Posts filed under 'intuizioni'
Il centro del mondo
Sì, certo. Come no…
con tutto quello che ho da fare, sto lì a guardare te!
Dedicato a tutte quelle persone che si credono di essere il centro del mondo, attorno a cui ruotano tutti gli altri. Ma chi ti credi di essere!
Non avrai mica la coda di paglia?
Se non sai usare i l computer, non puoi lamentarti con gli altri se tu non sei in grado di usare tutte le potenzialità delle impostazioni del profilo e non sei in grado di eliminare una frase cliccanco sulla X.
E ribadisco il concetto:
hai scoperto l’acqua calda…. e “scartavetri” i c***gl**ni agli altri perchè hai scoperto l’acqua calda.
Fai un bel corso di aggiornamento di informatica e smettila di sparare c**z**e.
Scusate il turpiloquo, ma le persone che hanno una visione della vita così limitata e poco elastica, mi fanno perdere le staffe.
E per ultimo: deve ancoda nascere il “tecnico” che dice a me quello che devo fare!
Questa ultima è cattiva, lo so, ma in fondo te la sei meritata. Io, ho il profilo libero, e questo blog aperto a tutti i lettori e commentatori: perchè non ho nulla da nascondere, ho la coscienza a posto, e mi diverto ad usare l‘autoironia.
Io con tutto quello che ho da fare e a cui pensare….
Ti dedico questra canzone.
Max Gazzè > Tra L’aratro E La Radio (2008) > Siamo Come Siamo
Il tempo ci costringe a fare misurazioni
di calendari, pendoli ,cronometri
c’è chi lo sfida, chi lo teme e chi lo nega
e c’è chi francamente se ne frega
Andiamo avanti solo per inerzie
giù per piani inclinati risparmiando le forze
intrappolati tra pretesti e contesti
nell’ufficio dei protesti
Se non è bello quel che è bello
è bello quello che mi piace
allora è bello quel che vedo
e vedo quello che mi pare e piace
Mi piace quel che appare.
La logica della vendetta è fallimentare
infatti come è noto il dente è perdente
un occhio per un occhio è sempre un occhio solamente
La frenesia di cogliere ogni particolare
di insistere e scoprire il più minuto dettaglio
diventa pornografia che restringe la visuale
Se non è bello quel che è bello
è bello perchè sembra bello
allora esisto perchè sono vivo
e sono vivo perchè l’ho deciso adesso.
Vorrei vivere più spesso.
Hanno tutti un amico che fa prezzi migliori
giudici, tecnici, politici e dottori
chi disprezza e chi compra e chi apprezza non conta
e conta solo chi ha un prezzo.
Poter vivere una vita sola
esclude la salvezza delle correzioni
e nel progresso torneranno ancora i nostri sbagli
Il gatto delle nevi, il bracco dei ghiacciai,
il deltaplano, le scarpe, gli occhiali e le parrucche,
per protesi dentale il ponte di Messina
e avrò un sorriso carrabile
Le favole di Esopo per coscienza collettiva,
007 come vita alternativa,
inabili inarresi in pròtesi protesi,
Siamo come siamo.
Add comment Sabato, 16 Maggio, 2009
“pensieri per una zia speciale”
pensieri di te…
oggi
stamattina un anno fa, tornavi ad essere il sole che eri
stamattina mi sono svegliata all’alba che tu dovevi ancora alzarti, ti ho aspettato, mentre uno spicchio di luna stava sull’orizzonte ad est.
Non avevo mai visto la luna così bassa e così ad est. Appena dopo il suo sorgere.
Ti ho mandato un bacio.
E ho sentito che lo hai ricevuto. E ti ho detto: Sei bella, non sei mai stata così bella
é una magia, zia, una magia… che l’alba abbia i tuoi stessi colori.
ci sono attimi eterni in cui io ti ritrovo
è una magia che io ti sento nel sole e nella luce dell’alba, ci sono attimi in cui io, te, la luna e il sole siamo in armonia: il sole e la luna allineati all’orizzonte ad est….
è una magia che oggi qualcuno sia arrivato qui digitando “pensieri per una zia speciale”
….”dedicato a te, perchè il tuo esempio mi veste come un abito” scriverò
e stasera c’è “Don Matteo” che a te piaceva così tanto,
che guardavamo insieme nei pomeriggi di riposo,
la tua gioia nell’ammirare Natalina
per me
ora
è fonte di infinita dolcezza.
pensieri di te, zia.
…pensieri di te, Luna,
… pensieri di te, Sole.
2 comments Giovedì, 3 Aprile, 2008
Le coincidenze indicano la via e ci parlano alias C’era un pettirosso
Scusa se oggi non ho potuto fare niente. Scusa se non ho fatto niente.
Perdonami tutto.
Voglio dirti che ho sofferto con te e voglio dirti che mai penserò che eri solo uno . Uno dei tanti e che per questo non importa.
Eri uno, ma eri parte del tutto.
Ora senza di te, il tutto è mancante di qualcosa. Senza te non è la stessa cosa.
Avere le ali a volte non è facile. A volte è pericoloso, sai?
Si corrono pericoli che gli altri senza ali non corrono, bisogna stare molto più attenti.
Con le ali si possono trovare ostacoli e imprevisti che chi è senza ali non ha.
Con le ali si può picchiare contro i muri o contro le finestre, credendo di andare oltre e si ci fa male. Molto male.
Ma abbiamo le ali e sono rischi che dobbiamo correre.
Oggi respiro con te…. Ed era come se su quei scalini ci fossi io.
Oggi soffro con te.
Ma abbiamo le ali e corriamo molti più rischi, ma abbiamo le ali e qualcosa ci impone di usarle. Ma abbiamo le ali e dobbiamo volare, col rischio di urtare un ostacolo e farci male, col rischio di cadere fra l’indifferenza di chi non ha le ali.
Add comment Lunedì, 2 Aprile, 2007
Primavera e neve
Tutto in un giorno.
Stamattina, percorro corridoio per andare in bagno, dalla finestrella davanti a me, vedo di bianco. Stringo gli occhi per mettere a fuoco e mi avvicino: è proprio di bianco alla finestra. È il tetto della casa vicina completamente imbiancato da tue dita di neve. Si è fermata sui rami e i suoi fiori degli alberi da frutta. Sorrido mentre fuori piccoli fiocchi di neve cadono sui cespugli fioriti del giardino.
Domani è primavera.
Spero Che questo non rovini l’agricoltura e la fioritura degli alberi.
Oggi la nipotina tornava all’asilo: sorriso nel pensare che questa neve ha reso la mattinata del suo ritorno a scuola particolare, allegra e più leggera. Avrà guardato i campi e i monti imbiancati durante tutto il tragitto e forse avrà fatto meno capricci.
Oggi è l’onomastico della mia cara zia.
Le telefono mentre scrivo queste frasi con una penna rossa su un foglio a quadretti.
PS: Questo foglio poi verrà perso nel mare di fogli e scartoffie che ci sono nella mia scrivania: rimarrà lì per 5 mesi. In attesa di un momento di tranquillità per poterlo trascrivere. Invece è stato il momento a trascrivere me a cambiarmi per sempre.
Add comment Martedì, 20 Marzo, 2007
Giovanni Allevi

Giovanni Allevi: …avevo 4 anni, ho suonato in piano e ho avuto la sensazione che un grosso faro mi si accenderre dentro…
Add comment Martedì, 20 Marzo, 2007
Post delle parole crociate
Ci sono delle gerarchie nella vita…
Sappiate fare una classifica delle cose importanti e delle cose non importanti…
Sappiate discernere le priorità della vostra vita.
Prof. Ezio Roletto.
Add comment Venerdì, 9 Marzo, 2007
Io come l’Ikea
Ricevo questo commento alla mia poesia.
Mi fa piacere: sono molto contenta. Vi ringrazio tutti.
Leggo il commento e mi viene in mente una cosa.
Il nostro modo di scrivere ci rispecchia. Noi siamo come il nostro modo di scrivere.
Il nostro stile cognitivo si generalizza a tutto quello che noi facciamo. Anche il nostro blog ci rispecchia, nei suoi colori, nei suoi layout, negli antipixel che inseriamo.
Io sono schematica e semplice. Vado sempre a capo, con frasi brevi.
Non uso tanti aggettivi complicati…. non so spiegarmi bene. Per questo metto tante immagini e fotografie. Penso che non avere tempo per legere e leggere.
Ho uno stile cognitivo visuale, analitico e impulsivo. Il mio blog anche è così.
Scusate se non faccio discorsi complicati… se non uso frasi ricercate, se non mi scervello per cercare aggettivi logorroici…. scusate… se sono semplice e scarna. Lineare e schematica.
Finisce che… mi conoscete meglio voi, di tanti altri che vivono acccanto a me.
PS: Io adoro lo stile IKEA. Il mio sogno è avere una casina tutta arredata Ikea, dalle tende, alle posate.
Add comment Martedì, 6 Marzo, 2007
Come volevasi dimostrare
All’interrogazione di chimica, o esame!
Professoressa: Parlami dell’ H2O.
Studente: l’acqua è un elemento chimico.
Professoressa: BOCCIATA! e non ti ripresentare prima di 6 mesi!
Studente: Come è precisina….
Ci sono delle idee e dei concetti nella vita che tui crei con l’esperienza e dai fatti che vivi quotidianamente. Formuli una teoria.. e continuando a vivere ti accorgi che i fatti confermano la tua teoria che si rafforza sempre di più. Così….
La mia teoria è sempre valida, anzi continua ad avere prove della sua validità…
- Non sa usare il computer, cosa grave per una giovincella.
Se lo sapesse usare avrebbe inserito il link al post, cosa non difficile.
Ma voi trovate complicato inserire dei link ai post? Come questo
C’è persino il tastino con gli anellini della catena uniti… prova, dai! prova a cliccarlo, e … poi vedi cosa succede. (Sperimentare, ragazza mia sperimentare!!!) - Ma vi siete mai chiesti cosa ci stanno a fare i Permalink?
Oddio, mica penserà che è la permanente dei capelli? Possibile… - leggo e rileggo… non ho mai citato la tranquillità e la normalità… sono persone tranquille e normali, non ho mai detto che non lo siano, chi lo mette in dubbio?
Ahhh… ho capito, “la normalità” !!! Sì, sì, lo so…. lo so…..
gli equivalenti, gli acidi mono-protici , bi, e tri-protici, la concentrazione 1 N.
Visto che capiscono solo…. “un atomo in stato di quiete” …. - quanti esami ha dato? bho! ci sentiamo al 30simo, e ne riparliamo.
- non faccio mai un fascio di tante erbe diverse, sono troppo abituata a vedere la vita eterogenea e mutevole, a notare la diversità e la varietà a tutti i livelli del mondo vivente, a considerare le mille variabili che possono influire e alimentare …
così io rispetto le tue idee, ma più parli e più confermi la mia teoria.c.v.d.
e basta!
Add comment Martedì, 20 Febbraio, 2007
Avere in mente l’altro come un “altro noi stesso”.
Avere in mente l’altro come un “altro noi stesso”.
Più do, più io ricevo….è dando che si riceve. Senza un tornaconto, dare all’altro, essere generosi senza interessi… perché penso che la gente si accorge di questo e tu diventi parte di un grosso abbraccio, di un gruppo in cui circola generosità e attenzione.
Add comment Giovedì, 18 Gennaio, 2007
Ernesto mi manchi…
Domenica… un’altra domenica Ernesto è passata…
sta venendo buio, ormai solo la luce dello schermo del computer illumina davanti a me, mi sei venuto in mente, e ho sentito che mi manchi, mi manchi tanto.
So che sei solo un personaggio, e che vivi da qualche parte in un limbo fra realtà e fantasia, ma da quando ti hano dato un corpo e una personalità tu sei “vivo”, vivo e “reale”. Viviamo soltanto in due universi diversi, che non si incontreranno mai, ma in modo parallelo sentiamo e diciamo le stesse cose, Ernesto. Tu con la tua sciarpa grigia corta e il tuo cappotto nero, io con la mia lunga sciarpa beige e la giagga imbottita di piuma d’ora color fucsia. Camminiamo entrambi tormentati dagli stessi ricordi e sospesi negli stessi pensieri.
Ti voglio dire che per me sei importante Ernesto, e che ti voglio bene…
Non sto a raccontare agli altri cosa è successo oggi: lo so io, e lo sai tu. Non lo dimenticheremo facilmente, perchè certe cose vissute diventano parte della tua carne e non te ne puoi più liberare, neanche dopo anni, neanche se cambi casa e città, neanche… neanche… sono ricordi indelebili che fanno parte della tua crescita: so che tu ricordi tua madre. Marta Giostrai in Picciafuoco.
Marta, la mia nipotina si chiama Marta. Sai Ernerto, ieri sera ha cenato con me… mi ha dato un grosso bacio per salutarmi prima di andare a casa.
La zia Maria, la tua zia Maria, tanto vera da intimorirmi… è il nome di mia madre.
Grazie Ernesto, la tua forza, la tua passione, i tuoi pensieri, i tuoi gesti, le tue reazioni, sono anche le mie. Mi muovo insieme a te.
Io ho sensazioni….. tu reagisci e ti muovi.
1 comment Domenica, 14 Gennaio, 2007
Ernesto mi manchi…
Domenica… un’altra domenica Ernesto è passata…
sta venendo buio, ormai solo la luce dello schermo del computer illumina davanti a me, mi sei venuto in mente, e ho sentito che mi manchi, mi manchi tanto.
So che sei solo un personaggio, e che vivi da qualche parte in un limbo fra realtà e fantasia, ma da quando ti hano dato un corpo e una personalità tu sei “vivo”, vivo e “reale”. Viviamo soltanto in due universi diversi, che non si incontreranno mai, ma in modo parallelo sentiamo e diciamo le stesse cose, Ernesto. Tu con la tua sciarpa grigia corta e il tuo cappotto nero, io con la mia lunga sciarpa beige e la giagga imbottita di piuma d’ora color fucsia. Camminiamo entrambi tormentati dagli stessi ricordi e sospesi negli stessi pensieri.
Ti voglio dire che per me sei importante Ernesto, e che ti voglio bene…
Non sto a raccontare agli altri cosa è successo oggi: lo so io, e lo sai tu. Non lo dimenticheremo facilmente, perchè certe cose vissute diventano parte della tua carne e non te ne puoi più liberare, neanche dopo anni, neanche se cambi casa e città, neanche… neanche… sono ricordi indelebili che fanno parte della tua crescita: so che tu ricordi tua madre. Marta Giostrai in Picciafuoco.
Marta, la mia nipotina si chiama Marta. Sai Ernerto, ieri sera ha cenato con me… mi ha dato un grosso bacio per salutarmi prima di andare a casa.
La zia Maria, la tua zia Maria, tanto vera da intimorirmi… è il nome di mia madre.
Vai al Video Ernesto e zia Maria.
Grazie Ernesto, la tua forza, la tua passione, i tuoi pensieri, i tuoi gesti, le tue reazioni, sono anche le mie. Mi muovo insieme a te.
Io penso e tu parli.
Io ho sensazioni e tu reagisci e ti muovi.
2 comments Domenica, 14 Gennaio, 2007
Episte
Grazie al Prof. Roletto per la lezione di oggi.
Non dimenticherò.
Add comment Giovedì, 23 Novembre, 2006
Episte
Grazie al Prof. Roletto per la lezione di oggi.
Non dimenticherò.
Add comment Giovedì, 23 Novembre, 2006
Sorpresa e opinioni
Stamattina ho ricevuto una meravigliosa sorpresa…
Andate a vedere questa pagina del sito Myfilm.tv.it Film da ricordare , dove sono iscritta con il nome utente di delfinodelfino
Non mi era mai capitato, di ridevere una dedica via internet.
La mia reazione è stata… di incredulità e poi di emozione!
e ho subito pensato come diceva TopoGigio tempo fa:
Questo uomo, che si definisce un incrocio tra Scrooge ed il Dr. House … ieri alle 13.43 ha creato un elenco con alcuni dei film che io avevo recensito su questo sito di cinema Myfilm.tv.it.
e mi ha regalato una briciola del suo tempo dedicando questo elenco a me, scrivendo:
Non voglio diamanti, non voglio gioielli, non voglio cellulari di ultima generazione che ti fanno anche il caffè….
ma voglio questi regali… per me i più preziosi! e i più veri!
Grazie dalton. Hai un bel nome, dalton era una scienziato e dalton è l’unità di misura delle proteine.
L’ora di religione
Sì, non bisogna mai vergognarsi della GRATITUDINE per qualcuno o qualcosa.
… o, più semplicemente, tutto quello che senti dentro di te!
Io sono grata a questo film, perchè per me significa tanto. E sono grata a Marco Bellocchio che lo ha creato hai suoi ricordi di ragazzo e dai suoi sentimenti. E sono grata a Sergio Castellitto che ha dato corpo e anima ad Ernesto come solo lui poteva fare..
Libertà di pensiero: Film IMPERDIBILE! capolavoro! Ernesto, sei parte di me, del mio cuore. Grazie Marco e grazie Sergio.
Technorati Tags: sergio castellitto
1 comment Giovedì, 23 Novembre, 2006
Silenzio confusione
Add comment Sabato, 11 Novembre, 2006
Lenzuola blu
……Le tue mani sono gabbiani in un cielo azzurro
le tue mani entrano dentro al mio cuore di burro
le tue mani battono il tempo e accendono il fuoco
le tue mani a poco a poco
io sento le tue mani sopra di me
le guardo mentre preghi anche per me
le asciugo mentre lavi lenzuola blu……
[Gatto Panceri > Stellina (1997) > Le Tue Mani]

ho comprato un completo per il letto, un lenzuolo blu.
vado a fare la spesa. Vado a fare la spesa. Non tanto per necessità, ma per fare un giro.
ci sono le offerte speciali sulle coperte e sulla biancheria. Inizio a guardare e a girarmi attorno per cercare le misure e i bigliettini dei prezzi. Mentre cerco di orientarmi fra le 1000 stampe e colori, arriva un carrello con una coppia: lei lo chiama mentre cercano i lenzuoli a doppia piazza. Io lì davanti allo scaffale dei completi singoli 100% cotone mi fermo e abbassa la testa. Sono triste. Mi sento una fallita. Davanti ai lenzuoli a singole piazze mi sono sentita ferita e umiliata, da quella donna giovane che non immaginava certo di creare tanto danno solo scegliendo un lenzuolo. Mi sono sentita una misera.
Una fallita che fa finta che tutto vada bene, ma invece quel lenzuolo mi ha soffocato.
Quella donna che si è avvicinata chiamando lui non pensava certo di essere il mezzo per far uscire la realtà cruda, la mia solitudine.
La mia solitudine stanotte dormirà in un lenzuolo blu. Sì, sono sola, ma sono io. E non è detto con certezza che solo perché sono sola sono uno scarto. Anche se mi sento uno scarto, quando guardo la confezione con la scritta sul cartoncino completo letto singolo e lenzuolo sotto con angoli.
ho portato con me quel lenzuolo blu e ci dormo dentro. E non ditemi che da soli e si dorme meglio perché non è vero.
mi sono sentita male, ma ho portato quel lenzuolo singola piazza a casa, fra le mie cose care, perché altrimenti significava rinnegare la mia solitudine e quindi anche me stessa.
Ho portato a casa quel lenzuolo blu insieme alla mia solitudine.
Add comment Sabato, 4 Novembre, 2006
Le Sorelle di Bellocchio
Ho fatto un giro sul sito Mymovies, sito di recensioni cinematocrafiche.
Alla festa di Roma nella sezione Extra c’è il nuovo film di Marco Bellocchio Sorelle, leggo la trama e la recensione… mi piace! è strato girato a Bobbio.
S’INTITOLA «SORELLE» ed «è un documentario nostalgico e scherzoso su alcuni componenti della mia famiglia o grandi amici d’infanzia, o sulla città di Bobbio con il suo bel Trebbia, insomma un album di ricordi….». Così, il regista Marco Bellocchio riassume commosso la storia del suo film, che presenterà alla Festa di Roma nella sezione «Extra». Il film è interpretato, tra gli altri, da Donatella Finocchiaro e Pier Giorgio Bellocchio. «Sorelle» sono tre episodi di una stessa storia «girati in tre anni diversi, 1999, 2004 e 2005 e raccontano di una bambina, Elena, della sua crescita — continua il regista —. Il film narra di chi va e di chi resta, di continui ritorni e ripartenze dal paese natio e dalla vecchia casa di famiglia. Un giorno, la mamma di Elena decide di portare a vivere con sè a Milano la figlia e da lì si evidenzia tutto il difficile rapporto familiare. Per comodità ho girato a Bobbio, nella stessa casa de “I pugni in tasca”: è perfetta, il tavolo su cui mangiano Elena e Sara è lo stesso su cui ho mangiato anch’io da bambino».
Nel sito c’è una bella foto di quella che io conosco come la zia di Ernesto, sorride anche lei.
Rimango ferma a guardare quel viso che per qualche strana magia mi ha colpito sin dalla prima volta che l’ho visto. Forse mi ricorda nei lineamenti e nei capelli la mia cara pro-zia.
Sono quelle signore gentili e dolci che per me, sanno di “casa”, sanno del mio paese, della mia terra. Appena le ho viste sedute al tavolo rotondo in casa Picciafuoco, sconcertate davanti al quadro del nipote, io mi sono persa, nel tentativo di focalizzare perchè quel viso, quel modo di parlare, quel accento sapevano di casa.
Il suo viso fa rivivere nella memoria una piccola piazza del mio paese, con una cartoleria che fa angolo, a fianco alla pettinatrice. Quella cartoleria, che ora è stata ristrutturata, con l’arredamento di legno scuro, che quando entravi sentivi quel buon odore di matite e di carta nuova. Il viso di quella Sorella mi ha richiamato alla memoria quella vecchia cartoleria della mia infanzia quando (allora non esistevano i centri commerciali né i supermercati). Da piccola andavo lì e mi sembrava il posto più bello del mondo perchè si respirava aria di disegno, di libri e di matite.
Sai Sorella, quella cartoleria si trova in Piazza San Rocco, dove c’è un arco romanico apre la via del borgo storico.
Quella piazza c’è ancora: è la piazza San Rocco.
Voglio raccontarti una cosa …
Questa estate uscendo da un negozio mi sono fermata al bordi della piazza a prendere la bicicletta. Mi giro e, con mio sommo divertimento… lo vedo… l’arco antico del borgo storico!
Come fa la canzone?
sono il re della cantina
volteggio tutto crocco
sotto i lumi dell’arco di San Rocco
ma s’appoggi pure volentieri
fino all’alba livida di bruma
che ci asciuga e ci consuma
che cos’è l’amor
è un sasso nella scarpa
che punge il passo lento di bolero
con l’amazzone straniera
stringere per finta un’estranea cavaliera
è il rito di ogni sera
perso al caldo del pois di san soucì
Mi fermo a guardarlo: vedo un arco di pietra che c’è sempre stato, è sempre stato lì, sin da quando da piccola. Lo oltrepassavo ogni giorno per andare in chiesa, ma prima per me non significava niente. Era solo un arco antico dell’ultimo edificio prima della chiesa parrocchiale.
Mi viene da ridere.
Sorrido.
Prendo la bicicletta e me ne vado canticchiando:
chiedilo al vento
che sferza il suo lamento sulla ghiaia
del viale del tramonto all’ amaca gelata
che ha perso il suo gazebo
guaire alla stagione andata
all’ombra del lampione san soucì
…
Ahi, permette signorina
sono il re della cantina
volteggio tutto crocco
sotto i lumi dell’arco di San Rocco
Son monarca son boemio
se questa è la miseria
mi ci tuffo con dignità da rey
[Che Cossè L'Amor di Vinicio Capossela da Camera A Sud]
Un arco romanico di pietre antiche, una canzone, un film, una coincidenza.
Sono felice.
Un’altra coincidenza. Bella questa volta.
Il tuo sguardo mi ricorda quello della SORELLA di mia nonna, quando mi diceva, stringendomi forte le mani: Sono orgogliosa di te. Io questo non lo dimenticherò mai. Sono fiera di te per come ti impegni nei tuoi studi, per quello che fai.
Sorelle.
Mi hai fatto “saltare” quando raccontavi a Filippo il miracolato di Padre Pio. Mi sembra mia mamma, basta per favore, e hai risvegliato antichi ricordi, che non se n’erano andati, erano solo assopiti.
Sorelle.
Penso che sia bello avere una sorella come te. Non so quale strano collegamento neuronale ci sia fra il tuo sorriso sereno, i tuoi capelli bianchi e quella cartoleria della mia infanzia. Era bella, piena di pastelli colorati (la mia passione), di blocchi di disegno e pile di quaderni, il sussidiario per le scuole elementari, e il libro di lettura nella cui copertina c’è quel bambino con i capelli corti e il grembiulino, che mi assomigliava così tanto.
Ho tanti ricordi belli della mia infanzia, legati alla scuola, perchè a ma piaceva andare a scuola e mi piaceva disegnare… e tu con il tuo viso e il tuo sguardo profondo li hai riportati alla luce.
Sorelle.
Pazienza. Bisogna avere tanta pazienza.
Rido perchè è una frase ho sempre sentito diree io:
Santa Pazienza… ci vuole tanta pazienza! Dalle nostre parti si usa dire così, una specie d motto di saggezza popolare.
Sorelle.
Scritto un po’ al PC, e un pò su un foglio in treno mentre andavo a fare l’iscrizione in segreteria, la mattina del 25 ottobre. Ho rischiato di perdere il treno, e anche di saltare la mia fermata… è pericoloso scrivere sul treno, ti estranei dal mondo e non sai più dove sei:
- Ma che stazione è questa? (~~ Adrenalina~~)
- Voghera.
- Uhhhfff, che spavento!
Add comment Mercoledì, 25 Ottobre, 2006
Ciao Ale
Ciao Ale, mio Amico e mio più grande Amico. Con la A maiuscola. So che ci sei anche se io non me lo merito, e tu sai il perché.
Ale è una grande persona perché, è sempre stato un ragazzo pieno di energia. Da piccola ti odiavo perché mi prendevi in giro, tu già estroverso e spigliato, e io già timida e introversa, e mi tiravi le pallonate quando io passavo davanti al cancello di casa.
Ne abbiamo viste tante insieme e sei stato insieme a tutti gli altri amici, la mia gru e la mia squadra di costruzione, quando non avevo punti di riferimento, né esempi, né insegnanti, né qualcuno che mi coprisse le spalle, né un nido accogliente dove rifugiarmi, a leccarmi le ferite.
Voglio semplicemente dirti che ti voglio bene.
Che ti ammiro.
Amico mio.
Add comment Mercoledì, 11 Ottobre, 2006
Neuroni a specchio.
Lo specchio nel cervello
Uno specchio nella mente
Dovete sapere che io sono una affezzionatissima di SUPERQUARK, la mitica trasmissione di Piero ed Alberto Angela. Cito da SuperQuark:
Neuroni a specchio.
Scoperta italiana delle neuroscienze, che potrebbe spiegare tante cose del nostro cervello in quanto, l’Imitazione è la base di tanti apprendimenti.
L’esempio forse più clamoroso dell’azione dei neuroni a specchio sembrano essere i Comportamenti automatici del neonato che imita i comportamenti, si spiegano così altri comportamenti involontari di imitazione fra i quali la Frenata a vuoto del passeggero, i calci in aria degli spettatori della partita di calcio….È dimostrato da esperimenti scientifici che quando una persona osserva delle azioni eseguite da un altro indivisdio di attivano nel suo cervello le stesse aree che sono responsabili della esecuzione di quella stessa azione quando è lui a compierla.
Questo consente di comprendere le azioni compiute dagli altri come se fossero viste dall’interno, in pratica questo consente di relazionarci con gli altri, e di interagire con essi.Professor Rizzolatti è lo scopritore dei neuroni a specchio:
“Il sistema dei neuroni a specchio non solo fa capire che uno sta prendendo un oggetto che m a fa capire anche l’intenzione, il perché una bambina cogli un fiore o piglia un sasso per gettarlo o rompere una noce?
Questo sistema ci dà non solo che cosa fa ma anche l’intenzione e quale sarà la sua mossa successiva e questo deve essere stato probabilmente il vantaggio evolutivo che ci ha portato i primati ad avere questo sistema e questo è molto bello perché permette di spiegare in termini neurali molto semplici un processo che teoricemante è estremamente complesso cioè capire le intenzioni degli altri.
Successivamente abbiamo visto che il sistema dei neuroni a specchio vale anche per le EMOZIONI.
I neuroni a specchio sembrano spiegare moltissimi comportamenti emotivi per es. la tristezza che sorge alla vista del dolore altrui …
Le emozioni create dal balletto e dal teatro …
L’ansia e la tensione dovuta all’osservazione di altri impegnati in azioni pericolose …
Le reazioni suscitare da situazioni non molto eleganti come i conati di vomito …
Il coinvolgimento nelle parti degli attori generato al cinema da scene particolari …
Per dimostrare le basi neurologiche nel coinvolgimento delle emozioni altrui è stato fatto un esperimento dell’olfatto.
Cose succede quando una persona sente un’odore? A vari studenti posti dentro un apparecchio di risonanza magnetica è stato fatto fiutare un cattivo odore. Gli spessi hanno visto proiettare immagini di persone disgustare dal cattivo odore
In una parte del loro cervello si attivavano le stesse parti, sia quando fiutavano l’odore sia quando vedevano la reazione emotiva di disgusto nelle facce del filmato.Quindi io capisco le emozioni degli altri perché io stesso mi emoziono, nel momento in cui io vedo emozione in te anche io ho la stessa emozione.
L’esperimento dell’odore è stato allargato al sentimento del dolore.
È stato dimostrato che noi abbiamo un sistema di empatia con gli altri, nel momento in cui gli altri soffrono soffriamo anche noi.
Questo sistema dei neutonoi a specchio ha a che fare anche con l’altruismo?
Assolutamente, questo è una prova che noi abbiamo una base naturale per l’altruismo.
I neuroni a specchio sarebbero anche implicati nelle emozioni create dagli altri dal loro senso del tatto.
Quando osserviamo il corpo di un altro venire toccato non lo vediamo elusivamente con la parte visiva del nostro cervello, ma anche con la parte tattile. Quando vedo il corpo di un altro che viene toccato si attivano nel mio cervello le stesse regioni che normalmente si attivano quando io vengo toccato.
Add comment Martedì, 3 Ottobre, 2006
Stanotte piove, ed è già buio quando vado a chiudere le persiane in terrazzo. C’è l’aria umida, ma non c’è freddo. Si sentono i grilli in lontananza, non sono più tanto arzilli come un mese fa. Una falena gira di scatto nel cono di luce della finestra. Fuori è tutto buio, quando è nuvoloso, si vede solo il contorno nero dei boschi nel cielo blu scuro.
Sento
cloppete cloppete
attutito dal terreno umido, e nella luce debole della finestra, in mezzo al nero vedo delle sagome sfrecciare via.
Cloppete cloppete. I daini vengono a mangiare le mele del frutteto, anche quando piove.
Sono disorientata da questa bellezza.
Mi sembra strano che tutto sia reale. Mi sembra che in realtà non sono qui.
Mi sento piccola e non meritevole di questo panorama, di questa natura
di questa grazia, di questa immensità….
cammino in punta di piedi …
essere spettatore di questa bellezza ti fa sentire illuminato.
Mi spiace amici daini, io non volevo spaventarvi… ma voi non potere sapere che io non vi faccio del male, voi sapete solo che l’uomo è cattivo, c h e h a i f u c i l i. Che ne sapete voi di una bipede che vi guarda da una casa degli uomini… incantata dalla vostra bellezza e addolorata di avervi spaventato?
Domani con la luce uscirò in giardino e lancerò le mele che cadono dentro il recinto dall’altra parte del campo dove voi potrete facilmente trovarle…. le lancerò con tutta la mia forza. Le lancerò come un grande campione di baseball. Prenderò le mele e le lancerò per scusarmi e per dimostrarvi che
IO SONO DALLA VOSTRA PARTE!
Le lancerò con la rabbia perchè io chi vi spara proprio non lo capisco…
Le lancerò perchè io e voi facciamo parte dello stesso mondo, e abbiamo solo questo….
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Horatio Caine CSI MIAMI
Tenente Horatio Caine
C’è una bambina impaurita, tu ti avvicini e le tendi la mano…. la tranquillizzi, non tanto con quello che dici ma COME lo dici. Il tono della tua voce è calmo, infonde sicurezza…. la bambina si fida di te.
La pancia lo sa. I bambini hanno i presentimenti…. sanno con chi hanno a che fare. Hanno dei presentimenti e riconoscono la persona che hanno davanti. [Mariarita Parsi Psicoterapeuta su LA7].
Non espone mai il privato, non risponde alle domande personali, sa che la vita è troppo labile.
Si muove lentamente Horatio, cammina con calma, anche nelle urgenze, sa che la verità è nascosta nei particolari, quelli più invisibili, quelli che gli altri non notano. Davanti al sospettato, il suo gesto di far scivolare sul tavolo le prove scientifiche e renderle visibili all’interessato è importante: è il tuo lavoro, è la tua forza, ma non la sbandieri apertamente o con arroganza, non sei mai arrogante di fronte al colpevole, hai pietà di lui, sei pungente e sottolinei il suo errore. Fai il gesto di passare la documentazione delle analisi come se non ti volessi sporcare. Hai un atteggiamento di superiorità verso il colpevole,…
Mi piace Horatio Caine. Guarda tutti con la testa inclinata dal basso verso l’alto, di traverso, come a voler cercare dietro l’angolo, come se volesse vedere le cose anche da un’altra angolazione. Dal basso verso l’alto, ma senza debolezze, e senza paure, con la sicurezza…..
L’efficacia di un dettaglio
Il valore di una ipotesi, l’emozione dell’intuito
….Bene, allora è meglio cominciare!
[Tenente Caine CSI Miami]
Mi piace perché rincorre la giustizia, a costo di esporsi in prima persona, sorride sornione di fronte ai furbi, si toglie gli occhiali per guardarli in faccia e se li rimette con calma quando pensa, perche la verità non ha fretta, ma è sicuro che prima o poi uscirà fuori…. da qualche traccia.
È freddo e duro con i cattivi, tanto quando è dolce e protettivo con i deboli. Sa che la vita è il bene più prezioso, e quel cadavere su cui si china diventa il centro del suo impegno. Si togli egli occhiali, per rispetto e perché anche lui, eroe, è scoperto di fronte la morte.
Sai cosa so: quando cala la sera, la verità è l’unica cosa che ci resta. Tenente Caine CSI Miami.
Il tenente Horatio Caine, che guarda con la testa reclinata sulla spalla, si fida del suo ISTINTO, crede nel suo lavoro, è dedito al suo lavoro fino ad esporsi in prima persona. È un uomo onesto, giusto, fa il suo dovere, ha pietà. Horatio dice: NON devi preoccuparti – con dolcezza e – Le prove le troverò – con autorità. Poi si mette gli occhiali scuri, di fronte al mondo, per non farsi contaminate dal mondo. Non per nascondersi, ma per proteggersi dalla cattiveria e dall’ingiustizia del mondo.
Mi piace perché insegue la giustizia, è proteso verso la giustizia, non solo la ricerca, ma mette le vittime dell’ingiustizia al primo posto. Il suo sguardo è sempre di pietà per chi non c’è più e anche di fronte ad un caso risolto, non gioisce apertamente: ma pensa a chi non c’è più e alla sua famiglia. Lui pensa, forse, che per quel caso risolto ci sono altri mille casi d’ingiustizia che rimangono impuniti. Lui pensa a chi soffre.
È un uomo di profonda umanità, ma non lo fa mai vedere apertamente, non lo sbandiera; di grande sensibilità, ma fa il duro; le sue attenzioni sono sempre discrete, nota i sentimenti altrui, ma non è mai invadente. Lascia liberi gli altri di dire “sì o no”. Lui ti offre la sua mano ma ti lascia libera di accettarla, lui ti offre la sua presenza rassicurante, ma mai ti dirà quello che pensa e quello che prova.
Horatio Caine è un eroe buono “controllato”, non dice mai una parola in più di quello che serve:
è giustizia “mite” ma decisa….
Horatio è un uomo silenzioso, che guarda… osserva i particolari.
È un uomo CHE PENSA e se ne va in silenzio. Promette e fa un patto e poi lo mantiene….
è il nostro eroe perché umano, sofferente,ma, come invece non avviene nella realtà, lui…….. vince!
Sei onesto fino al midollo, nelle tue vene scorre la giustizia, sei il nostro eroe: dai ordini, con calma e accenni col viso, fai domante dirette e precise…. vuoi capire. Ti fidi del tuo famoso intuito.
Horatio Caine è un buono…. tenero e vincente.
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Sono andata a vedere La stella che non c’è
Lui ti appare vero e reale,
Come parla, come si muove, come cammina, si muove a scatti, non in modo fluido,
Ernesto contiene una armonia tutta sua che lo rende persona.
Ma si note bene che è staccato da te, che è diverso da te. C’è molta differenza fra te e lui.
Mentre con Vincenzo vi fondete, vi assomigliate molto. Questa la prima cosa che mi ha colpito, sin da quando ho visto il trailer e le prime foto.
Mai come ne “La stella che non c’è” ho avuto la sensazione che Vincè -personaggio assomigliasse al Sergio-persona e viceversa. L’ho notato dal sorriso. Stavo guardando un filmato della lavorazione del film “La stella che non c’è”, una specie di documentario-dietro le quinte del film. Ad un ceto punto non sapevo se il Sergio sorridente era un dietro le quinte o una parte del film. Per un attimo mi sono confusa…. stesso vestito, stesso viso, stessa espressione, stessa luce negli occhi. Stesso tutto…. allora ho capito che per lui-Sergio doveva per forza essere stata una grande esperienza umana oltre che una importante esperienza professionale. Come per Vincenzo. Stesso viaggio…..
Add comment Martedì, 12 Settembre, 2006
La stella che non c’è
Ognuno di noi ha “una stella che non c’è” da cercare.
La stella che non c’è
Volevo raccontare la storia di un uomo speciale che non se ne vedono più, non un omo comune che magari non si rassegna al destino comune, subisce lo scacco del licenziamento, ma rilancia la propria esistenza. Ha un bisogno morale che lo spingerà, ma poter pensare che la sua vita possa prendere una linfa diversa, trovare delle ragioni per sopravvivere, o si abbandona alla disperazione o fa un colpo di testa. Gianni Amelio
A questo punto se fossi una di quelle brave ragazze, che sanno scrivere bene, che al liceo prendevano sempre 8 del tema di letteratura, se fossi questo tipo di persona vi racconterei la trama per benino, stile rubrica di recensioni cinematografiche, come ce ne sono tante nei blog in giro per internet.
Vi spiegherei che questo film racconta la storia di Vinvenzo Buonavolontà, ed è la continuazione del libro La dismissione di Ermanno Rea. Un uomo con la mani rovinate e sporche di olio, con i vestiti che puzzano di ferro e grasso di ingranazzi, con una borsa usurata da 30 anni di vita nell’acciaieria, con la voglia di fare bene il suo lavoro, la morte nel cuore per il suo lavoro che non c’è più e l’incubo della disoccupazione quando si sente ancora giovane e forte per essere messo in un angolo, enormi occhi che sanno di ferro vecchio e ruggine, e una idea che sa del fuoco dell’altoforno, mani operaie che costruiscono, solitudine e una casa vuota che lo aspetta alla fine della giornata.
Che parla di un ragazza cinese, Liu, impacciata, che fa da interprete per i compratori cinesi, ma che è come l’acqua cheta che butta giù i ponti.
Vi spiegherei che parla di un bimbo dolcissimo di 2 anni, che appena lo vedi correresti ad abbracciarlo, di quelli che sono tristi, perchè non hanno una mamma vicino, ma che sanno sorridere e sanno aprirti il cuore, con la stessa facilità con cui imparano a montare e smontare una centralina idraulica. Vi spiegherei che parla della ricerca di un altoforno finito nella Cina sterminata e una centralina idraulica difettosa da sostituire. E vi spiegherei che parla di trovare la “nostra propria” stella che non c’è.
E INVECE VI RACCONTO CHE… è stato un film che mi ha dato tante emozioni.
Vedo Genova. Riconosco il palazzo storico e la strada, c’è quella strana atmosfera di Genova quando piove.
Riconosco nel panorama, le torri di metallo che si vedono passando da Cornigliano in treno, e che mi fa pensare a tante volte che tornando dal mare ho visto i capannoni e tutte quelle costruzioni di acciaio.
Riconosco il panorama di Genova in autunno, con le case che si arrampicano in collina e il porto darsena che scivola verso il mare.
Riconosco un accenno di sorriso che ha anche Ernesto e che mi rende Vincenzo immediatamente simpatico.
Trovo la vecchia macchina da cucire, che abbiamo ancora in casa, acquistata da mia nonna. L’immagine è per me una gioia del cuore e un mare di ricordi.
Forse essere un grande regista vuol dire questo…. con pochissimo far capire delle cose immense. Condensare tutto in poche parole, in un’associazione d’idee, in una sensazione, in un silenzio. Il tutto dentro il piccolo. Piccolo che quando lo capisci si espande ed esplode in un big bang dentro la tua testa. Forse questo significa essere un grande resista.
E ti fa capire che essere spettatore significa accettare di sentirsi cambiato quando si riaccendono le luci in sala.
Add comment Martedì, 12 Settembre, 2006
I r r a g g i u n g i b i l e
L’Aura – Irraggiungibile
Questa è una canzone che mi piace tanto, mi piace cantarla a squarciagola in macchina mentre guido, in un viaggio tranquillo… é una canzone molto significativa per me.
La voce di L’Aura è meravigliosa, io la seguo, e mi immergo nella poesia che ha saputo creare.
Canto senza vergogna di stonare, tanto nessuno mi sente.
Penso alla dolcezza e al coraggio che mi infonde. Penso al grande e importante significato che questo testo ha per me, e penso a te, mio irraggiungibbbile e inafferrabbbile.
L’Aura » da Okumuki (Sanremo 2006)
» Irrangiungibile «
C’eran le cornamuse mute,
c’era la poesia
che una foglia morta esprime
quando s’addormenta
come il tempo sulla terra.
Dolce e languido, il tuo canto
scrisse melodie che confondon l’anima
intrecciandosi abilmente
con la solitudine del vivere.
Splendi gelido e folle diamante, irraggiungibile,
prima che il giorno ti rubi la luce
e le mani di quelli che
piangono con me nel cuore
comincino a cambiar.
Fragile pelle di cartone,
certa gente è qui per scuoiarti
e poi gettare un muro che separa
i nostri corpi di cenere.
Splendi gelido e folle diamante,irraggiungibile,
prima che il giorno ti rubi la luce
e le mani di quelli che
piangono con me nel cuore
comincino a pensar di amare solo te.
di volere solo te.
Di voler solo te.
Splendi gelido e folle diamante,irraggiungibile,
prima che il giorno ti rubi la luce
innafferrabile.
Splendi gelido e folle diamante,irraggiungibile,
prima che il giorno ti rubi la luce
innafferrabile
Ridono di me nel cuore le mani di chi è mentale
1 comment Mercoledì, 6 Settembre, 2006
Il dono della sintesi
Il dono della sintesi
Si dice il dono della sintesi non invano!
Add comment Sabato, 2 Settembre, 2006
EROE ED ANTIEROE.
EROE ED ANTIEROE.
Sono stufa di eroi perdenti, sono stufa di gente che alla fine di tante fatiche non ha il meritato premio, ma il premio gli viene tolto da sotto il naso.
Non è giusto . Già la realtà non è giusta, già nella vita reale noi persone normali dobbiamo lottare contro le ingiustizie e le delusioni.. Al cinema io voglio sognare che esista o che POSSA esistere un mondo più giusto, dove il buono trionfa, dove il cattivo paga.
Dove le centraline idrauliche finiscono al loro posto e fanno funzionare l’altoforno come si deve.
Come dovrebbe essere in un mondo giusto.
Io penso che i libri come il cinema abbiano un ruolo anche costruttivo, come le favole.
I film sono le favole di noi grandi, e tutte le favole hanno un “succo della storia”.
E possibile, che una gemma di quel insegnamento rimanga nel cuore di uno spettatore, ne basta solo uno. E se questa gemma col tempo fiorisse?
Ci sarebbe un eroe che vive vicino a noi, tutti i giorni. Potrebbe aiutare te, o anche te.
Quell’idea di sincerità e di onestà e di una ricompensa più grande di tutti gli sforzi fatti può rimanere nel cuore di uno… ne basta solo uno. E far nascere in lui il piacere della giustizia e della onestà. Di non cedere alle furberie o agli espedienti.
So che a molti di voi questo può sembrare innocente e infantile, ingenuo.
Add comment Mercoledì, 30 Agosto, 2006
Ho aperto il libro di chimica a caso, per ripassare. Vediamo un po’ se so le cose.
Si è aperto sul capitolo della chimica inorganica:
“Il ferro e le sue leghe”. C’è lo schema del funzionamento dell’altoforno dal carico dall’alto con i rottami di ferro, al crogiolo, dalla reazione chimica di riduzione del minerale di ferro alla fusione della ghisa..
L’acciaio è una lega di ferro e carbonio.
Ho letto tutto bene il paragrafo seduta alla mia scrivania e ho iniziato a pensare a te, Vincenzo Buonavolontà.
E leggo:
….Il ferro che esce dall’altoforno non è ferro puro, ma una lega contenente ferro e 5% di carbonio, le ghise, se la % di carbonio è minore si hanno gli acciai, se la % è ridotta a meno dello 0.5 si ha il ferro dolce cioè ferro praticamente puro.
Ho sentito che Castellitto ha chiamato Vincenzo un meraviglioso fesso.
Non sono d’accordo con lui. Vincenzo non è un fesso…. fessi saranno gli altri, quelli che al suo posto rimanevano a casa, si spaparanzavano davanti la tv a crogiolarsi nella autocommiserazione di aver perso il lavoro.
Ma lui no, non è un fesso. Ingenuo, sì. Un uomo di altri tempi. Un gentiluomo. Un nobile cavaliere. Ma fesso no, non lo chiamare così, Sergio, non se lo merita. Non se lo meritano tutti gli uomini “perbene” che ….
Puoi chiamarlo meraviglioso ingenuo, ma l’ingenuità non vuol dire essere fessi.
Non so, mi ha dato fastidio sentire quel aggettivo… come se lo avesse detto a me, come se mi avesse offeso da qualche parte in un profondo che non so collocare….
MI sono girata di scatto… “Ma fesso sarai tu!” Mi sentivo offesa, e per un attimo volevo difendere Vincenzo e tutto quello che lui ha in comune con me. La camminata col borsone… anche io da tanto viaggio da città in cità portandomi dietro un borsone con le mie cose più preziose e una centralina idraulica.
A nome di tutti i “cuori puri” che credono nei sogni, che credono che si può costruire un mondo migliore, a nome di chi tutti i giorni lotta con onestà e con senso del dovere…. Sergio, non chiamarci fessi.
Add comment Martedì, 29 Agosto, 2006
Ci sono cose che non si possano dire a parole.
Io ho riconosciuto in te, Ernesto, lo sguardo con cui ho guardato mio fratello che diceva: “io sono sempre indeciso!” C’era rabbia nella sua voce, rabbia per una educazione imposta e repressiva che ha causato in noi danni di cui ancora oggi e forse per sempre pagheremo.
Per un attimo volevo abbracciarlo, il mio fratellino, come tu hai abbracciato il tuo fratellone, Ernesto.
Perché io so, noi sappiamo da dove viene quella personalità indecisa, incerta, ansiosa.
Tutto per noi è provvisorio… tutto è “aperto”, indefinito. Tendiamo a procrastinare le decisioni.
Un abbraccio che divida e mescoli la nostra comune debolezza.
Un abbraccio che sostenga e sollevi la nostra indecisione, che ha gli stessi natali e che ci rende zoppi. Ci fa fare tanta fatica in più. Ci fa perdere del tempo. Ci fa fare giri astrusi. Ci fa vedere gli altri come se avessero una marcia in più.
Ognuno di noi ha il suo modo di ribellarsi…
che non permetteva di diventare ed essere se stessi,
asfissiandoci col suo modo di vedere “col paraocchi”…
Così si impedisce ad un figlio di sviluppare quella sicurezza in sé stesso,
che poi è la vera forza.
Io che “combatto” come Ernesto. Io , la pecora nera, la bimba cattiva…
E nostra sorella, che per il quieto vivere si è rassegnata, per sopravvivere si è arresa. Come Ettore.
Io VEDO le due debolezze, fratello, e tu vedrai le mie…
Anche se non ce lo diciamo mai.
Add comment Domenica, 13 Agosto, 2006
La sfilza dei perchè
perché… perché?
ti sei mai domandato perché ci chiediamo tanti perché…
perché gli altri vivono e io sto invece sto qui e mi chiedo il perché.
Perché che dicono “basta che se te stessa” come se fosse facile…
hai mai visto il casino che c’è in me?
perché c’è questo sole oggi che fa risplendere le colline e tutto sembra con i contorni nitidi e precisi.
Perché oggi in cielo c’erano nuvole soffici. Quando in cielo ci sono nuvole bianche e gonfie, io sono felice.
oggi in cielo ci sono le nuvole di Haidi e io mi ci perdo a guardarle, mi ci perdo gli occhi, io…
Perché oggi abbiamo portato a casa un un cane e prendersi cura di una vita è meraviglioso. Perché il mio gatto mi sta dormendo a fianco e il calduccio del suo corpo accanto al mio mi fa sentire invincibile.
Sento il suo peso sul fianco, la sua presenza , con lui vicono nella notte mi sento bene, mi sento forte.
Lui mi sta accanto perché vuole starmi accanto.
PERCHÉ HO FATTO UN PASSO IMPORTANTE, HO TAGLIATO I PONTI E ORA INDIETRO NON SI TORNA.
Perché mi sento sola a volte, e allora mi chiedo un sacco di perché.
Perché solo che ho un mucchio di difetti, e che non riuscirò mai ad esprimere tutte le cose belle che ho dentro.
Perché devo cercare quel delicato punto di equilibrio fra l’accettarmi così come sono e il voler cambiare gli aspetti del il mio carattere che non mi piacciono.
Perché ci sono anche le cose in te che non vuoi cambiare, mentre ci sono altre sfaccettature che intuisci non vanno bene, non riflettono bene la luce: vuoi provare a smussare le e levigarle.
Perché il cane sta abbagliando in giardino ai daini e ai cinghiali che vengono a mangiare e nel frutteto e i miei campi vicini.
perché stanotte
perché sono come un albero, certe volte maturo dei bei frutti, mentre a volte i bruchi mi mangiano e io ne soffro.
Perché stanotte c’era luna piena.
Add comment Sabato, 12 Agosto, 2006




