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Dentro ad un camice bianco, taglia XS

Oggi fa caldo, e ho voglia di piangere.
Solo il fatto che lo scrivo qui è pazzesco, ma sapete cosa è? che non me ne frega niente!

Sapete cosa è? che sono un essere umano anche io.
E sono stufa di essere considerata quella forte, quella fredda come il ghiaccio, quella inossidabile, quella che ha le spalle larghe… quella che mantiene la calma ma dentro si sente morire e si chiede attimo dopo attimo dove è il suo limite e se mai riuscirà ad andare altre.
Quella che passa per i corridoi facendo svolazzare il camice, come una specie di gioco, per avere un attimo di tregua da tutte quelle cose che hai ficcate nella testa -come tanti chiodi-, e sorride dentro per il cartellino di riconoscimento che sbatte sul taschino nel petto.
Quella che non ha bisogno di niente perchè da sempre -da tutta la sua vita- è abituata ad arrangiarsi da sola, e se oggi mi tolgo il camice, se oggi ho voglia di piangere, e se oggi ho voglia di essere un essere umano e se oggi ho voglia di portare le mie debolezze e le mie paure come cartellini di riconoscimento… concedetemelo.

Sono un essere umano, e mi chiamavo arg, ancora prima di sapere che era un amminoacido essenziale.
Sono solo un essere umano, una ragazza curiosa (e fortunata) che adora andare a cercare al centro delle cose, che si chiede sempre il “perchè”, che non riesce mai a dire di NO, ………

Ho superato tante di quelle difficoltà, che ora mi sembra impossibile. Ho combattuto contro tanti di quei dolori che neanche io so come posso essere ancora viva. Mi porto dietro tutte le mie cicatrici come ricordo e una valigia piena di esperienze, sapendo che potrò sempre aprirla quando ne ho bisogno, e che le cicatrici hanno reso la mia pelle più dura.

2 comments Lunedì, 25 Maggio, 2009

Il centro del mondo

Sì, certo. Come no…
con tutto quello che ho da fare, sto lì a guardare te!

Dedicato a tutte quelle persone che si credono di essere il centro del mondo, attorno a cui ruotano tutti gli altri. Ma chi ti credi di essere!

Non avrai mica la coda di paglia?
Se non sai usare i l computer, non puoi lamentarti con gli altri se tu non sei in grado di usare tutte le potenzialità delle impostazioni del profilo e non sei in grado di eliminare una frase cliccanco sulla X.

E ribadisco il concetto:
hai scoperto l’acqua calda…. e “scartavetri” i c***gl**ni agli altri perchè hai scoperto l’acqua calda.
Fai un bel corso di aggiornamento di informatica e smettila di sparare c**z**e. 

Scusate il turpiloquo, ma le persone che hanno una visione della vita così limitata e poco elastica, mi fanno perdere le staffe.

E per ultimo: deve ancoda nascere il “tecnico” che dice a me quello che devo fare!

Questa ultima è cattiva, lo so, ma in fondo te la sei meritata. Io, ho il profilo libero, e questo blog aperto a tutti i lettori e commentatori: perchè non ho nulla da nascondere, ho la coscienza a posto, e mi diverto ad usare l‘autoironia.

Io con tutto quello che ho da fare e a cui pensare….

Ti dedico questra canzone.

Max Gazzè > Tra L’aratro E La Radio (2008) > Siamo Come Siamo

Il tempo ci costringe a fare misurazioni
di calendari, pendoli ,cronometri
c’è chi lo sfida, chi lo teme e chi lo nega
e c’è chi francamente se ne frega

Andiamo avanti solo per inerzie
giù per piani inclinati risparmiando le forze
intrappolati tra pretesti e contesti
nell’ufficio dei protesti

Se non è bello quel che è bello
è bello quello che mi piace
allora è bello quel che vedo
e vedo quello che mi pare e piace

Mi piace quel che appare.

La logica della vendetta è fallimentare
infatti come è noto il
dente è perdente
un occhio per un occhio è sempre un occhio solamente

La frenesia di cogliere ogni particolare
di insistere e scoprire il più minuto dettaglio
diventa pornografia che restringe la visuale

Se non è bello quel che è bello
è bello perchè sembra bello
allora esisto perchè sono vivo
e sono vivo perchè l’ho deciso adesso.

Vorrei vivere più spesso.

Hanno tutti un amico che fa prezzi migliori
giudici, tecnici, politici e dottori
chi disprezza e chi compra e chi apprezza non conta
e conta solo chi ha un prezzo.

Poter vivere una vita sola
esclude la salvezza delle correzioni
e nel progresso torneranno ancora i nostri sbagli

Il gatto delle nevi, il bracco dei ghiacciai,
il deltaplano, le scarpe, gli occhiali e le parrucche,
per protesi dentale il ponte di Messina
e avrò un sorriso carrabile

Le favole di Esopo per coscienza collettiva,
007 come vita alternativa,
inabili inarresi in pròtesi protesi,
Siamo come siamo.

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Risvegli e ricorrenze

Stamattina mi sono svegliata con una gattina dolce e leggera che , salendomi sul fianco, mi ha annusato la guancia miagolando piano piano: Miao, Miao Miew.

Poi ha iniziato a fare le fusa così forte che sembrava un trattorino… 

E’ stato un dolce risveglio, come quelli che piacciono a me.
Calmo e tranquillo, fatto di gesti lenti e sonnacchiosi…. come una gattina leggera e delicata che fa sentire il suo calore sul tuo fianco.

Non mi ha morso stamattina e non ha usato le unghie come suo solito… sembrava volesse svegliarmi con tenerezza… sembrava che capisse e volesse farmi sentire il suo affetto.

Scendo a far colazione. Tu, invece sei già incazzata appena sveglia, sbraiti e hai l’espressione di un cane inferocito.

Odio le persone così… le persone che si svegliano già in guerra con il mondo e con se stesse. Non è umano.

Io amo iniziare la giornata con un sorriso, magari appena accennato, perchè sono ancora stanca e vorrei dormire ancora, con una carezza che ti faccia compagnia per tutta la giornata, con un *Miao MIao Miew* che ti rimanga nella memoria con tutta la sua dolcezza e il mio affetto. *Miao MIao Miew* che tu puoi risentire quando ne hai bisogno, insieme a tutta la carica positiva che porta dentro di sè.

Invece io stamattina ho fatto colazione di corsa, annusando una Nastrina (che erano 6 mesi che non mangiavo più una merendina) per scappare dalla tua rabbia, dal ‘nero’ che hai dentro il cuore.

Voglio la mia mamma. Non tu, che sei la donna che mi ha partorito. Voglio la mia mamma ‘vera’ quella che mi chiamava 

‘bel murinìn’ [in dialetto piemontese: bel faccino]

e che rideva felice quando le raccontavo qualche avvenimento della mia giornata…

Venerdì pomeriggio sono stata a trovarla, le ho portato una rosa.  Una rosa presa davanti al supermercato per beneficenza per la Croce Rossa : ma so che a lei sarebbe piaciuto così. Una rosa gialla e arancione, i nostri colori preferiti, perchè ci ricordavano il SOLE e la FRUTTA.

Mi sono seduta sul marmo della tomba con quella rosa vicino e sono stata lì, ad aspettare che il pomeriggio tardo diventasse sera.
Mi sorridevi da quella foto sgranata. Era l’ora in cui la gente va a casa, dopo una settimana di lavoro, nervosa e indaffarata. Lì accanto a quella rosa c’era la pace, c’era una voce che non sento più ma che mi ricordo, c’era il nostro modo di festeggiare una ricorrenza che mai come ora mi sembra dolce e bella. C’erano le mie parole pensate, verso di te, come se ti volessi ancora raccontare le vicende che mi accadono nella vita quotidiana.

Tanti auguri, mamma.

2 comments Domenica, 10 Maggio, 2009

Questo blog chiude

cuore arancione e tante bellissime rose arancioni per te

I miei pensieri non voleranno più.
Si è spenta la mia luce del mattino, con la sua delicatezza e sua la dolcezza.
Per sempre.
Senza il mio Sole non si può volare.
Si è spento il mio Sole e con lei i miei sorrisi, la mia gioia,la mia forza, necessaria per far volare i miei pensieri.
Se ne è andata la mia luce del mattino. Aurora del mattino.

Questo blog chiude per sempre, perchè non posso volare senza la mia luce.
Pensieri con le Ali chiude perchè senza la luce del mattino non posso più volare.

Se ne è andato il mio Sole e non si può volare senza il raggio di luce del mattino. Non ha più senso volare, non ha più senso far volare i miei pensieri.
Il Sole del mattino.
Senza il mio Sole.
Per sempre.

20 comments Mercoledì, 4 Aprile, 2007

Le coincidenze indicano la via e ci parlano alias C’era un pettirosso

Le coincidenze indicano la via e ci parlano
alias C’era un pettirosso

Scusa se oggi non ho potuto fare niente. Scusa se non ho fatto niente.
Perdonami tutto.
Voglio dirti che ho sofferto con te e voglio dirti che mai penserò che eri solo uno . Uno dei tanti e che per questo non importa.
Eri uno, ma eri parte del tutto.
Ora senza di te, il tutto è mancante di qualcosa. Senza te non è la stessa cosa.
Avere le ali a volte non è facile. A volte è pericoloso, sai?
Si corrono pericoli che gli altri senza ali non corrono, bisogna stare molto più attenti.
Con le ali si possono trovare ostacoli e imprevisti che chi è senza ali non ha.
Con le ali si può picchiare contro i muri o contro le finestre, credendo di andare oltre e si ci fa male. Molto male.
Ma abbiamo le ali e sono rischi che dobbiamo correre.

Oggi respiro con te…. Ed era come se su quei scalini ci fossi io.
Oggi soffro con te.

Ma abbiamo le ali e corriamo molti più rischi, ma abbiamo le ali e qualcosa ci impone di usarle. Ma abbiamo le ali e dobbiamo volare, col rischio di urtare un ostacolo e farci male, col rischio di cadere fra l’indifferenza di chi non ha le ali.

Le coincidenze indicano la via e ci parlano
alias C’era un pettirosso

Le coincidenze indicano la via e ci parlano  alias C'era un pettirosso - C'era un pettirosso

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The Cranberries

Stamattina, alle 8, ho avuto una bella sorpresa. La voce di Dolores O’riordan che cantava Ordinary day.
Mi piace la voce della cantante dei Cranberries, che mi hanno accompagnato per anni con le loro musiche.
Mi piace la voce di Dolores perché riesco a cantare nella sua tonalità senza problemi. Lei, Elisa e Giorgia sono le uniche cantanti che riesco a cantare: le altre tonalità sono troppo basse per me.
Sapere, mi è spiaciuto quando i Cranberries si sono sciolti, mi è sembrato come se si fosse chiuso un capitolo grande e importante della mia vita. In realtà è stato così: mi ricordo quando canzoni come Analyze mi accompagnavano nelle giornate più difficili e stancanti del mio “periodo milanese”.
La sua voce gridava e mi aiutava a resistere ad essere forte, ad affrontare le avversità, a non lasciarmi andare.
Ho ancora nel mio computer le foto dei Cranberries datate 2000, 2001, e mi è sempre piaciuto il chitarrista del gruppo, Noel Anthony Hogan.
Noel Anthony Hogan nato il giorno di Natale del mio stesso anno: non so spiegarvi cosa, ma c’è qualcosa nel suo suonare che mi piace da impazzire, mi incanta, tanto che alle volte nelle canzoni seguo soltanto il suono della chitarra.

E quante volte ho ascoltato Just my immagination,
cranberries- animal instinctcranberries- animal instinctcranberries- animal instinct
e Animal Istinct
prima nel nastro della cassetta, ora nel lettore mp3. Certe volte mi capitava che mi tenevano in piedi e alla mattina mi permettevano di partire. Quanti urli ho dato per poter cantare le sue note… :-)

Mi piace Dolores, ha passato momenti difficili e li ha superati, ora ha dei bimbi a cui si è dedicata in questi anni, è un’anima inquieta, forse,in cerca del suo equilibio, e mi piace perchè dice:

Non riuscirei mai a vivere in una grande città. Sono nata in campagna e non potrei fare a meno di un’atmosfera rilassante come quella che respiravo a Limerick. Negli ultimi otto mesi ho vissuto in Canada. Lo trovo diverso dalla mia terra natale, ma ugualmente splendido”. …. …. Per me è stato importante anche dedicare tempo ai miei figli e non lasciarli soli. Dopo l’esperienza con i Cranberries, molto frenetica negli ultimi tempi, ora questo risulta più facile”.

The Cranberries

1 comment Lunedì, 26 Marzo, 2007

E sembrava che tutto fosse lì per noi

Trenta trentini, andarono a Trento tutti e trenta trotterellando…

Mi hanno detto che sei di Trento, non so neanche il tuo nome.
Oggi ti ho seguito fino alla stazione. Il sole tramontava e tutti correvano da qualche parte in questo venerdì di primavera.
Mi fai sentire come se avessi 15 anni e questo un po’ mi spaventa.
Ti vedo, alla fine della lezione, che arrivi dal fondo della strada, in compagnia di una collega bassa e tarchiotta, potevo essere io quella lì. E ciò m’intristisce.
Sorrido al pensiero che possiamo fare cambio, tanto una bassa tarchiotta per l’altra…
Faccio in modo di deviare e mi superate lungo la strada, cammino tranquilla, stanca per questa settimana impegnativa, e intontita per un pomeriggio passato in una aula buia.
In realtà anche io vado alla stazione, non ti sto seguendo, non ti sto seguendo… ma sono contenta di poter fare la strada dietro a te, in realtà è bello camminare guardarti.

Gesticoli e parli, attraversi la strada, io mi lancio fra le macchine per non perderti.

Arriva il ponticello e tu ti fermi a guardare il torrente sotto, come faccio io tute le volte. Ti giri e mi vedi… io mi sento scoperta… d’istinto faccio finta di guardare il corso d’acqua che solo poche settimane fa era pieno di peschi grossi che nuotavano in un gruppo tanto numeroso da annerire l’acqua.

Sono stupida lo so. È il prezzo che dobbiamo pagare noi ragazze timide. Non voglio sentire il cuore battermi forte, e non voglio sentire la faccia accaldata. Non ho l’età.

Ma continuo a guardarti e a rimanere affascinata dalla tua camicia a scacchi che sventola al ritmo dei tuoi passi lunghi e decisi. All’attraversamento pedonale ti giri e mi saluti con un ciao, perché neanche tu conosci il mio nome, saluti questa faccia che hai già visto altre volte mi fai un grosso sorriso, che non mi rende felice perché è lo stesso sorriso che fai a tutti… tu sorridi sempre a tutti.
Per quanti giorni ho sbuffato nel fare il solito tragitto per e dalla stazione… e quante volte trascinavo i piedi… oggi invece mi hai portato in stazione e io mi sentivo come una 15enne.

E sembrava che tutto fosse lì per noi, che neanche so come ti chiami.

E io ora mi sento brutta e goffa, mentre stiamo viaggiando verso il mare, tu nel treno appena dopo il mio, separati e uniti.
Vorrei essere bellissima e vorrei essere simpatica ed estroversa, vorrei …. mi sento inadeguata e senza strumenti, mi sento debole.
Mi appoggio alla colonna del portico del binario 2, so che non ho motivi per avvicinarmi e parlarti. Arriva il treno. Scende la gente, ma io neanche la vedo e, mentre mi sollevo con sforzo su quegli scalini altissimi del treno, penso a te che sei per me bellissimo e penso che non so neanche io tuo nome.

Trenta trentini, andarono a Trento tutti e trenta trotterellando…

In neretto: le parole tramite le quali LUI si può riconoscere.

Add comment Sabato, 17 Marzo, 2007

Uncinetto e maglia

Stamattina, dopo aver visitato il sito del Ministero, ho sentito che mi spegnevo e mi deprimevo…. ho avuto bisogno all’ improvviso di gioia e serenità, avevo bisogno di freschezza e di respirare…
ho trovato questo sito di Uncinetto e maglia Adriafil tanto spazio alle idee, dove si possono scaricare le istruzione per tante, ma davvero tante Idee maglia per donna e bambini.

Vi dico… sono impazzita, per me il paradiso….
Peccato che non ho mai tanto tempo da dedicare a questa mia passione per i lavori con lana e cotone.
Vi ho mai detto che il mio più grande sogno è quello di lavorare in un negozio di lana e cotone, dove sferruzzare e ideare capi all’uncinetto e ai ferri?
La sono strana o no? Ipertecnologicae apassionata di computer e internet, ma però appassionata anche di bordi a picot e punto gambero.

3 comments Sabato, 17 Marzo, 2007

Oggi dalle 7 alle 13.30

orso yoghiScusa se oggi mi ho detto quella cosa che in realtà non penso. In realtà penso che sono contenta di averti conosciuto. Tu calmo e tranquillo, che a volte mi sembri l’orso Yoghi quando fai merenda, e quando mi parli di tua moglie che ti prepara gustosissimi dolci.
Mi fai arrabbiare quando sono stanca e tu cammini sempre veloce, col passo da montanaro, e io come Bubu ti seguo e brontolo. Ma dico che non mi troverei bene con nessun altro compagno di classe come con te.
Perché mi fai ridere quando mi dici:
- Stamattina alle 6, mi aspettavo di trovare un sms che avevi perso il treno… ti venivo a prendere a casa.
Oppure commenti i miei voti con un “metti angûscia“. E incredulo guardi il tabellone.
E ti chiedo scusa se oggi ti ho detto quella brutta cosa, che non è vera! La verità è che sei il miglior compagno di classe che mi poteva capitare. Yoghi.
Ci vediamo domani.

Avevo scritto questo, ma oggi 31 marzo 2007 lo devo cancellare.
Ho scoperto che sei una persona cattiva e ingrata. Ciò, ora mi fa soffrire, e mi fa sentire una stupida per quello che avevo scritto e pensavo di te.
Chiedo scusa a Yoghi perché lui è un orso buono. Cercherò di perdonare me stessa per averti permesso di ingannarmi, e approfittare della mia buona fede (per vedere la storia vai al post Un uomo mediocre). Non ti permetterò più di trattarmi con insufficienza, o di rivolgerti a me con tono di odio.
Cercherò di non essere troppo arrabbiata con me stessa per aver così sbagliato nel giudicare.

1 comment Giovedì, 15 Marzo, 2007

Indecisa, indecisa, sempre.

Indecisa, indecisa, sempre perennemente indecisa….
Nero o bianco, verde o giallo? Rosso o blu?
Uffa… sono stanca della mia indecisione!

1 comment Mercoledì, 14 Marzo, 2007

Ladra di biro spudorata

Oggi pomeriggio, martedì, mi sono arrabbiata e mi sono sentita offesa per il gesto disonesto di una persona, una ladra di biro.
Avevo una biro di plastica nuova, dal costo di 0.10 E. caduna.
L’ho lasciata incostudita sopra i fogli degli appunti… tornando non c’era più. Guardo per terra, la cerco, ma è sparita! Davanti a me, una ladra di biro, fa finta di niente.
Io la chiamo e le chiedo se ha visto la mia biro —che non la trovo più—. Lei, fa finta di cercarla, e con la faccia come la CARTA VETRO, fa finta di essere interessata altrove. E poi si mette a scrivere con la mia biro (riconosciuta da un graffio sul cappuccio). Alla fine se la mette nella borsa e se ne va. Tutto davanti ai miei occhi… e io la guardavo, con le braccia incrociate, per vedere fino a che punto aveva il coraggio di essere una merda.
Disonesta, ladra e bugiarda! Non è per il costo che sono offesa, ma per la disonestà di questa persona!
L’ho chiamata perché volevo vedere che muso aveva nel rispondermi…
Ma voi cosa avreste fatto, se non trovate più la penna lasciata sul tavolino e poi la vedere in mano a quella che scrive davanti a voi!
Ti voglio dire, cara ladra di biro, che se avevi bisogno io ti prestavo volentieri… non avevi bisogno di rubare e poi mentire per 10 centesimi. La biro di plastica te la puoi pure tenere, ma sappi che io penso che sei una persona schifosa!

Prova a pensare che la tua coscienza e la tua immagine forse valgono di più di 10 centesimi.

Add comment Martedì, 13 Marzo, 2007

Un fine settimana di pace

Avete mai notato che quando avete da fare e da andare, non sentite la stanchezza, e un impegno segue un’altro? E avete mai notato che aèppena vi fermate…BROOOmm, sentite all’improvviso tutta la stanchezza?

Dopo 22 giorni intensi (vedi qui), ora voglio vivere un fine setttimana di tranquillità, di pace.
Pace. Pace.
Sono stanca.

Vado a legare il mio AMICO glicine.
Riordino la camera.
Mi godo il sole.

Glicine la mia pianta preferita

Nessun uomo mi regalerà mai fiori recisi, non mi piacciono… io non amo i fiori recisi.
Questi, infatti, pur essendo belli, muoiono dopo pochi giorni, insieme alla loro bellezza….
Regalami una pianta con le radici che io possa farla crescere, coltivarla e curarla… con le mie attenzioni quotidiane, la vedrai bella sempre….
come il mio glicine, che ogni anno è sempre più bello….

1 comment Venerdì, 9 Marzo, 2007

Amici per sempre

Ma chissenefrega!!!!

Altalena di emozioni!
Sono solo le nove di mattina, e ho già lo stomaco rattrappito dall’emozione.
Vorrei telefonare a qualcuno, vorrei fare qualcosa… sarà questo sole primaverile, non so.

Vi spiego una cosa, i concetti fondamentali, dovere evidenziarli e sottolinearli, non nasconderli dietro una MONTAGNA DI PAROLE. La ridondanza di input porta alla confusione, e la gente poi non capisce e si confonde: ci vogliono pochi input ma molto chiari, diretti, univoci!

L’eleganza sta nel togliere
non nel mettere…

Vorrei chiamare i miei amici e farmi 2 risate!
Vorrei sapere come è andata ieri…
A me è andata benissimo… perchè è sempre bello e rilassante quando si conversa con una persona intelligente e amabile, gentile ed educata, ma soprattutto con una mentalità elastica e flessibile, coerente e giusta, che sa mettersi nei panni dell’altro e capire, OSSERVANDO LE COSE DA DIVERSI PUNTI DI VISTA.
Non solo da uno, l’unico , il suo punto di vista.

Ricevo una mail, la mia casa amica Ely si sposa, e sono immensamente felice per lei. mentre io, “irrimediabilmente single”… ma sono felice per lei.

Alla sera…

GRAZIE! Anche io serbo un bellissimo ricordo di
te e delle avventure trascorse insieme. Mi raccomando, teniamoci sempre in contatto. Un bacio

Stasera ho ricevuto questo .
Me lo devo ricordare….

Non bisogna mai buttare via il passato anche se difficile e doloroso…
Il passato non è mai tempo sprecato.

Me lo devo ricordare….
Il passato ti insegna, e anche gli errori e gli insuccessi sono ricchi di insegnamenti.

≈ ≈ ≈ ≈
≈ ≈ ≈ ≈
≈ ≈ ≈ ≈

Se non fossi così terribilmente stupida.

2 comments Venerdì, 2 Marzo, 2007

Annoiata, gioia, felicità, acqua

Annoiata. In bilico fra la stanchezza e la voglia di fare tante cose, fra 4 mura di fogli e libri e pile di quaderni in ordine sparso, – cioè dove trovi posto impila – poi metterò a posto, e non ho mai tempo.
Ho ricevuto una mail di un commento… vado e leggo

Ammirata da questi versi meravigliosi.
Hai saputo descrivere l’amore con grande espressione attraverso una metafora raffinata.
Un abbraccio Nicoletta

Gioia. Felicità.
Sono davvero felice. Perchè…. perchè la cosa più bella per me è dare, dare emozioni positive. Lei li definisce “meravigliosi” e questo mi commuove.

Vado a rileggere il mio scritto, pubblicato oggi nel famoso Blogdegli Autori e mi viene da piangere.

Perchè l’amore dovrebbe essere davvero così.

Perchè certe volte mi sembra davvero di essere come l’acqua.

Senta urla arrivare dal piano inferiore,
sei arrabbiata.
Ma questo non mi tocca…
ora sono in un altro mondo.
Non mi tocchi, ora sono come l’acqua….

Se volete andate a leggere qui, questo e il mio nickname:Nany

Add comment Mercoledì, 28 Febbraio, 2007

Funambola e la danza

Voglio farvi leggere questo bel post sulla danza dal blog di Gioiasole
Lezione di danza

“Fregatene della tecnica.”
Ho chiuso gli occhi, senza riuscire a muovermi. Poi ho cominciato a ballare, senza fermarmi. Sentivo la musica attraversare le mie sensazioni, muoversi dentro di me e fluire nelle mie braccia e nelle mie gambe. Finalmente libera. Ad un certo punto il maestro si è unito a me. Attraverso lo specchio, vedevo il suo sorriso in quell’inatteso passo a due. Pian piano ho sentito la tensione sciogliersi in una energia sconosciuta. Danzavo e mi sentivo felice. Ho cercato il suo sguardo e gli ho sorriso. E quando la musica è finita, mi ha abbracciata. “Stasera hai ballato. Davvero.“ ….
….A lui va il mio grazie, per avermi dato la possibilità di andare oltre.

Mi ha colpoto per la delicatezza e la positività del ricordo, e per la gratitudine che sente per il suo insegnante di danza che ha saputo portarla verso la vera dimensione della danza.

Bello , bello e stra-bello.

1 comment Domenica, 25 Febbraio, 2007

Senza parole

questa è la mia condizione, fino al 9 marzo….
portate pazienza! e vogliatemi bene lo stesso!

2 comments Giovedì, 22 Febbraio, 2007

Per me sono donne affascinanti…

Rita levi Montalcini Biologa Premio Nobel in una foto di makigalimberti

foto dal sito Maki galimberti

Per trenta anni Rita Levi Montalcini vive negli Stati Uniti completamente dedita alla ricerca e giunge alla scoperta di una proteina, il fattore di crescita delle cellule nervose o Nerve Growth Factor (NGF) che provoca lo sviluppo e la differenziazione delle cellule nervose.
La sua attività di scienziata le porta innumerevoli riconoscimenti a livello internazionale e nel 1986 il conferimento del Premio Nobel per la Medicina. Marcherita Hack Astrofisica in una foto di makigalimberti

foto dal sito Maki galimberti

Margherita Hack è una delle menti più brillanti della comunità scientifica italiana ed vive lavorando in grande stile alla scienza astrofisica. Margherita Hack: L’amica delle stelle. La adoro perchè ha un viso e un sorriso della signora a cui chiedi : Signora ha 2 uova da prestarmi?
…questo è il segno distintivo delle GRANDI menti e dei GRANDI cuori.

1 comment Domenica, 18 Febbraio, 2007

in ogni cosa che faccio ci metto l’anima

Ho sempre sputato sangue sui miei impegni ed in ogni cosa che faccio ci metto l’anima, tutta me stessa, e se non ne ho voglia, sono di cattivo umore certo, ma sono ligia al dovere… prova a prendertela con quelli che svicolano tutti gli impegni, con quelli che fanno finta di lavorare, con quelli che se ne fregano…. il pressappochismo e la cialtroneria.

Sapete cosa c’è…. io sono l’unica che ha preso il massimo del voto dell’esame X…. la mia ricerca bibliografica su internet l’hanno usata in quattro per farci sopra la ricerca! E allora…..

Voglio stare sola…. sola, e non m’importa di cosa direte. Ho paura di guardare lontano, ho paura della strada che devo affrontare. E non ne ho voglia. Sono stanca.

Add comment Venerdì, 16 Febbraio, 2007

Sorella

Sorella.

Ripenso a quando a Milano mi sono messa a piangere al telefono con mia sorella, e lei talmente agitata voleva prendere la macchina e venire da me. Non sono una che piange invano, e per lei è stato scioccante, la capisco: io ai suoi occhi sono sempre stata la sorella più grande, quella “forte”, il punto di riferimento sestante
ma io avevo così bisogno di sentire vicino qualcuno, una voce conosciuta e parlare delle cose nostre normali, abituali e consueti, col nostro linguaggio. Perché, in fondo, sono queste solite cose quotidiane che fanno i legami più stretti e importanti, e quando sei via, lontana, ti mancano e ti sembra che tutto ti manchi.
Ripenso ai giorni di Milano, a come stavo appassendo a poco a poco, come una pianta senza acqua.
Bhe! mi è bastato sentirmi dire: Oddio, non posso sentirti così, io adesso prendo la macchina e vengo da te. Alle volte basta sentirsi dire questo, cioè sentirsi amati per farsi coraggio da soli. E io di lei mi fido, perchè abbiamo un legame che va oltre alle parole, è fatto di sapere inconscio, e di comprensione interiore, derivata da aver vissuto le stesse cose e aver percorso la stessa strada, anche se poi ognuna è sopravissuta secondo la sua indole. Mi fido di lei perchè mi ha perdonato le cose imperdonabili, e io questo non lo posso dimenticare. Per questo ritengo sia la persona in assoluto che mi vuole più bene.

Io una volte le ho detto: La fortuna in amore che dovevamo dividere in due, l’hai avuta tutta te. Lei si e sminuita, minimizzando.
Ma io sono contenta per lei. Sento sincerità in me quando penso che non sono invidiosa. Non potrei mai essere invidiosa di lei, perché tutto quello che accade di bello a lei, è bello anche per me. Come se accadesse a me.
Io mi fido di lei, perchè ride quando la prendo in giro.
Perché di notte parla nel sonno, non in italiano come le persone comuni, ma in una lingua che non assomiglia a nessuna delle lingue conosciute, e ti mette paura….
Perché una persona che parla nel sonno è normale, ma deve farlo nella sua lingua madre, non in una lingua sconosciuta che assomiglia solo ai suoni degli alieni in X-Files.

Perché si trascina dietro un passeggino con uno zaino sempre strapieno all’inverosimile, anche se deve fare 100 metri. Ho notato che le altre mamme non avevano zaini grossi, oppure si portavano solo poche cose. Un giorno, stufa del peso, ho voluto svuotare lo zaino del misterioso contenuto. Però lei rideva quando mi ha detto che un triplo cambio e un lenzuolino del letto potevano sempre servire…

Perché quando si rivede nelle foto si deprime per le sue forme di mamma mediterranea, e ti spiega che lei in realtà si immagina con il corpo della indossatrice della pubblicità della Calzedonia nel giornale che sta sfogliando.

Perché quando eravamo bambine, lei era appassionata del film Piccole donne e mi chiamava sempre Jo. Mi diceva sempre, quando mi vedeva impennare con la bici da cross: Vedi, io sono come Meg, e tu sei come Jo! E non se la prendeva quando io le rispondevo: E chi sono ‘ste qua?
Perché ha un influsso speciale per mandare in crack windows. Sembra incredibile… ma io ormai rido quando mi telefona disperata che il PC non risponde più, io so che è una stupidata, ma lei si dispera tanto che….. è più un crack del PC. Mi fa ridere tantissimo.

Perché una sera siamo state a SENTIRE il film di Harrison Ford, “Il testimone”, nella tv in cucina, vedendo solo righe e interferenze. E ci sembrava la cosa più bella del mondo il solo poterlo sentire.

Perché quella volta che a Camogli sulla spiaggia sono stata completamente bagnata da un’onda, nel fuggi fuggi degli altri bagnanti, tu hai cercato di avvisarmi….
Io talmente immersa nella lettura di “L’uomo che sussurrava ai cavalli” non mi sono accorta di niente. Concentrata, il libro mi aveva talmente rapita che solo dopo mi sarei accorta che alcune gocce cadevano dai capelli sulle parole e sulle pagine.
Tu sei quella che si preoccupa e si agita, io sono quella che è ….
Perché ieri ridendo mi hai detto sottovoce, quei sassi qualche volta ti arrivano sulla testa. Sono quelli che io chiamo i sassi santi, che la nostra genitrice ha raccolto personalmente sulle sponde del mar morto. Ti ho sentito simile a me, anche se tu sei sempre stata la bambina buona che faceva tutto bene, e io la pecora nera che faceva tutto al contrario, e per quello cattiva. Non mi aspettavo che anche tu ci ridessi sopra di gusto.

Perché ti ricordi ancora quando da piccole la nostra cena preferita era il “mica male”, cioè toast immerso nel latte. Che non ti piaceva, ma appena assaggiato hai detto: Mica male!
Perché ridi ogni volta che inciampo in uno scalino alto solo un millimetro: dici che quando cammino non alzo i piedi da terra e tutti i piccoli scalini sono i miei!
Perché insieme abbiamo passato la più bella vacanza della mia vita nell’estate del 1998 a Camogli. Perché continuiamo ad essere, nonostante il passare del tempo, tu come Meg e io come Jo.
Perché la faccio ridere quando le chiedo se
Perché ogni tanto esce con certe frasi, causando l’ilarità generale:
“Vi è mai capitato di avere IDEE GENIALI prima di addormentarvi e poi la mattina non ve le ricordate più?”

Penso a te, che a volte mi sembri così diversa e lontana da me, e a volte mi assomigli così tanto.

Sei quella che non capisce niente di computer, sei quella che nelle emergenze si agita e perde la testa, mentre io divento impassibile e fredda. In questo siamo all’opposto.
Tu sei impulsiva, io emotiva.
Tu rassegnata, io ribelle, sempre e comunque, a costo di sbatterci la testa.
Non mi arrendo, non VOGLIO arrendermi al conformismo.

In realtà, il mio sogno era quello di lavorare in quella cartoleria con gli scaffali in legno, il banco pieno di matite colorate e i fogli da disegno ruvidi.
Sorella.
- Che cosa vuoi fare da grande?
- La pugilessa.
- Ma non esistono donne pugilesse!
- E allora, io sarò la prima.

Add comment Venerdì, 17 Novembre, 2006

Lenzuola blu

……Le tue mani sono gabbiani in un cielo azzurro
le tue mani entrano dentro al mio cuore di burro
le tue mani battono il tempo e accendono il fuoco
le tue mani a poco a poco
io sento le tue mani sopra di me
le guardo mentre preghi anche per me
le asciugo mentre lavi lenzuola blu……
[Gatto Panceri > Stellina (1997) > Le Tue Mani]

Lenzuola blu
ho comprato un completo per il letto, un lenzuolo blu.
vado a fare la spesa. Vado a fare la spesa. Non tanto per necessità, ma per fare un giro.
ci sono le offerte speciali sulle coperte e sulla biancheria. Inizio a guardare e a girarmi attorno per cercare le misure e i bigliettini dei prezzi. Mentre cerco di orientarmi fra le 1000 stampe e colori, arriva un carrello con una coppia: lei lo chiama mentre cercano i lenzuoli a doppia piazza. Io lì davanti allo scaffale dei completi singoli 100% cotone mi fermo e abbassa la testa. Sono triste. Mi sento una fallita. Davanti ai lenzuoli a singole piazze mi sono sentita ferita e umiliata, da quella donna giovane che non immaginava certo di creare tanto danno solo scegliendo un lenzuolo. Mi sono sentita una misera.
Una fallita che fa finta che tutto vada bene, ma invece quel lenzuolo mi ha soffocato.
Quella donna che si è avvicinata chiamando lui non pensava certo di essere il mezzo per far uscire la realtà cruda, la mia solitudine.

La mia solitudine stanotte dormirà in un lenzuolo blu. Sì, sono sola, ma sono io. E non è detto con certezza che solo perché sono sola sono uno scarto. Anche se mi sento uno scarto, quando guardo la confezione con la scritta sul cartoncino completo letto singolo e lenzuolo sotto con angoli.
ho portato con me quel lenzuolo blu e ci dormo dentro. E non ditemi che da soli e si dorme meglio perché non è vero.
mi sono sentita male, ma ho portato quel lenzuolo singola piazza a casa, fra le mie cose care, perché altrimenti significava rinnegare la mia solitudine e quindi anche me stessa.

Ho portato a casa quel lenzuolo blu insieme alla mia solitudine.

Add comment Sabato, 4 Novembre, 2006

Tu l’avresti lasciata andare.

Tu l’avresti lasciata andare. Lo hai detto oggi: «È una cosa che non dovevano fare…. dovevano lasciarla andare».
Io ho avuto paura.
Paura per le tue idee.
Paura perchè nel tono della tua voce c’era cinismo e freddezza.
Paura.
Mamma. La parola che dovrebbe essere la più dolce del mondo, per me ha un tono stridulo, amaro.
Tu mi avresti lasciata andare. Se io ti confidavo che non volevo tornare a casa, e ti spiegavo i motivi che non riesco neanche a pensare dall’orrore che mi procurano….. ho 10 anni, sono abbastanza grande per spiegarmi, per capire la severità e l’importanza di quello che dico.
Tu mi avresti lasciato tornare all’orfanotrofio, e con quale faccia mi avresti guardato andare via, con quali parole mi avresti salutato? Cosa mi avresti detto? Sapendo entrambe a cosa ritornavo?
Tu davvero avresti tradito la mia fiducia.
Mamma.

Add comment Martedì, 26 Settembre, 2006

Piove

La strada per il Paradiso (Paradise 1991)
di Mary Agnes Donoghue
con Melanie Griffith, Don Johnson, Elijah Wood, Thora Birch.

Un film con Melanine Griffith.
Una bella storia, tenera e sofferta, dove alla fine tutto si rimette a posto….
… e in quel autobus che riporta a casa il bambino dopo le vacanze estive, sembra che ci sia LA VITA che si rimette in viaggio…
'
Quelle esistenze che all’inizio del film troviamo sofferenti e spezzate, ritornano percorrere la loro strada… come percorre la strada il bus in mezzo al paesaggio della verde pianura americana.

STUPENDA Melanie Griffith col rimorso di quella maledetta giornata in cui lei cuciva… il giovanissimo Elijah Wood con la stessa luce negli occhi di bambino intelligente e coraggioso… che poi avrà in Frodo.

La storia si sviluppa nel periodo delle vacanze estive, fino al ritorno del bambino in città dalla madre, fino alla prima pioggia autunnale che segna inesorabilmente la fine del caldo settembrino, e l’inizio dell’aria fresca che ti devi mettere uno “strato” in più e non puoi più stare con le maniche corte.
Il film finisce lì quando finisce l’estate e finiscono le vacanze, in questo paese di provincia, dove ci sono le torrette d’osservazione antincendio in mezzo ai boschi, dove le case sono immerse nella campagna.

Sapete già che io ADORO i film con ambientazione BUCOLICA… e questo è uno di quelle piccole perle che, magari piacciono solo a te, ma chi se ne importa.
Vedi post “Certi film sono come magie” Clicca qui

Mi è venuto in mente questo film oggi, mentre avevo i piedi congelati e sono corsa a mettermi le calze. Oggi piove.

1 comment Lunedì, 25 Settembre, 2006

I r r a g g i u n g i b i l e

L’Aura – Irraggiungibile

Questa è una canzone che mi piace tanto, mi piace cantarla a squarciagola in macchina mentre guido, in un viaggio tranquillo… é una canzone molto significativa per me.
La voce di L’Aura è meravigliosa, io la seguo, e mi immergo nella poesia che ha saputo creare.
Canto senza vergogna di stonare, tanto nessuno mi sente.
Penso alla dolcezza e al coraggio che mi infonde. Penso al grande e importante significato che questo testo ha per me, e penso a te, mio irraggiungibbbile e inafferrabbbile.

L’Aura » da Okumuki (Sanremo 2006)
» Irrangiungibile «

C’eran le cornamuse mute,
c’era la poesia
che una foglia morta esprime
quando s’addormenta
come il tempo sulla terra.

Dolce e languido, il tuo canto
scrisse melodie che confondon l’anima
intrecciandosi abilmente
con la solitudine del vivere.

Splendi gelido e folle diamante, irraggiungibile,
prima che il giorno ti rubi la luce
e le mani di quelli che
piangono con me nel cuore
comincino a cambiar.

Fragile pelle di cartone,
certa gente è qui per scuoiarti
e poi gettare un muro che separa
i nostri corpi di cenere.

Splendi gelido e folle diamante,irraggiungibile,
prima che il giorno ti rubi la luce
e le mani di quelli che
piangono con me nel cuore
comincino a pensar di amare solo te.

di volere solo te.
Di voler solo te.

Splendi gelido e folle diamante,irraggiungibile,
prima che il giorno ti rubi la luce
innafferrabile.

Splendi gelido e folle diamante,irraggiungibile,
prima che il giorno ti rubi la luce
innafferrabile

Ridono di me nel cuore le mani di chi è mentale

1 comment Mercoledì, 6 Settembre, 2006

La pecora nera

Oggi, non so che prendermi una MEGA camomilla, o prendere una
testata nel muro per perdere i sensi….. per porre fine a questo mio isterismo di oggi.
Ora vado a picchiare la testata contro il muro così vedo se si spacca il muro o si spacca la testa.

Oggi me ne succedono di tutti i colori…
il gatto mi sveglia all’alba, dopo che ho dormito pochissimo, mi accorgo che ha vomitato, mi rovescio l’acqua addosso tentando di pulire, mi cade la coperta dal terrazzo e per fortuna non è caduta sulle merde del cane, tocco una cosa e la faccio cadere, viene il prete a benedire la casa…. (sul serio)

poi il gatto, non si sa se spaventato dal prete, piscia nel corridoio, è tutto un pisciare di qui e vomitare di là…. insomma è l’isterismo totale… ed è solo mezzogiorno.

Come dice il dottor House:
- Hai ammazzato qualcuno?
- No, ma è ancora mezzogiorno, faccio sempre in tempo.

Non esiste uno stand-by anche per il cervello che mi impedisca di muovermi e pensare… [ che puzza di piscio di gatto, ma allora ha pisciato anche qui!!! ]

… mi da fastidio tutto, compreso me stessa.!!! sono stufa, sono stufa…
mi piacerebbe vivere per un poco la vita di un altro per vedere se è lo stesso inferno che a volte ho dentro di me
solo per un pochino, non sarebbe utile sentire cosa sentono gli altri, pensare con un’altra testa, avere un altro carattere.
Solo per un pochino….
Reagire in modo del tutto inaspettato solo perchè non sei più tu, ma sei un altro.
Avere altri ricordi… avere un altro atteggiamento… andare in vacanza solo per in pochino da me stessa, e dai muri che sento dentro…
Solo per un pochino.

Magari riuscissi a uscire dal PERSONAGGIO.
Avere altri ricordi, non sentire più questa “mancanza” che ti taglia le gambe.
Oggi, sono stata di nuovo insultata da quella donna che mi ha voluto presentare al prete, e presentandomi mi ha dipinto ( inconsapevolmente, perchè lei é così…) come una incapace, disgraziata, una buona a nulla che non ha combinato niente di buono e che mai niente combinerà.
Magari riuscissi a uscire dal PERSONAGGIO.


Capite che in queste condizioni bisogna avere una LEVA forte per auto sollevarsi, una carrucola doppia, un argano a motore….
Magari riuscissi a uscire dal PERSONAGGIO.


Un relitto senza valore che deve solo sprofondare, ecco come mi fa sentire: proprio lei ti taglia le gambe… ti fa sentire una nullità,
Magari riuscissi a uscire dal PERSONAGGIO.


perché ti presenta agli altri come lei ti vede, una inetta, una che ha sbagliato tutto, che è solo una stupida, solo perchè non sei come lei ti vorrebbe… E io mi sento da schifo.
Aiuto!! dove è la falla, presto che arrivi MC GYVER, che lui sa tutto e aggiusta tutto!

Arriva… è un MC GYVER camuffato da Elisa, con la voce meravigliosa di Elisa che mi canta:
GIFT, il DONO

Nell’altra stanza, sono l’altra ragazza,
sono un’altra dei tuoi bambini
è quest’altra faccia, quest’altro nome, sono l’altra ragazza,
voglio essere nell’altra stanza
quando mi chiami, quando mi chiamiil tuo dono ricevuto attraverso questo mio corpo, è vivo così vivo

Sto sanguinando gioia, ancora serena,
sto aspettando la pazienza
vivo qualcosa di bello, semplicemente non pensando troppo in fretta,
sono ancora qui, voglio essere nell’altra stanza,
quando mi chiami, quando mi chiami.

il tuo dono ricevuto attraverso questo mio corpo, è vivo così vivo

I miei segreti adesso sono cose che posso toccare,
questa è complicità, abbraccerò
quest’uomo senza volto…semplicemente vola.

il tuo dono ricevuto attraverso questo mio corpo, è vivo così vivo
il tuo dono ricevuto attraverso questo mio corpo, è vivo così vivo
il tuo dono…sta donando…quanto ricevendo, è ricevuto…
[Elisa “Gift” da Asile's world (2000)]

Per la cronaca, ha detto: è laureata, sì… vive qui, non è quella sposata, lei non è niente.

Lo hai rifatto.

Tanti anni fa, mi avevi presentato ad una compaesana, come : studia… ma non si sà, sì… prende il massimo dei voti, ma non conta.
Lo hai rifatto.

Solo che ora è diverso: io ho le spalle larghe, ma ho meno tempo.

Sono la pecora nera…. ma ora me ne vanto!!!

…..
Ma di questa cosa, ne parleremo un’altra volta. É una storia troppo lunga e complessa… e dolorosa. Non ne ho voglia ora, non ho voglia di ricordare. Non ho più voglia di ricordare.
Grazie Elisa, non sono uscita dal PERSONAGGIO, MA mi fai star meglio. Questa canzone è meravigliosa (come molte tue canzoni).

Mi scioglie i nodi dentro.

Ritengo che la tua voce, Elisa, sia una delle più belle che io abbia mai sentito.

Add comment Giovedì, 24 Agosto, 2006

L’hai voluto tu

L’hai voluto tu, perché io non sono cattiva come hai sempre voluto farmi credere e come volevi far credere agli altri.

L’immagine di te e della tua irritazione riaffiora, quando io sono arrabbiata e mi spaventa.
Non voglio comportarmi come te.

Voglio strappare questa mia reazione dal mio comportamento istintivo.
Perché tu hai creato i miei fantasmi di oggi che mi porto dietro, perché tu me li hai lasciati come eredità. Quella che sono ora è solo il ricordo del passato, i suoi prolungamenti… quel lungo e doloroso processo di autoliberazione.
Tu hai preparato il terreno per la mia catastrofe interiore.

Per nascondere le tue mancanze, dai la colpa agli altri. Rigiri sempre la frittata e sei molto brava a farlo. Su qualsiasi argomento rigiri la questione, in modo che tu hai sempre ragione e io ho torto.
Ho sempre mal sopportato quel tono di verità inconfutabile con cui sentenzi le tue frasi, le tue opinioni su persone e avvenimenti.
Le tue parole cadono come delle MANNAIE, anche quando dici: —Faccia quello che vuole. Lo dici con disprezzo e odio, si capisce che in realtà stai dicendo: —Al rogo, al rogo!

Add comment Giovedì, 17 Agosto, 2006

Armonie di vita: grazie Lucio.

Lucio Battisti, Io e la mia nipotina…. (anni 4) = GIOIA DEL CUORE

Vengo a prenderti a casa per passare la mattina insieme.
Nella mia macchina, la radio suona una canzone, c’è la portiera aperta e il volume è abbastanza alto per sentire in sottofondo la musica anche fuori dall’abitacolo. Tu scendi le scale e mentre ti avvicini alla macchina, esclami:
- Che bella questa canzone…

Presto attenzione…
che giorno è
che anno è
questo è il tempo di vivere con te…

Grazie perchè mi obblighi a fermarmi ad ascolatare la vita che scorre.
Grazie perchè richiami sempre la mia attenzione sulle cose fondamentali.

Grazie perchè mi ricordi sempre che tu sei il mio giardino di marzo.

E grazie a te, Lucio, che sei eterno… una bimba di 4 anni ha sentito la tua musica e l’ha trovata bella.

Add comment Sabato, 12 Agosto, 2006

Una parte di me

Biglietto che mia sorella mi ha lasciato sulla scrivania…

Oggi ho ritrovato un vecchio biglietto che mia sorella Carla mi ha lasciato anni fa in camera…
è stato meraviglioso per me leggere le parole della persona che mi sconosce più di tutte, e descrive le mie cose!
per la prima volta in vita mia mi sono vista come MI VEDONO GLI ALTRI, DALL’ ESTERNO…. io sempre così impegnata a guardarmi dentro…. mai avrei immaginato di “aleggiare con uno spitito da favola”


Sono venuta mar e merc a lavorare al tuo computer mentre aspettavo lo zio Rocco e …. non resisto!! … ho visto il tuo letto sfatto e…. al lavoro!
Ma mi chiedo: tu chi sei? Tutta la tua camera è improntata, anzi vi aleggia un’atmosfera da “MIlle e una notte” e tu quale personaggio interpreti?
La principessa nel giardino reale, il genio della lampada o il ladrone… ma?!
Sicuramente quel pollicione del piede rivolto in su è un indizio!!

Add comment Lunedì, 31 Luglio, 2006

Riflessioni notturne

L’amore è acqua, l’amore fluisce
Ti riempie come l’acqua e può passare con tante cose.
Come l’acqua…. l’amore ha un volume, ma non ha forma. L’amore tiene dello spazio, ha il suo ingombro, ma prende la forma del recipiente che lo contiene.
Come l’acqua….
L’amore può fluire come una sorgente, o un torrente impetuoso, o un placido lago e lo fa attraverso tante cose. Attraverso una parola, un gesto, un cibo che prepari, o uno sguardo, Attraverso un regalo, un pensiero, o una camicia che stiri, con una tua attenzione, o una osservazione.
Come l’acqua, l’amore non si crea, si trasforma: può essere ghiaccio (freddo), liquido (rinfrescante) o vapore nell’aria (una nuvola leggera). Come l’acqua fa parte di noi, é la nostra componente principale. Come per l’acqua non ne possiamo fare a meno.

Come l’acqua l’amore CIRCOLA, evapora, si muove con le nuvole, cade con la pioggia, e scorre sulle terre emerse, chiudendo un ciclo che lega tutto, senza inizio e senza fine come è un cerchio.
L’acqua è l’agente che trasforma e frantuma le rocce: può erodere, trasportare e deporre anche la roccia più dura, lontano…

Add comment Domenica, 23 Luglio, 2006

A proposito di umorismo….

Io sono una di quelle che ascolta sempre Viva Radio 2 di Fiorello.
E sono una di quelle che ha comprato il CD, solo per dare il mio contributo a farlo arrivare 1^ in classifica…
Mi ricordo che ho acquistati il CD nella cartolibreria del mio paese, un negozio che fa un po’ di tutto.
Intanto che ero al banco per pagare il CD ho trovato in un angolo dei magnetini da appendere al frigorifero…

Visto che io ho una passione sfegatata per questi magnetini a forma di gatto, tartaruga, e con le immagini degli animali….(colleziono quelli a forma di tartaruga, delfino e gatto….. i miei animali preferiti) mi sono avvicinata e ho curiosato in po’….
Fra i tantissimi magneti quadrati di plastica mi colpisce uno con una gallina in primo piano che sta attraversando la strada con un’auto in secondo piano. La scritta recita così:

SAREBBE MOLTO DIVERTENTE SE TUTTO CIÒ NON STESSE ACCADENDO A ME

In un baleno ho pensato al film L’ora di religione, al libro Il diario di Britney Jones, alla canzone Sally….. Un giorno vi spiegherò i motivi.

E mi sono detta: “NO, non ci posso credere! È mio! È stato fatto apposta per me! Devo prenderlo! Quella sono io!”

E così, ora questo gallina-magnete troneggia attaccata al mio computer a ricordarmi questa frase, che io ritengo un concetto pirandelliano per eccellenza.
Tutto dipende se SEI la gallina o se sei un osservatore al bordo della strada.

Tutto dipende dai punti di vista… la realtà è diversa a seconda di dove si pone l’osservatore. Lo diceva anche Albert Einstein: …dipende tutto da dove si pone l’osservatore! Ognuno ha il suo punto di vista.

Luigi Pirandello ci insegna che “LA VITA è TUTTA UNA COMMEDIA”

Certo ci sono i grandi dolori e le grandi gioie, ma per il resto bisogna
saper “relativizzare” tutto.

Io penso che l’ironia non
è una cosa superflua, ma può essere una grande arma di sopravvivenza.
Bisogna cogliere la dimensione gioiosa della vita.
Prendo la vita con un sorriso, perchè penso che l’ironia e la autoironia sia la chiave per aprire tante porte, la “risata” è terapeutica, una medicina.
Per cui la vostra GALLINA vi saluta…

“Io che mi do del laico, ho scoperto che saper far ridere è un dono di Dio. Se smettessi commetterei un peccato”. Gigi Proietti (In una intervista di Valerio Cappelli “Corriere della sera”, 30 ottobre 2000)

Add comment Sabato, 22 Luglio, 2006

Quel senso di mediocrità che mi dai, mi toglie la vita.

Add comment Domenica, 16 Luglio, 2006


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Disclaimer

“Mi pongo sotto la protezione dell’art. 19 della Dichiarazione internazionale dei diritti dell’uomo, approvata dall’Assemblea generale dell’Onu, a Parigi, il 10 dicembre 1948: «Ognuno ha diritto alla libertà di opinione e di espressione, il che implica il diritto di non essere molestati per le proprie opinioni e quello di cercare, di ricevere e di diffondere, senza considerazione di frontiera, le informazioni e le idee con qualsiasi mezzo di espressione li si faccia»”