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Dentro ad un camice bianco, taglia XS
Oggi fa caldo, e ho voglia di piangere.
Solo il fatto che lo scrivo qui è pazzesco, ma sapete cosa è? che non me ne frega niente!
Sapete cosa è? che sono un essere umano anche io.
E sono stufa di essere considerata quella forte, quella fredda come il ghiaccio, quella inossidabile, quella che ha le spalle larghe… quella che mantiene la calma ma dentro si sente morire e si chiede attimo dopo attimo dove è il suo limite e se mai riuscirà ad andare altre.
Quella che passa per i corridoi facendo svolazzare il camice, come una specie di gioco, per avere un attimo di tregua da tutte quelle cose che hai ficcate nella testa -come tanti chiodi-, e sorride dentro per il cartellino di riconoscimento che sbatte sul taschino nel petto.
Quella che non ha bisogno di niente perchè da sempre -da tutta la sua vita- è abituata ad arrangiarsi da sola, e se oggi mi tolgo il camice, se oggi ho voglia di piangere, e se oggi ho voglia di essere un essere umano e se oggi ho voglia di portare le mie debolezze e le mie paure come cartellini di riconoscimento… concedetemelo.
Sono un essere umano, e mi chiamavo arg, ancora prima di sapere che era un amminoacido essenziale.
Sono solo un essere umano, una ragazza curiosa (e fortunata) che adora andare a cercare al centro delle cose, che si chiede sempre il “perchè”, che non riesce mai a dire di NO, ………
Ho superato tante di quelle difficoltà, che ora mi sembra impossibile. Ho combattuto contro tanti di quei dolori che neanche io so come posso essere ancora viva. Mi porto dietro tutte le mie cicatrici come ricordo e una valigia piena di esperienze, sapendo che potrò sempre aprirla quando ne ho bisogno, e che le cicatrici hanno reso la mia pelle più dura.
2 comments Lunedì, 25 Maggio, 2009
Il centro del mondo
Sì, certo. Come no…
con tutto quello che ho da fare, sto lì a guardare te!
Dedicato a tutte quelle persone che si credono di essere il centro del mondo, attorno a cui ruotano tutti gli altri. Ma chi ti credi di essere!
Non avrai mica la coda di paglia?
Se non sai usare i l computer, non puoi lamentarti con gli altri se tu non sei in grado di usare tutte le potenzialità delle impostazioni del profilo e non sei in grado di eliminare una frase cliccanco sulla X.
E ribadisco il concetto:
hai scoperto l’acqua calda…. e “scartavetri” i c***gl**ni agli altri perchè hai scoperto l’acqua calda.
Fai un bel corso di aggiornamento di informatica e smettila di sparare c**z**e.
Scusate il turpiloquo, ma le persone che hanno una visione della vita così limitata e poco elastica, mi fanno perdere le staffe.
E per ultimo: deve ancoda nascere il “tecnico” che dice a me quello che devo fare!
Questa ultima è cattiva, lo so, ma in fondo te la sei meritata. Io, ho il profilo libero, e questo blog aperto a tutti i lettori e commentatori: perchè non ho nulla da nascondere, ho la coscienza a posto, e mi diverto ad usare l‘autoironia.
Io con tutto quello che ho da fare e a cui pensare….
Ti dedico questra canzone.
Max Gazzè > Tra L’aratro E La Radio (2008) > Siamo Come Siamo
Il tempo ci costringe a fare misurazioni
di calendari, pendoli ,cronometri
c’è chi lo sfida, chi lo teme e chi lo nega
e c’è chi francamente se ne frega
Andiamo avanti solo per inerzie
giù per piani inclinati risparmiando le forze
intrappolati tra pretesti e contesti
nell’ufficio dei protesti
Se non è bello quel che è bello
è bello quello che mi piace
allora è bello quel che vedo
e vedo quello che mi pare e piace
Mi piace quel che appare.
La logica della vendetta è fallimentare
infatti come è noto il dente è perdente
un occhio per un occhio è sempre un occhio solamente
La frenesia di cogliere ogni particolare
di insistere e scoprire il più minuto dettaglio
diventa pornografia che restringe la visuale
Se non è bello quel che è bello
è bello perchè sembra bello
allora esisto perchè sono vivo
e sono vivo perchè l’ho deciso adesso.
Vorrei vivere più spesso.
Hanno tutti un amico che fa prezzi migliori
giudici, tecnici, politici e dottori
chi disprezza e chi compra e chi apprezza non conta
e conta solo chi ha un prezzo.
Poter vivere una vita sola
esclude la salvezza delle correzioni
e nel progresso torneranno ancora i nostri sbagli
Il gatto delle nevi, il bracco dei ghiacciai,
il deltaplano, le scarpe, gli occhiali e le parrucche,
per protesi dentale il ponte di Messina
e avrò un sorriso carrabile
Le favole di Esopo per coscienza collettiva,
007 come vita alternativa,
inabili inarresi in pròtesi protesi,
Siamo come siamo.
Add comment Sabato, 16 Maggio, 2009
Risvegli e ricorrenze
Stamattina mi sono svegliata con una gattina dolce e leggera che , salendomi sul fianco, mi ha annusato la guancia miagolando piano piano: Miao, Miao Miew.
Poi ha iniziato a fare le fusa così forte che sembrava un trattorino…
E’ stato un dolce risveglio, come quelli che piacciono a me.
Calmo e tranquillo, fatto di gesti lenti e sonnacchiosi…. come una gattina leggera e delicata che fa sentire il suo calore sul tuo fianco.
Non mi ha morso stamattina e non ha usato le unghie come suo solito… sembrava volesse svegliarmi con tenerezza… sembrava che capisse e volesse farmi sentire il suo affetto.
Scendo a far colazione. Tu, invece sei già incazzata appena sveglia, sbraiti e hai l’espressione di un cane inferocito.
Odio le persone così… le persone che si svegliano già in guerra con il mondo e con se stesse. Non è umano.
Io amo iniziare la giornata con un sorriso, magari appena accennato, perchè sono ancora stanca e vorrei dormire ancora, con una carezza che ti faccia compagnia per tutta la giornata, con un *Miao MIao Miew* che ti rimanga nella memoria con tutta la sua dolcezza e il mio affetto. *Miao MIao Miew* che tu puoi risentire quando ne hai bisogno, insieme a tutta la carica positiva che porta dentro di sè.
Invece io stamattina ho fatto colazione di corsa, annusando una Nastrina (che erano 6 mesi che non mangiavo più una merendina) per scappare dalla tua rabbia, dal ‘nero’ che hai dentro il cuore.
Voglio la mia mamma. Non tu, che sei la donna che mi ha partorito. Voglio la mia mamma ‘vera’ quella che mi chiamava
‘bel murinìn’ [in dialetto piemontese: bel faccino]
e che rideva felice quando le raccontavo qualche avvenimento della mia giornata…
Venerdì pomeriggio sono stata a trovarla, le ho portato una rosa. Una rosa presa davanti al supermercato per beneficenza per la Croce Rossa : ma so che a lei sarebbe piaciuto così. Una rosa gialla e arancione, i nostri colori preferiti, perchè ci ricordavano il SOLE e la FRUTTA.
Mi sono seduta sul marmo della tomba con quella rosa vicino e sono stata lì, ad aspettare che il pomeriggio tardo diventasse sera.
Mi sorridevi da quella foto sgranata. Era l’ora in cui la gente va a casa, dopo una settimana di lavoro, nervosa e indaffarata. Lì accanto a quella rosa c’era la pace, c’era una voce che non sento più ma che mi ricordo, c’era il nostro modo di festeggiare una ricorrenza che mai come ora mi sembra dolce e bella. C’erano le mie parole pensate, verso di te, come se ti volessi ancora raccontare le vicende che mi accadono nella vita quotidiana.
Tanti auguri, mamma.
2 comments Domenica, 10 Maggio, 2009
“pensieri per una zia speciale”
pensieri di te…
oggi
stamattina un anno fa, tornavi ad essere il sole che eri
stamattina mi sono svegliata all’alba che tu dovevi ancora alzarti, ti ho aspettato, mentre uno spicchio di luna stava sull’orizzonte ad est.
Non avevo mai visto la luna così bassa e così ad est. Appena dopo il suo sorgere.
Ti ho mandato un bacio.
E ho sentito che lo hai ricevuto. E ti ho detto: Sei bella, non sei mai stata così bella
é una magia, zia, una magia… che l’alba abbia i tuoi stessi colori.
ci sono attimi eterni in cui io ti ritrovo
è una magia che io ti sento nel sole e nella luce dell’alba, ci sono attimi in cui io, te, la luna e il sole siamo in armonia: il sole e la luna allineati all’orizzonte ad est….
è una magia che oggi qualcuno sia arrivato qui digitando “pensieri per una zia speciale”
….”dedicato a te, perchè il tuo esempio mi veste come un abito” scriverò
e stasera c’è “Don Matteo” che a te piaceva così tanto,
che guardavamo insieme nei pomeriggi di riposo,
la tua gioia nell’ammirare Natalina
per me
ora
è fonte di infinita dolcezza.
pensieri di te, zia.
…pensieri di te, Luna,
… pensieri di te, Sole.
2 comments Giovedì, 3 Aprile, 2008
Questo blog chiude
Si è spenta la mia luce del mattino, con la sua delicatezza e sua la dolcezza.
Per sempre.
Senza il mio Sole non si può volare.
Si è spento il mio Sole e con lei i miei sorrisi, la mia gioia,la mia forza, necessaria per far volare i miei pensieri.
Se ne è andata la mia luce del mattino. Aurora del mattino.
Questo blog chiude per sempre, perchè non posso volare senza la mia luce.
Pensieri con le Ali chiude perchè senza la luce del mattino non posso più volare.
Se ne è andato il mio Sole e non si può volare senza il raggio di luce del mattino. Non ha più senso volare, non ha più senso far volare i miei pensieri.
Il Sole del mattino.
Senza il mio Sole.
Per sempre.
20 comments Mercoledì, 4 Aprile, 2007
Le coincidenze indicano la via e ci parlano alias C’era un pettirosso
Scusa se oggi non ho potuto fare niente. Scusa se non ho fatto niente.
Perdonami tutto.
Voglio dirti che ho sofferto con te e voglio dirti che mai penserò che eri solo uno . Uno dei tanti e che per questo non importa.
Eri uno, ma eri parte del tutto.
Ora senza di te, il tutto è mancante di qualcosa. Senza te non è la stessa cosa.
Avere le ali a volte non è facile. A volte è pericoloso, sai?
Si corrono pericoli che gli altri senza ali non corrono, bisogna stare molto più attenti.
Con le ali si possono trovare ostacoli e imprevisti che chi è senza ali non ha.
Con le ali si può picchiare contro i muri o contro le finestre, credendo di andare oltre e si ci fa male. Molto male.
Ma abbiamo le ali e sono rischi che dobbiamo correre.
Oggi respiro con te…. Ed era come se su quei scalini ci fossi io.
Oggi soffro con te.
Ma abbiamo le ali e corriamo molti più rischi, ma abbiamo le ali e qualcosa ci impone di usarle. Ma abbiamo le ali e dobbiamo volare, col rischio di urtare un ostacolo e farci male, col rischio di cadere fra l’indifferenza di chi non ha le ali.
Add comment Lunedì, 2 Aprile, 2007
Mamma nel cuore
Io ho una zia eccezzzzzionale, sapete! Una donna fantastica. Sensibile e intelligente. Moderna e raffinata, ma nello stesso tempo naturale e fantasiosa.
Ieri pomeriggio, mi ha chiamato al cellulare perchè non stava bene, io sono entrata alla riunione di lavoro subito dopo aver parlato con lei, e , come se la sua forza e il suo affetto mi fosse rimasto addosso ho fatto un ottima figura, perchè e solo perchè avevo nel cuore lei. Parlavo e spiegavo, ma la mia testa era ancora al telefono con lei. Lei, la mia ziona, che mi trasmetteva la sua elegenza e la sua raffinatezza nel parlare, non ostentata, ma naturale.
Ho una zia eccezionale che io chiamo - mamma nel cuore- ed è grazie a lei se ieri pomeriggio è andato tutto bene e ho fatto un “lavoro molto molto buono” come lo ha definito l’uomo con l’accento spagnolo (vedi post).
…é grazie a lei, se ho ricevuto e dato abbracci forti
Ora non sta bene, e io sono preoccupata.
Add comment Domenica, 1 Aprile, 2007
Uomo gentile e intelligente
Nell’arco di 24 ore, per lo stesso motivo, ho ricevuto un doloroso insulto (uno sberleffo) e poi ho ricevuto una grande gioia e mi sono sentita soddisfatta di me stessa e delle mie azioni.
Oggi devo ringraziare chi con l’accento spagnolo mi ha parlato e mi ha sorriso, con gentilezza, e mi ha fatto capire che “sto andando per la strada giusta”. Avevo bisogno di questo, di sentirmi dire: Vai avanti così, non ti arrendere… sei nel giusto!
Oggi ho parlato con due brave persone, appassionate della vita e che amano scoprire e conoscere le cose nuove attorno a loro. Due persone VIVE e intelligenti con un forte senso del dovere e il sorriso in faccia.
Come ieri, prendo spunto da un grande poeta per dimenticare la tristezza di un apatico lamentoso che non meritava il mio aiuto, e mentre io lo chiamavo amico, lui sfruttava la mia operosità, un persona che….
Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge,
chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo richiede
uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà
al raggiungimento di una splendida felicità.
LENTAMENTE MUORE di Martha Medeiros (Porto Alegre, 20 de agosto de 1961) é una giornalista e scrittrice brasiliana.
)
Questa poesia mi ha sempre incantata per la semplicità con cui racconta una grande verità, e un grande insegnamento per tutti.
Ho cercato di farla mia, di assorbirla il più possibile.
1 comment Sabato, 31 Marzo, 2007
Uomo mediocre
Uomo mediocre, come altro definirti. Uomo mediocre, senza obiettivi, senza niente che lo spinge a fare, a dare il meglio di sé. Uomo stupido perché niente è più stupido di perdere il proprio tempo, invece di farlo sfruttare a pieno. Cialtrone nel senso vero di cialtroneria. Sciatteria.
Inoperoso, ignavo, lavativo, fannullone, scansafatiche, scioperato, abulico, accidioso, negligente,
Come posso dirtelo? Considera terminato con oggi, il nostro confronto come colleghi. Considero il tuo comportamento nei miei confronti una offesa, per me intollerabile dopo averti tanto aiutato senza ricevere niente in cambio.
Oggi hai proprio toccato il fondo e io non ho niente a che spartire con te, persona che non metti il tuo impegno in niente, sputi sopra a tutto e tutti, me compresa, che fino ad ora, stupida che sono, ti ho aiutato, ingenua, credendo nella tua buona fede. (per l’inizio della storia vedi questo post).
E di certo non trarrai più vantaggio dal mio lavoro, che mi costa fatica e impegno, mentre tu non dai NIENTE in cambio.
lazzarone, perdigiorno, indolente, pelandrone, poltrone, pigro, sfaccendato,
Arrangiati che io continuerò per la mia strada. Secchiona, forse… e tu lazzarone, certamente. Tu, che non metti il cuore in niente, che approfitti soltanto…
Non ti vergogni a rubare il tempo ai tuoi giorni?
Non provi passione per niente quello che fai…
Ora basta.
Statemi lontano, per favore, statemi lontano, fate come se io non esistessi.
La tua mancanza di passione per me è un buco nero che mi affonda nella tristezza.
Io, che in tutto quello che faccio ci metto il mio impegno e la mia volontà, e tutto il mio senso del dovere.
La tua sciatteria per me è una offesa.
Stammi lontano e dimentica di parassitare ancora grazie al mio impegno.
Una volta mi arrabbiavo per i tuoi giudizi che ritenevo ingiusti sparati come fucilate a chi non se le meritava. Non come faccio io a volte che ci scherzo su, ma lo faccio per ridere, tu spari sentenze (da uomo mediocre) e dici seriamente, con odio. Ora ho capito, tu parli con odio ( per quello mi dava così fastidio… ) sputi giudizi su di me, perché odi le persone che riescono meglio di te
Odi, perché sei un pigro, e non hai voglia neanche di provarci, perché ti rendi conto che sei in basso. E la tua unica arma è offendere.
apatico, fannullone, inerte, poltrone, svogliato, sfaccendato, sciatto, inattivo,
Sei una di quelle persone che non avendo voglia, per la loro cialtroneria, di impegnarsi al massimo, e quindi non potendo raggiungere il massimo, ne parlano male… e dicono che non gli interessa, ma in realtà sono dei frustrati.
Sei un uomo mediocre, assuefatto dalla sciatteria e neanche provi ad alzarti.
In più, sputi addosso a chi si impegna… questo parlare male di me che mi impegno per un obiettivo e … lo trovo meschino.
noncurante, passivo, indifferente, insensibile, impassibile.
Ma provaci un po’ ad andare a fondo alle cose, invece che sputare addosso alle persone.
Oggi mi hai detto che falsificare una firma non è reato…. complimenti! figlio di uno che ha vestito la divisa!
Sei un uomo mediocre e lo sarai sempre, perché il tuo stesso atteggiamento mentale ti affonda nella mediocrità.
Certo, certo, e lo dico fiera:
Mi ha mai regalato niente
Mi sono guadagnata tutto con il sudore e l’impegno, fra le difficoltà, fra 1000 difficoltà e la fatica, sì FATICA.
E ora scusa se non mi va di essere sbeffeggiata fa un fanfarone, buono solo a criticare, ma mai si impegna mai nei suoi doveri quotidiani.
Stasera, cercherò di dimenticare la tua cattiveria, il tuo comportamento e il modo con cui hai sfruttato la mia buona volontà, e rileggerò le parole del poeta Virgilio che di fronte alle persone come te:
Non ti curar di loro, ma guarda e passa… [Dante Inferno]
Add comment Venerdì, 30 Marzo, 2007
Sensibilità
La mia insicurezza e ipersensibilità mi porta a difendermi, ad attaccare, a volte essere maleducata, per difendermi.
Dopo che per tanti anni subisci tante cose, ad un certo punto dici BASTA. ORA NESSUNO MI FARÀ DEL MALE.
Le persone ipersensibili si devono difendere da quei panzer che passano sopra tutto e tutti.
Add comment Venerdì, 30 Marzo, 2007
The Cranberries
Stamattina, alle 8, ho avuto una bella sorpresa. La voce di Dolores O’riordan che cantava Ordinary day.
Mi piace la voce della cantante dei Cranberries, che mi hanno accompagnato per anni con le loro musiche.
Mi piace la voce di Dolores perché riesco a cantare nella sua tonalità senza problemi. Lei, Elisa e Giorgia sono le uniche cantanti che riesco a cantare: le altre tonalità sono troppo basse per me.
Sapere, mi è spiaciuto quando i Cranberries si sono sciolti, mi è sembrato come se si fosse chiuso un capitolo grande e importante della mia vita. In realtà è stato così: mi ricordo quando canzoni come Analyze mi accompagnavano nelle giornate più difficili e stancanti del mio “periodo milanese”.
La sua voce gridava e mi aiutava a resistere ad essere forte, ad affrontare le avversità, a non lasciarmi andare.
Ho ancora nel mio computer le foto dei Cranberries datate 2000, 2001, e mi è sempre piaciuto il chitarrista del gruppo, Noel Anthony Hogan.
Noel Anthony Hogan nato il giorno di Natale del mio stesso anno: non so spiegarvi cosa, ma c’è qualcosa nel suo suonare che mi piace da impazzire, mi incanta, tanto che alle volte nelle canzoni seguo soltanto il suono della chitarra.
E quante volte ho ascoltato Just my immagination,
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e Animal Istinct
prima nel nastro della cassetta, ora nel lettore mp3. Certe volte mi capitava che mi tenevano in piedi e alla mattina mi permettevano di partire. Quanti urli ho dato per poter cantare le sue note…
Mi piace Dolores, ha passato momenti difficili e li ha superati, ora ha dei bimbi a cui si è dedicata in questi anni, è un’anima inquieta, forse,in cerca del suo equilibio, e mi piace perchè dice:
“Non riuscirei mai a vivere in una grande città. Sono nata in campagna e non potrei fare a meno di un’atmosfera rilassante come quella che respiravo a Limerick. Negli ultimi otto mesi ho vissuto in Canada. Lo trovo diverso dalla mia terra natale, ma ugualmente splendido”. …. …. Per me è stato importante anche dedicare tempo ai miei figli e non lasciarli soli. Dopo l’esperienza con i Cranberries, molto frenetica negli ultimi tempi, ora questo risulta più facile”.
1 comment Lunedì, 26 Marzo, 2007
In questi giorni l’argomento giornaliero di dialogo e l’unico di interazione inter-personale è UNO SOLO: Le fasce del Dottor Gibaud, i punti del Mulino Bianco e la graduatoria per entrare nella finale dei tuffi dal trampolino.
Nota del blogger: l’unico a capire sarà Adamo.
Io mi muovo per preparare la tessera raccogli punti e poi qualcuno mi spingerà giù dal trampolino. Come fascia gradirei un pettorale che mi aiuta per la siluétte.
Insomma, non si sente parlare d’altro.
Ieri pomeriggio, ho dato consulenza psicologica ad una ragazza di 10 anni più giovane di me, che stava elencando tutte le provincie di Italia. Non potevo lasciarla in quello stato confusionale… ho provaro a farla ragionare, o almeno a dirle come la pensavo.
Siamo al quarto giorno ed ho già visto persone posate e tranquille dare in escandescenza. Deve passare 1 mese. Vi terrò informati sui casi di “esaurimento“.
Ps: Una bella pancera del dottor gibeau… e chi mi ferma più?
Io a dirvi la verità, sarà che sono vecchia… ma prendo la cosa con ironia, anche se in realtà non c’è niente da ridere! cerco di stemperare la tensione e di alleggerire chi è preoccupato. Nel frattempo mi guardo, con piacere, i tuffi del Campionato mondiale -che mi piaciono un sacco- sapendo che ho regalato una risata o un sorriso a una giovane donna preoccupata per il suo futuro.
1 comment Venerdì, 23 Marzo, 2007
Dentro il cuore
É sera e sono stanca, guido la macchina seguendo la luce dei fari.
Torno a casa dopo una giornata spossante. Ho fame.
Nel lettore cd della mia auto inizia questa canzone:
Heart’s content.
Mi porta nel regno dell’immaginazione. Inizio a pensare alle mie nipotine. Alla gioia espressa nel loro volto quando mi vedono, la zia giocherellona, che s’inventa i giochi. Penso a quando la Marta mi prepara il the con i suoi pentolini… penso a quando erano piccole e nella culla mi sorridevano, penso che sto tornando a casa.
Casa. Penso che ora mi riposerò.
Questa musica mi fa sentire leggera, mi fa pensare alle cose serene, mi fa pensare alla bellezza delle mie cose quotidiane, mi fa sentire forte e sicura. Mi aiuta a sentirmi meno debole e mi spinge a fare un altro passo anche se non ne ho più voglia.
Heart’s content.
Seguo le note e la musica mi porta altrove. Mi riposa, mi tranquillizza. Mi rinforza.
Mi fa venire voglia di andare dalle mia sorella… dove la più piccola che non parla ancora mi racconterà tutte le novità del giorno. La cosa bella è che io la capirò. E lei lo sa. Per questo mi racconta la sua giornata, fatta di mousse alla frutta, Teletubbies e un grazioso telefono con i bottoni colorati che fa versi strani.
Tornerò a casa e troverò il glicine aggrappato alla ringhiera del terrazzo. Il mio yogurt al mirtillo per cena, e un gatto rosso che mi sente arrivare e corre a salutarmi quasi con rimprovero per essere stata tanto tempo lontano da lui. Tornerò a casa e troverò giocattoli sparsi e gli evidenziatori che uso per studiare in giro per la mia camera. E un foglio con la scritta della spesa.
Heart’s content.
Penso al mare, al bagliore dell’acqua quando il sole ci si specchia, e a quando ho letto Novecento tutto di un fiato in riva al mare. Penso a una bimba che gira in giardino cercando di scoprire come funziona l’annaffiatoio. Penso a te che mi prepari la merenda o quando mi trasformo nella zia della “zuppa di coccodrillo” per farti mangiare.
Penso ad una strada con le luci che corrono via e io che torno a casa, dove tutto sarà pace, dove mi posso rifugiare. Penso a te che mi salti addosso di colpo con la tua espressione gioiosa e io fatico a reggerti, ma quello che non fa la forza fisica, lo fa il mio animo.
Penso alla meraviglia di una gatta che gioca con te alla “bimba che dorme e fa la pappa”. Penso ad un’altalena appesa ad un ciliegio e tu che gridi “con lo Zigo Zago”.
Heart’s content.
Mi sveglio solo quando finisce la musica.
Mi accorgo di essere già arrivata, questa musica mi ha reso il ritorno a casa un sogno meraviglioso. Mi accorgo che non sono più tanto stanca.
Heart’s content.
Questo ora è quello che sta nel mio cuore.
Tutto questo in una canzone. In delle note, in delle armonie.
“Heart’s content”. Canzone di Luca Colombo, tratto dal cd “Haze on the water”. Vedi sito internet Luca Colombo.biz
2 comments Mercoledì, 21 Marzo, 2007
Giovanni Allevi

Giovanni Allevi: …avevo 4 anni, ho suonato in piano e ho avuto la sensazione che un grosso faro mi si accenderre dentro…
Add comment Martedì, 20 Marzo, 2007
Io come l’Ikea
Ricevo questo commento alla mia poesia.
Mi fa piacere: sono molto contenta. Vi ringrazio tutti.
Leggo il commento e mi viene in mente una cosa.
Il nostro modo di scrivere ci rispecchia. Noi siamo come il nostro modo di scrivere.
Il nostro stile cognitivo si generalizza a tutto quello che noi facciamo. Anche il nostro blog ci rispecchia, nei suoi colori, nei suoi layout, negli antipixel che inseriamo.
Io sono schematica e semplice. Vado sempre a capo, con frasi brevi.
Non uso tanti aggettivi complicati…. non so spiegarmi bene. Per questo metto tante immagini e fotografie. Penso che non avere tempo per legere e leggere.
Ho uno stile cognitivo visuale, analitico e impulsivo. Il mio blog anche è così.
Scusate se non faccio discorsi complicati… se non uso frasi ricercate, se non mi scervello per cercare aggettivi logorroici…. scusate… se sono semplice e scarna. Lineare e schematica.
Finisce che… mi conoscete meglio voi, di tanti altri che vivono acccanto a me.
PS: Io adoro lo stile IKEA. Il mio sogno è avere una casina tutta arredata Ikea, dalle tende, alle posate.
Add comment Martedì, 6 Marzo, 2007
Annoiata, gioia, felicità, acqua
Annoiata. In bilico fra la stanchezza e la voglia di fare tante cose, fra 4 mura di fogli e libri e pile di quaderni in ordine sparso, – cioè dove trovi posto impila – poi metterò a posto, e non ho mai tempo.
Ho ricevuto una mail di un commento… vado e leggo
Ammirata da questi versi meravigliosi.
Hai saputo descrivere l’amore con grande espressione attraverso una metafora raffinata.
Un abbraccio Nicoletta
Gioia. Felicità.
Sono davvero felice. Perchè…. perchè la cosa più bella per me è dare, dare emozioni positive. Lei li definisce “meravigliosi” e questo mi commuove.
Vado a rileggere il mio scritto, pubblicato oggi nel famoso Blogdegli Autori e mi viene da piangere.
Perchè l’amore dovrebbe essere davvero così.
Perchè certe volte mi sembra davvero di essere come l’acqua.
sei arrabbiata.
Se volete andate a leggere qui, questo e il mio nickname:Nany
Add comment Mercoledì, 28 Febbraio, 2007
Per me sono donne affascinanti…
Per trenta anni Rita Levi Montalcini vive negli Stati Uniti completamente dedita alla ricerca e giunge alla scoperta di una proteina, il fattore di crescita delle cellule nervose o Nerve Growth Factor (NGF) che provoca lo sviluppo e la differenziazione delle cellule nervose.
La sua attività di scienziata le porta innumerevoli riconoscimenti a livello internazionale e nel 1986 il conferimento del Premio Nobel per la Medicina.
Margherita Hack è una delle menti più brillanti della comunità scientifica italiana ed vive lavorando in grande stile alla scienza astrofisica. Margherita Hack: L’amica delle stelle. La adoro perchè ha un viso e un sorriso della signora a cui chiedi : Signora ha 2 uova da prestarmi?
…questo è il segno distintivo delle GRANDI menti e dei GRANDI cuori.
1 comment Domenica, 18 Febbraio, 2007
in ogni cosa che faccio ci metto l’anima
Ho sempre sputato sangue sui miei impegni ed in ogni cosa che faccio ci metto l’anima, tutta me stessa, e se non ne ho voglia, sono di cattivo umore certo, ma sono ligia al dovere… prova a prendertela con quelli che svicolano tutti gli impegni, con quelli che fanno finta di lavorare, con quelli che se ne fregano…. il pressappochismo e la cialtroneria.
Sapete cosa c’è…. io sono l’unica che ha preso il massimo del voto dell’esame X…. la mia ricerca bibliografica su internet l’hanno usata in quattro per farci sopra la ricerca! E allora…..
Voglio stare sola…. sola, e non m’importa di cosa direte. Ho paura di guardare lontano, ho paura della strada che devo affrontare. E non ne ho voglia. Sono stanca.
Add comment Venerdì, 16 Febbraio, 2007
Affrontare
Avete presente i campioni di snow-board quando si caricano appena prima della gara ascoltando a tutto volume la musica col lettore mp3 nascosto fra le cerniere della giacca?
E poi si buttano giù sopra quella tavola e saltano a destra e a sinistra, cercando di far vedere che sono i più bravi, ma in realtà cercano solo di non ruzzolare giù?
Ecco. Così io affronto questi giorni e l’appuntamento del 15 mattina.
Mi carico con la musica e mi lancio giù in un salto, cercando di stare in equilibrio e di non ruzzolare giù. Dopo aver studiato 2 giorni di cose inutili, stamattina mi sono caricata con questa canzone.
Ora non mi resta che lanciarmi nel vuoto: alzarmi in piedi e fare uno scatto.
Se ruzzolerò giù, si farà male il mio orgoglio. Non nascondo che ci rimarrò male. L’importante è non scendere tutto il percorso con la schiena…
Add comment Lunedì, 12 Febbraio, 2007
Sul treno Mi- Ge
N.B.: Voglio dire ai pendolari che frequentano il treno della linea Milano – Genova, che non sono matta….
Viaggio spesso con le cuffiette del lettore mp3 e, quando ho le pile cariche, quando non si incanta il lettore, quando mi ricordo di aggiornare le canzoni, mi aiutano a sopportare la fatica, e dimenticare il dolore.
Ieri sera tornando a casa, mi sono alzata presto, dalla fretta che avevo di scendere dal treno e tornare a casa. Nel pianerottolo delle porte sul treno in corsa verso gli appennini liguri, c’era un rumore assordante. Così, mi sono messa a cantare la canzone che avevo in cuffia, coperta (SPERO) dal rumore del treno.
É un’emergenza d’amore
E no, non si chiede perché
É un canto libero, verso il mare
Questo viverti dentro di me
…
Mi spiazzi il cuore ed io, ti porteró
Dentro le mie tasche, ovunque andrai
Come una moneta, un amuleto
Che tra le mie mani, stringeró
…
Non c’era nessuno con me nel pianerottolo delle porte, e sinceramente in quel momento non mi interessava niente se qualcuno mi sentiva.
Io ti porterò
Dentro le mie tasche, ovunque andrai
Come un incantesimo segreto
Per i giorni vuoti che vivrò
Per inseguirti in ogni viaggio, che farai
Dentro le mie tasche, ovunque che andrai
Come una moneta, un amuleto
Che tra le mie mani, stringerò.
[Laura Pausini La Mia Risposta (1998) Un 'Emergenza D'Amore]
Mi sono lasciata trasportare dalla canzone e dal treno che sfrecciava dentro quel rumore che copriva tutto.
Sono tornata a casa ritemprata e più serena.
Ma volevo dire a chi mi ha sentito questo… di non preoccuparsi per me, e inoltre chiedere: HO CANTATO BENE? :-J
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Gioia dell’avvento
Giorno 12-12-2006 ore 18.10
sul binario 2 della stazione, mentre aspettavo il treno per tornare a casa, ho telefonato e …..
Ho sentito una vocina trillante di gioia e emozione dal telefono:
“Zia Anna lo sai lo sai stiamo facendo l’albero!” Era fuori di se dalla gioia.
In un istante tutta la stanchezza della giornata si è sciolta lasciandomi un calore dentro …. Una rilassatezza, profonda.
Mi sono sentita forte, come rinascere da capo. Cose se la sua energia si fosse trasferita a me con antenne potenti e invisibili.
Mia nipote, 4 anni e 8 mesi. Regala la forza della rinascita, lei, semplicemente, con poche parole gridate al telefono.
Giorno 17-12-2006
- “Come va?”
- “Un re Magio è già caduto nella vasca da bagno.”
Come per dire… iniziamo già bene…..
Add comment Domenica, 17 Dicembre, 2006
Gioia dell’avvento
Giorno 12-12-2006 ore 18.10
sul binario 2 della stazione, mentre aspettavo il treno per tornare a casa, ho telefonato e …..
Ho sentito una vocina trillante di gioia e emozione dal telefono:
“Zia Anna lo sai lo sai stiamo facendo l’albero!” Era fuori di se dalla gioia.
In un istante tutta la stanchezza della giornata si è sciolta lasciandomi un calore dentro …. Una rilassatezza, profonda.
Mi sono sentita forte, come rinascere da capo. Cose se la sua energia si fosse trasferita a me con antenne potenti e invisibili.
Mia nipote, 4 anni e 8 mesi. Regala la forza della rinascita, lei, semplicemente, con poche parole gridate al telefono.
Giorno 17-12-2006
- “Come va?”
- “Un re Magio è già caduto nella vasca da bagno.”
Come per dire… iniziamo già bene…..
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Episte
Grazie al Prof. Roletto per la lezione di oggi.
Non dimenticherò.
Add comment Giovedì, 23 Novembre, 2006
Episte
Grazie al Prof. Roletto per la lezione di oggi.
Non dimenticherò.
Add comment Giovedì, 23 Novembre, 2006
Ciao Ale
Ciao Ale, mio Amico e mio più grande Amico. Con la A maiuscola. So che ci sei anche se io non me lo merito, e tu sai il perché.
Ale è una grande persona perché, è sempre stato un ragazzo pieno di energia. Da piccola ti odiavo perché mi prendevi in giro, tu già estroverso e spigliato, e io già timida e introversa, e mi tiravi le pallonate quando io passavo davanti al cancello di casa.
Ne abbiamo viste tante insieme e sei stato insieme a tutti gli altri amici, la mia gru e la mia squadra di costruzione, quando non avevo punti di riferimento, né esempi, né insegnanti, né qualcuno che mi coprisse le spalle, né un nido accogliente dove rifugiarmi, a leccarmi le ferite.
Voglio semplicemente dirti che ti voglio bene.
Che ti ammiro.
Amico mio.
Add comment Mercoledì, 11 Ottobre, 2006
Sai che cosa è un sogno?
Il coraggio dei sogni spesso sono andata a cercare, in giro, lontano, scappando, sparendo da tutto e da tutti, tornando. Il coraggio dei sogni non lo trovi….. ti arriva, senza cercarlo.
Mi sono lasciata tutto alle spalle.
Ho lasciato tutto. Ho lasciato il mio lavoro, rischiando… ma io so che ho un motivo, ho una motivazione forte.
Ho gettato il cuore dietro l’ostacolo, ora devo solo andarlo a prendere….. Non posso più tornare indietro, ho tagliato volutamente tutti i ponti.
Il mio cammino è iniziato.
Add comment Martedì, 10 Ottobre, 2006
La perdita del lavoro assomiglia alla perdita dell’anima, è la cosa più crudele
La perdita del lavoro assomiglia alla perdita dell’anima, è la cosa più crudele
Gianni Amelio tratto da intervista… Gianni Amelio
Il vizio del cinema Salerno, 29/04/2004 – Reflections – Vincenzo Mazzaccaro
…..La perdita del lavoro somiglia alla perdita dell’anima, è la cosa più crudele che possa accadere ad una persona, e oggi è purtroppo di grande attualità, ma un film purtroppo non può portare che una piccola goccia d’acqua nell’oceano. Io sono un privilegiato, so che il lavoro costa fatica ma se non facessi il mio mestiere non cascherebbe il mondo, ne cercherei un altro. Ma so quello che è successo a mio padre quando ripetutamente ha perso dei lavori precari quando aveva già una certa età prima del cosiddetto boom economico, ha trovato modo di sistemarsi solo negli anni ‘60 ma i 20 precedenti sono stati terribili ed io me li ritrovo davanti ogni volta che sono davanti ad un problema concreto.
Add comment Martedì, 10 Ottobre, 2006
Tu l’avresti lasciata andare.
Tu l’avresti lasciata andare. Lo hai detto oggi: «È una cosa che non dovevano fare…. dovevano lasciarla andare».
Io ho avuto paura.
Paura per le tue idee.
Paura perchè nel tono della tua voce c’era cinismo e freddezza.
Paura.
Mamma. La parola che dovrebbe essere la più dolce del mondo, per me ha un tono stridulo, amaro.
Tu mi avresti lasciata andare. Se io ti confidavo che non volevo tornare a casa, e ti spiegavo i motivi che non riesco neanche a pensare dall’orrore che mi procurano….. ho 10 anni, sono abbastanza grande per spiegarmi, per capire la severità e l’importanza di quello che dico.
Tu mi avresti lasciato tornare all’orfanotrofio, e con quale faccia mi avresti guardato andare via, con quali parole mi avresti salutato? Cosa mi avresti detto? Sapendo entrambe a cosa ritornavo?
Tu davvero avresti tradito la mia fiducia.
Mamma.
Add comment Martedì, 26 Settembre, 2006








