefonato e …..

Ho sentito una vocina trillante di gioia e emozione dal telefono:
“Zia Anna lo sai lo sai stiamo facendo l’albero!” Era fuori di se dalla gioia.

In un istante tutta la stanchezza della giornata si è sciolta lasciandomi un calore dentro …. Una rilassatezza, profonda.
Mi sono sentita forte, come rinascere da capo. Cose se la sua energia si fosse trasferita a me con antenne potenti e invisibili.

Mia nipote, 4 anni e 8 mesi. Regala la forza della rinascita, lei, semplicemente, con poche parole gridate al telefono.

Giorno 17-12-2006
- “Come va?”
- “Un re Magio è già caduto nella vasca da bagno.”
Come per dire… iniziamo già bene…..

Add comment Domenica, 17 Dicembre, 2006

Gioia dell’avvento

Giorno 12-12-2006 ore 18.10
sul binario 2 della stazione, mentre aspettavo il treno per tornare a casa, ho telefonato e …..

Ho sentito una vocina trillante di gioia e emozione dal telefono:
“Zia Anna lo sai lo sai stiamo facendo l’albero!” Era fuori di se dalla gioia.

In un istante tutta la stanchezza della giornata si è sciolta lasciandomi un calore dentro …. Una rilassatezza, profonda.
Mi sono sentita forte, come rinascere da capo. Cose se la sua energia si fosse trasferita a me con antenne potenti e invisibili.

Mia nipote, 4 anni e 8 mesi. Regala la forza della rinascita, lei, semplicemente, con poche parole gridate al telefono.

Giorno 17-12-2006
- “Come va?”
- “Un re Magio è già caduto nella vasca da bagno.”
Come per dire… iniziamo già bene…..

Add comment Domenica, 17 Dicembre, 2006

Oggi deve essere una bella giornata…

è iniziata con il primo risveglio e il calduccio del mio gatto contro la mia gamba, siamo rimasti lì un po’ a gustare entrambi la sonnolenza e il contatto reciproco

poi è continuata con la FOCACCIA

PUCCIATA

nel caffèlatte, per colazione…. la cosa più buona del mondo!

e la nipotina che con l’esperienza del suo 1 anno appena compiuto camminava balcollando per tutta la casa…. dicendo “BObo, Booobo”

e il sole sche splende come se fosse primavera….

e nella pagina del televideo 505 “Film di oggi” compare la scritta “Paura d’amare”

Paura d’amare (Frankie & Johnny 1991) di Garry Marshall con Michelle Pfeiffer,
Al Pacino, Hector Elizondo, Kate Nelligan

Oggi deve essere una bella giornata…

stasera mi guardo un bel film, un film d’amore, un film romantico… un film che fa sperare chi come me, SI SENTE come FRANKIE (Michelle Pfeiffer)

http://www.antoniogenna.net/doppiaggio/film/pauradamare.htm

Vado a vivere questa bella giornata di sole.

Add comment Giovedì, 5 Ottobre, 2006

Piove

La strada per il Paradiso (Paradise 1991)
di Mary Agnes Donoghue
con Melanie Griffith, Don Johnson, Elijah Wood, Thora Birch.

Un film con Melanine Griffith.
Una bella storia, tenera e sofferta, dove alla fine tutto si rimette a posto….
… e in quel autobus che riporta a casa il bambino dopo le vacanze estive, sembra che ci sia LA VITA che si rimette in viaggio…
'
Quelle esistenze che all’inizio del film troviamo sofferenti e spezzate, ritornano percorrere la loro strada… come percorre la strada il bus in mezzo al paesaggio della verde pianura americana.

STUPENDA Melanie Griffith col rimorso di quella maledetta giornata in cui lei cuciva… il giovanissimo Elijah Wood con la stessa luce negli occhi di bambino intelligente e coraggioso… che poi avrà in Frodo.

La storia si sviluppa nel periodo delle vacanze estive, fino al ritorno del bambino in città dalla madre, fino alla prima pioggia autunnale che segna inesorabilmente la fine del caldo settembrino, e l’inizio dell’aria fresca che ti devi mettere uno “strato” in più e non puoi più stare con le maniche corte.
Il film finisce lì quando finisce l’estate e finiscono le vacanze, in questo paese di provincia, dove ci sono le torrette d’osservazione antincendio in mezzo ai boschi, dove le case sono immerse nella campagna.

Sapete già che io ADORO i film con ambientazione BUCOLICA… e questo è uno di quelle piccole perle che, magari piacciono solo a te, ma chi se ne importa.
Vedi post “Certi film sono come magie” Clicca qui

Mi è venuto in mente questo film oggi, mentre avevo i piedi congelati e sono corsa a mettermi le calze. Oggi piove.

1 comment Lunedì, 25 Settembre, 2006

Oggi con te

Officina, scatole Mellin originali anni 70 (di latta), polvere e unto, macchine per tagliare, piallare, filettare, svuotare. Odore di ferro, sporco, carta e il porta rotolo che ti ho regalato io.

Add comment Venerdì, 22 Settembre, 2006

Stanotte piove, ed è già buio quando vado a chiudere le persiane in terrazzo. C’è l’aria umida, ma non c’è freddo. Si sentono i grilli in lontananza, non sono più tanto arzilli come un mese fa. Una falena gira di scatto nel cono di luce della finestra. Fuori è tutto buio, quando è nuvoloso, si vede solo il contorno nero dei boschi nel cielo blu scuro.
Sento
cloppete cloppete
attutito dal terreno umido, e nella luce debole della finestra, in mezzo al nero vedo delle sagome sfrecciare via.
Cloppete cloppete. I daini vengono a mangiare le mele del frutteto, anche quando piove.

Sono disorientata da questa bellezza.
Mi sembra strano che tutto sia reale. Mi sembra che in realtà non sono qui.
Mi sento piccola e non meritevole di questo panorama, di questa natura
di questa grazia, di questa immensità….
cammino in punta di piedi …
essere spettatore di questa bellezza ti fa sentire illuminato.

Mi spiace amici daini, io non volevo spaventarvi… ma voi non potere sapere che io non vi faccio del male, voi sapete solo che l’uomo è cattivo, c h e h a i f u c i l i. Che ne sapete voi di una bipede che vi guarda da una casa degli uomini… incantata dalla vostra bellezza e addolorata di avervi spaventato?

Domani con la luce uscirò in giardino e lancerò le mele che cadono dentro il recinto dall’altra parte del campo dove voi potrete facilmente trovarle…. le lancerò con tutta la mia forza. Le lancerò come un grande campione di baseball. Prenderò le mele e le lancerò per scusarmi e per dimostrarvi che

IO SONO DALLA VOSTRA PARTE!

Le lancerò con la rabbia perchè io chi vi spara proprio non lo capisco…
Le lancerò perchè io e voi facciamo parte dello stesso mondo, e abbiamo solo questo….

Add comment Mercoledì, 20 Settembre, 2006

I r r a g g i u n g i b i l e

L’Aura – Irraggiungibile

Questa è una canzone che mi piace tanto, mi piace cantarla a squarciagola in macchina mentre guido, in un viaggio tranquillo… é una canzone molto significativa per me.
La voce di L’Aura è meravigliosa, io la seguo, e mi immergo nella poesia che ha saputo creare.
Canto senza vergogna di stonare, tanto nessuno mi sente.
Penso alla dolcezza e al coraggio che mi infonde. Penso al grande e importante significato che questo testo ha per me, e penso a te, mio irraggiungibbbile e inafferrabbbile.

L’Aura » da Okumuki (Sanremo 2006)
» Irrangiungibile «

C’eran le cornamuse mute,
c’era la poesia
che una foglia morta esprime
quando s’addormenta
come il tempo sulla terra.

Dolce e languido, il tuo canto
scrisse melodie che confondon l’anima
intrecciandosi abilmente
con la solitudine del vivere.

Splendi gelido e folle diamante, irraggiungibile,
prima che il giorno ti rubi la luce
e le mani di quelli che
piangono con me nel cuore
comincino a cambiar.

Fragile pelle di cartone,
certa gente è qui per scuoiarti
e poi gettare un muro che separa
i nostri corpi di cenere.

Splendi gelido e folle diamante,irraggiungibile,
prima che il giorno ti rubi la luce
e le mani di quelli che
piangono con me nel cuore
comincino a pensar di amare solo te.

di volere solo te.
Di voler solo te.

Splendi gelido e folle diamante,irraggiungibile,
prima che il giorno ti rubi la luce
innafferrabile.

Splendi gelido e folle diamante,irraggiungibile,
prima che il giorno ti rubi la luce
innafferrabile

Ridono di me nel cuore le mani di chi è mentale

1 comment Mercoledì, 6 Settembre, 2006

Domenica "Ernesto"

Sabato sera ho rivisto “L’ora di religione” dopo esattamente 1 mese che non lo vedevo, esattamente dal 26 luglio giorno del mio onomastico. Ma forse ho scelto la serata meno adatta, infatti….
Domenica è stata una giornata in cui mi sembrava di stare dentro il film. Questa è la domenica della festa patronale del paese con processione, banda, vespri e tutti gli annessi, e io ero furibonda… ma andiamo con ordine:

  1. Festa patronale, e per me vuol dire ricordi, sotterrati a fatica, che ritornano alla luce di quando mia madre ci vestiva da angioletti e Gesù bambino, e noi ci facevamo la processione sul carro con la madonna circondati da tutti i vasi dei fiori. Immaginate dei bimbi in età scolare e prescolare sotto il sole di agosto con tanto di alucce di cartone, a girare per il paese in processione, cosa che durava tutto il pomeriggio.
    Per non parlare degli anni successivi, insomma una giornata in cui preferirei sparire, e invece mi tocca partecipare al classico pranzo con tutta la famiglia, che è tradizione in questa domenica (peggio del natale).
    Solo la giornata per me è irritante: Non voglio ricordare!

  2. La sera prima è avvenuto un fatto per me gravissimo. Ma solo per me… perchè mia sorella non ha detto nulla, ma lei è più cedevole. Mia madre ha portato la nipotina, alla funzione in chiesa dopo cena. All’inizio la bimba era tutta contenta credendo che fosse una passeggiata col gelato, ma poi si è messa a piangere per la noia e la stanchezza. La sera me la vedo arrivare in lacrime… e io (ovviamente) ero stata tenuta all’oscuro. Questo per me è una lama…. perchè non posso sopportare che quella donna allunghi le sue grinfie anche sulla nipote.

    Non so dirvi se ero più arrabbiata o più sofferente.

    Sergio Castellitto Ernesto Picciafuoco Ora di Religione

    E vorrei avere anche io la libertà e l’autorità di dire: “Lascia stare Leonardo! Eh….” [Sergio Castellitto - Ernesto Picciafuoco in L'ora di religione]

  3. La mattina mentre scendo per colazione, trovo una bomboniera, una bella scatola bianca col fiocco: testimonianza della stupidità umana, e segno della superficialità in cui sta annegando la società. Inutile oggetto, simbolo solo delle cose vuote e vane, prive di significato, scatola bella fuori, ma svuotata di ogni significato dalla ricchezza in cui stiamo vivendo. Io odio le bomboniere perchè soldi inutili bruciati in nome di una tradizione che oggi non ha più ragione di esistere, che secondo me, non ha più significato, come tutta la consuetudine estetica del rito nuziale e le tradizioni legate alla celebrazione del matrimonio.

Tutte scatole belle ma vuote, belle fuori, ma senza contenuto, simboli ormai inutili…

Alla vista della bomboniera m’incazzo… e faccio colazione con lo stesso muso imbronciato di Franco Elica [Sergio Castellitto in Il regista di matrimoni], al matrimonio della figlia, nella prima scena del film, fra tutti e due ci manca la nuvoletta dei fumetti sulla testa, piena di teschi, segni strani, bombe accese, parolacce… e poi siamo a posto.

Insomma, in poche ore si è srotolata una sequenza di eventi che….. Fra “L’ora di religione” e “Il regista di matrimoni” non sapevo come sarebbe andata la giornata, mi sembrava di stare a metà, di vivere in mezzo ai 2 film in una zona di comune competenza. Ad un certo punto del pomeriggio mi sono detta: Qui devo solo di aspettare per vedere il finale. Non sapevo se andare a finire nelle fauci dei cani Rotwailer o davanti alla spada del conte Bulla.Ovviamente sto esagerando, ma il concetto spero sia passato…

Ma comunque il mal di testa ora ce l’ho io , non Ernesto!!!

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L’edera di Roberto

Negramaro – Estate
intanto questa estate passa e passerà… vorrei che non potesse finire mai…

Dal terrazzo, viale alberatoRicordo delle vacanze al mare…

Sai, l’anno scorso, quando sono partita da Diano Marina, ho preso in rametto di

Rametto di erica in vaso

EDERA

dal vaso sul balcone dell’hotel. L’ho portato con me a casa per trapiantarlo subito in un piccolo vaso di terra.
Ho sperato che resistesse al trasporto e alla disidratazione, ho sperato che attecchisse e che la piccola radice riuscisse a crescere. Ho aspettato. Sapendo che l’unico modo per aiutarla era quella di lasciarla stare tranquilla, lasciarla appartata che facesse quello che doveva fare, che il primo getto di radice sentisse e trovasse nel piccolo vaso di terra, che gli avevo dato, tutto quello che gli serviva per crescere…. e lasciarle tutto il tempo che voleva. L’unica cosa è che spesso andavo a controllare se c’erano dei piccoli segni di appassimento, se vedevo i primi segni di sofferenza… non è che non avevo fiducia in te, piccola erica, ma avevo paura di perderti.

Dal terrazzo vaso di edera
Per me, sai, sei importante perchè ti ho raccolto nell’hotel delle vacanze, dove lavora Roberto.

Ho curato quel piccolo vasetto con un rametto striminzito di erica. Ho sorvegliato le tre foglie scrutando ogni piccola variazione e facendo il tifo per loro. Devi farcela piccola edera, devi farcela….
Ora il piccolo vasetto regge un robusto ramo di erica, pieno zeppo di foglie sane e giovani. E io non posso che fare a meno di sentirmi orgogliosa di te.

Ogni volta che scorgo quel rametto di erica dentro il suo vasetto penso al mare e mi vieni in mente te, Roberto, amico.

Sapere cosa c’è di più bello del ricordo del mare e di un amico? Un ricordo che vive e cresce.
Perchè la crescita di un essere vivente porta sempre gioia.

Mare Diano MArina

Ciao Mare. Ciao Roberto.

Add comment Martedì, 1 Agosto, 2006

Una parte di me

Biglietto che mia sorella mi ha lasciato sulla scrivania…

Oggi ho ritrovato un vecchio biglietto che mia sorella Carla mi ha lasciato anni fa in camera…
è stato meraviglioso per me leggere le parole della persona che mi sconosce più di tutte, e descrive le mie cose!
per la prima volta in vita mia mi sono vista come MI VEDONO GLI ALTRI, DALL’ ESTERNO…. io sempre così impegnata a guardarmi dentro…. mai avrei immaginato di “aleggiare con uno spitito da favola”


Sono venuta mar e merc a lavorare al tuo computer mentre aspettavo lo zio Rocco e …. non resisto!! … ho visto il tuo letto sfatto e…. al lavoro!
Ma mi chiedo: tu chi sei? Tutta la tua camera è improntata, anzi vi aleggia un’atmosfera da “MIlle e una notte” e tu quale personaggio interpreti?
La principessa nel giardino reale, il genio della lampada o il ladrone… ma?!
Sicuramente quel pollicione del piede rivolto in su è un indizio!!

Add comment Lunedì, 31 Luglio, 2006

Riflessioni notturne

L’amore è acqua, l’amore fluisce
Ti riempie come l’acqua e può passare con tante cose.
Come l’acqua…. l’amore ha un volume, ma non ha forma. L’amore tiene dello spazio, ha il suo ingombro, ma prende la forma del recipiente che lo contiene.
Come l’acqua….
L’amore può fluire come una sorgente, o un torrente impetuoso, o un placido lago e lo fa attraverso tante cose. Attraverso una parola, un gesto, un cibo che prepari, o uno sguardo, Attraverso un regalo, un pensiero, o una camicia che stiri, con una tua attenzione, o una osservazione.
Come l’acqua, l’amore non si crea, si trasforma: può essere ghiaccio (freddo), liquido (rinfrescante) o vapore nell’aria (una nuvola leggera). Come l’acqua fa parte di noi, é la nostra componente principale. Come per l’acqua non ne possiamo fare a meno.

Come l’acqua l’amore CIRCOLA, evapora, si muove con le nuvole, cade con la pioggia, e scorre sulle terre emerse, chiudendo un ciclo che lega tutto, senza inizio e senza fine come è un cerchio.
L’acqua è l’agente che trasforma e frantuma le rocce: può erodere, trasportare e deporre anche la roccia più dura, lontano…

Add comment Domenica, 23 Luglio, 2006

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Disclaimer

“Mi pongo sotto la protezione dell’art. 19 della Dichiarazione internazionale dei diritti dell’uomo, approvata dall’Assemblea generale dell’Onu, a Parigi, il 10 dicembre 1948: «Ognuno ha diritto alla libertà di opinione e di espressione, il che implica il diritto di non essere molestati per le proprie opinioni e quello di cercare, di ricevere e di diffondere, senza considerazione di frontiera, le informazioni e le idee con qualsiasi mezzo di espressione li si faccia»”