Posts filed under 'citazioni'

Uomo gentile e intelligente

Nell’arco di 24 ore, per lo stesso motivo, ho ricevuto un doloroso insulto (uno sberleffo) e poi ho ricevuto una grande gioia e mi sono sentita soddisfatta di me stessa e delle mie azioni.

Oggi devo ringraziare chi con l’accento spagnolo mi ha parlato e mi ha sorriso, con gentilezza, e mi ha fatto capire che “sto andando per la strada giusta”. Avevo bisogno di questo, di sentirmi dire: Vai avanti così, non ti arrendere… sei nel giusto!
Oggi ho parlato con due brave persone, appassionate della vita e che amano scoprire e conoscere le cose nuove attorno a loro. Due persone VIVE e intelligenti con un forte senso del dovere e il sorriso in faccia.
Come ieri, prendo spunto da un grande poeta per dimenticare la tristezza di un apatico lamentoso che non meritava il mio aiuto, e mentre io lo chiamavo amico, lui sfruttava la mia operosità, un persona che….

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge,
chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo richiede
uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà
al raggiungimento di una splendida felicità.

LENTAMENTE MUORE di Martha Medeiros (Porto Alegre, 20 de agosto de 1961) é una giornalista e scrittrice brasiliana.
)

Questa poesia mi ha sempre incantata per la semplicità con cui racconta una grande verità, e un grande insegnamento per tutti.
Ho cercato di farla mia, di assorbirla il più possibile.

1 comment Sabato, 31 Marzo, 2007

Uomo mediocre

Uomo mediocre, come altro definirti. Uomo mediocre, senza obiettivi, senza niente che lo spinge a fare, a dare il meglio di sé. Uomo stupido perché niente è più stupido di perdere il proprio tempo, invece di farlo sfruttare a pieno. Cialtrone nel senso vero di cialtroneria. Sciatteria.

Inoperoso, ignavo, lavativo, fannullone, scansafatiche, scioperato, abulico, accidioso, negligente,

Come posso dirtelo? Considera terminato con oggi, il nostro confronto come colleghi. Considero il tuo comportamento nei miei confronti una offesa, per me intollerabile dopo averti tanto aiutato senza ricevere niente in cambio.
Oggi hai proprio toccato il fondo e io non ho niente a che spartire con te, persona che non metti il tuo impegno in niente, sputi sopra a tutto e tutti, me compresa, che fino ad ora, stupida che sono, ti ho aiutato, ingenua, credendo nella tua buona fede. (per l’inizio della storia vedi questo post).

E di certo non trarrai più vantaggio dal mio lavoro, che mi costa fatica e impegno, mentre tu non dai NIENTE in cambio.

lazzarone, perdigiorno, indolente, pelandrone, poltrone, pigro, sfaccendato,

Arrangiati che io continuerò per la mia strada. Secchiona, forse… e tu lazzarone, certamente. Tu, che non metti il cuore in niente, che approfitti soltanto…

Ma non ti senti la MORTE dentro?
Non ti vergogni a rubare il tempo ai tuoi giorni?
Non provi passione per niente quello che fai…
e inoltre odi le persone che vivono con la passione nel cuore.
Il tuo comportamento mi offende… offende il mio amor proprio, e di certo non ti permetterò più di sporcare con la tua trascuratezza il mio lavoro e la mia buona volontà.

Ora basta.
Statemi lontano, per favore, statemi lontano, fate come se io non esistessi.
La tua mancanza di passione per me è un buco nero che mi affonda nella tristezza.
Io, che in tutto quello che faccio ci metto il mio impegno e la mia volontà, e tutto il mio senso del dovere.
La tua sciatteria per me è una offesa.
Stammi lontano e dimentica di parassitare ancora grazie al mio impegno.
Una volta mi arrabbiavo per i tuoi giudizi che ritenevo ingiusti sparati come fucilate a chi non se le meritava. Non come faccio io a volte che ci scherzo su, ma lo faccio per ridere, tu spari sentenze (da uomo mediocre) e dici seriamente, con odio. Ora ho capito, tu parli con odio ( per quello mi dava così fastidio… ) sputi giudizi su di me, perché odi le persone che riescono meglio di te

Che vogliono volare, che almeno provano a volare, e ce la mettono tutta per alzarsi
E, anche se per tanti aspetti le cose non vanno, ci provano a fare meglio, e lo fanno con le sole loro forze.

Odi, perché sei un pigro, e non hai voglia neanche di provarci, perché ti rendi conto che sei in basso. E la tua unica arma è offendere.
apatico, fannullone, inerte, poltrone, svogliato, sfaccendato, sciatto, inattivo,

Oggi mentre arrivano al lavoro pensavo che per tutto questi mesi ti sei comportato come un parassita, che tutto prende e nulla dà. Ma tu sei peggio di un parassita… perché i parassiti vivono alle spese di un ospite senza dare niente in cambio, ma hanno rispetto dell’ospite, tu sei peggio perché, oltre a vivere alle spese senza fare niente, ne parli male e lo denigri.
Sei una di quelle persone che non avendo voglia, per la loro cialtroneria, di impegnarsi al massimo, e quindi non potendo raggiungere il massimo, ne parlano male… e dicono che non gli interessa, ma in realtà sono dei frustrati.
Sei un uomo mediocre, assuefatto dalla sciatteria e neanche provi ad alzarti.
In più, sputi addosso a chi si impegna… questo parlare male di me che mi impegno per un obiettivo e … lo trovo meschino.
noncurante, passivo, indifferente, insensibile, impassibile.

Forse la situazione sociale va così male per causa di tante persone come te, che NON HANNO A CUORE NIENTE, che non si battono per niente, che non vogliono migliorare le cose. E questo mi fa schifo.

Ma provaci un po’ ad andare a fondo alle cose, invece che sputare addosso alle persone.
Oggi mi hai detto che falsificare una firma non è reato…. complimenti! figlio di uno che ha vestito la divisa!
Sei un uomo mediocre e lo sarai sempre, perché il tuo stesso atteggiamento mentale ti affonda nella mediocrità.
Sai cosa ci metto io per alzarmi? impegno , volontà, fatica, desiderio, cuore… impegno, impegno, e ancora , impegno, che vuol dire, peso, obbligo, doveri, che vuol dire, cura, serietà.
Certo, certo, e lo dico fiera:
I CARE
Che nessuno ha mai detto che è facile, e nessuno in vita mia
Mi ha mai regalato niente
Mi sono guadagnata tutto con il sudore e l’impegno, fra le difficoltà, fra 1000 difficoltà e la fatica, sì FATICA.
E ora scusa se non mi va di essere sbeffeggiata fa un fanfarone, buono solo a criticare, ma mai si impegna mai nei suoi doveri quotidiani.

Stasera, cercherò di dimenticare la tua cattiveria, il tuo comportamento e il modo con cui hai sfruttato la mia buona volontà, e rileggerò le parole del poeta Virgilio che di fronte alle persone come te:

Non ti curar di loro, ma guarda e passa… [Dante Inferno]

Sì. Ha ragione.

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Il teorema di Dilibert: meno sai più guadagni.

Il teorema di Dilibert

Enunciato: Coloro che lavorano con la mente non guadagneranno mai quanto coloro che commerciano.

Dimostrazione:
Postulato 1- il sapere è potenza: S = P
Postulato 2 – il tempo è denaro: T = D

Dalla fisica sappiamo che : P = L / T dove L è il lavoro

Ne segue che: S = L / T
Dato che T = D sarà S = L /
D
da cui: D = L / S

Quando S tende a zero, D tende a infinito indipendentemente dal lavoro svolto.

Conclusione: meno sai, più guadagni. E viceversa.

tratto da lezioni Epistemiologia.

2 comments Venerdì, 23 Marzo, 2007

Giovanni Allevi

Giovanni Allevi ospite da Fabio FazioGiovanni Allevi ospite da Fabio FazioGiovanni Allevi: …avevo 4 anni, ho suonato in piano e ho avuto la sensazione che un grosso faro mi si accenderre dentro…

Add comment Martedì, 20 Marzo, 2007

Ladra di biro spudorata

Oggi pomeriggio, martedì, mi sono arrabbiata e mi sono sentita offesa per il gesto disonesto di una persona, una ladra di biro.
Avevo una biro di plastica nuova, dal costo di 0.10 E. caduna.
L’ho lasciata incostudita sopra i fogli degli appunti… tornando non c’era più. Guardo per terra, la cerco, ma è sparita! Davanti a me, una ladra di biro, fa finta di niente.
Io la chiamo e le chiedo se ha visto la mia biro —che non la trovo più—. Lei, fa finta di cercarla, e con la faccia come la CARTA VETRO, fa finta di essere interessata altrove. E poi si mette a scrivere con la mia biro (riconosciuta da un graffio sul cappuccio). Alla fine se la mette nella borsa e se ne va. Tutto davanti ai miei occhi… e io la guardavo, con le braccia incrociate, per vedere fino a che punto aveva il coraggio di essere una merda.
Disonesta, ladra e bugiarda! Non è per il costo che sono offesa, ma per la disonestà di questa persona!
L’ho chiamata perché volevo vedere che muso aveva nel rispondermi…
Ma voi cosa avreste fatto, se non trovate più la penna lasciata sul tavolino e poi la vedere in mano a quella che scrive davanti a voi!
Ti voglio dire, cara ladra di biro, che se avevi bisogno io ti prestavo volentieri… non avevi bisogno di rubare e poi mentire per 10 centesimi. La biro di plastica te la puoi pure tenere, ma sappi che io penso che sei una persona schifosa!

Prova a pensare che la tua coscienza e la tua immagine forse valgono di più di 10 centesimi.

Add comment Martedì, 13 Marzo, 2007

Immaginazione e conoscenza

“L’immaginazione è più importante della conoscenza”
(Albert Einstein)

PS: Siamo dello stesso parere. E soprattutto, abbiamo lo stesso ordine sulla scrivania… ;-P

Add comment Martedì, 13 Marzo, 2007

Post delle parole crociate


Ci sono delle gerarchie nella vita…
Sappiate fare una classifica delle cose importanti e delle cose non importanti…
Sappiate discernere le priorità della vostra vita.
Prof. Ezio Roletto.

Add comment Venerdì, 9 Marzo, 2007

In nome del Papa re

In nome del Papa re
Un film di Luigi Magni.
Con Nino Manfredi, Carmen Scarpitta, Danilo Mattei, Rosalino Cellamare, Giovannella Grifeo, Carlo Bagno, Ettore Manni, Salvo Randone, Camillo Milli, Giovanni Cianfriglia, Gabriella Giacobbe, Renata Zamengo.
Genere Drammatico, Italia 1977.

Tutte le volte che vedo questo film è un regalo….
Anche ieri pomeriggio, l’ennesima visione mi ha lasciato felice di scoprire e riscoprire ogni volta un film capolavoro, e un grande Nino Manfredi, unico e irresistibile.

[davanti ad un ragazzino biondo, alias Ron]
- Non ci caschi, monsignore. Sembrano angeli dal di fuori, ma dentro sono demoni….
- Mica come noi… che sèma dèmoni dentro e fori!

Mi fanno impazzire tutte le volte i battibecchi con il perpetuo…. e quando va nella cella del carcere per liberare il figlio arrestato: – Ma Monsignore, se voleva venire fuori , me lo portavo via io da solo!!!!! …

E poi la SCENA magistrale! Che io chiamo la scena di “EH so’ li gatti!!!
che io reputo una scena “geniale”, come sono un grande regista sa fare…..

- Non si preoccupi, dottò, che noi ci vedeno come lì gatti!

Sentiamo il rumore della caduta. La caduta la vede solo Manfredi davanti la scala buia… e noi “immaginiamo” il ruzzolone dei tre uomini con gli occhi di Manfredi, che allarga le braccia
in un gesto composto e sconsolato

Risponde alla domanda “Che è successo?” con un “EH so’ lì gatti!” che è un misto di
  • Chi vuoi che siano… è logico che sono loro! se porti un uomo in braccio giù da una scala buia, finisci che inciampi!
  • Come possono esistere uomini tanto stupidi da pensare di portate un uomo in braccio giù da una scala buia e non cadere!
Io la trovo la scena più divertente che ho visto in un film. Una meravigliosa sinergia fra la bravura e il talento di attore-regista.

2 comments Martedì, 6 Marzo, 2007

Ø∞ Cielo e terra a confronto Ø∞ (Odio la cialtroneria)

Cielo e terra a confronto.
Ø Ø Ø Ø Ø Ø Ø Ø Ø Ø Ø Ø Ø Ø Ø Ø Ø Ø
∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞
Ø∞ Ø∞ Ø∞ Ø∞ Ø∞ Ø∞ Ø∞ Ø∞ Ø∞ Ø∞ Ø∞ Ø∞

Ø “zero” e “infinito” ∞ accanto.

Quando mi stai vicina, questa è la sensazione. Quando mi parli. Vedo il fondo di un baratro. Perché c’è differenza fra essere semplice ed essere vuota, perché c’è differenza fra essere inesperto e tonto, fra naturale e inetto.
E lui se n’è accorto, e te lo ha detto…. nulla di più vero e schietto. Dovresti temere invece le persone che pensano che sei stupida, banale e tonta e non te lo dicono.
Io da parte mia mi scompiscio dal ridere… Questo è quando mi parli e fai i tuoi discorsi senza senso, parli senza considerare i pro e contro, senza fare inferenze, senza immaginarti le conseguenze delle tue azioni.

In questo caso, il mio collega si sbagliava: non è che i giudizi vengono dati a priori in funzione di…. ma è che vi meritare lo grado più basso per la vostra voglia “di far niente”, il vostro menefreghismo, il disinteresse e la noncuranza, in poche parole la SCIATTERIA.
Guardo sul vocabolario il significato di sciatteria:

Lemma sciatteria
Sinonimi/Contrari 1 (l’essere sciatto) Sin. sciattezza, trasandatezza, trascuratezza, incuria, negligenza, disordine Contr. cura, accuratezza, scrupolo, diligenza, ordine
2 (cosa sciatta, atto di persona sciatta) Sin. sciattezza, raffazzonatura.

Ø Ø Ø Ø Ø Ø Ø Ø Ø Ø Ø Ø Ø Ø Ø Ø Ø Ø
∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞
Ø∞ Ø∞ Ø∞ Ø∞ Ø∞ Ø∞ Ø∞ Ø∞ Ø∞ Ø∞ Ø∞ Ø∞


Io credo nella persona che vuole fare fino in fondo le cose in cui crede, anche scalando una montagna se è necessario. Gianni Amelio, regista.

Brani tratti da una Intervista a GIANNI AMELIO (regista): Mio padre, precario a vita

Ora sta lavorando a “La stella che non c’è”, il film intepretato da Sergio Castellitto …..
…. il protagonista scopre che nella macchina che i cinesi hanno comprato e installato c’è un difètto, un pezzo, una “stella“, che non c’è. E parte per la Cina, senza sapere in quale delle tante acciaierie del paese la macchina sia stata installata, per cercarla e riparare il guasto, correggere l’errore.

«È un film contro la cialtroneria -‚ ci ha raccontato Amelio -. Un film sulla necessità di fare le cose bene, qualsiasi cosa. Il protagonista è una sorta di Don Chisciotte che combatte non contro i mulini a vento, ma contro un vizio radicato nella mentalità di oggi, l’approssimazione. E che crede ancora nella manualità, nel fatto che la sua presenza sia indispensabile per riparare la macchina. Sono due perciò i sentimenti che lo muovono: l’idea che ancora oggi con le mani si lavori meglio che con cento macchine e l’orgoglio di un lavoro ben fatto. Ma – aggiunge il regista, che è già stato raggiunto a Shanghai dal protagonista, Sergio Castellitto -‚ questo è il tessuto interno, lo spinto del film, che ha un andamento spesso leggero, picaresco. E che richiede, prima di tutto, una lettura istintiva, emozionale».

Nostalgia come possibile chiave di lettura, ecco Bonavolontà che si batte contro la cialtroneria, il pressappochismo, contro un attuale diffusamente “fatto male”, ossia lontano da ogni principio etico (le leggi di mercato) a spese di masse operaie i cui frutti imitativi si riversano sulle bancarelle di ogni-dove. E che spaventa l’Occidente economico; le griffe imitate che insorgono sono solo la punta dell’iceberg.

Brani tratti dall’articolo
Amelio: Vincenzo non pretende tanto dalla vita, vorrebbe solamente che in questo mondo, sia in Cina sia in Italia, ci fosse rispetto per l’uomo, per la persona. Lui detesta la cialtroneria, l’approssimazione.
Mi permetta di aprire una piccola parentesi che riguarda il suo lavoro. Molti giornalisti hanno una specie di comandamento, che dice: “ricordati che domani, nella pagina dove tu hai scritto l’articolo, incarteranno il pesce”. Io ritengo che questa sia una pessima maniera di guardare al proprio mestiere. Nel momento in cui si scrive, a mio avviso, bisognerebbe pensare che quella pagina venga letta da qualcuno e che non serva solo ad incartare il pesce.
Beh, Vincenzo è una persona che la pensa in questo modo. Quando egli si mette in testa di fare una cosa, decide di farla al massimo delle sue capacità, con il massimo dell’impegno. Purtroppo lui si trova in un mondo dove tutti fanno le cose come capitano.
Per esempio: lui raccomanda ai cinesi di non usare la fiamma ossidrica per smontare la macchina poiché l’impianto si potrebbe danneggiare. Loro invece usano la fiamma ossidrica per fare prima, per accelerare i tempi. Vincenzo pensa e spera in un mondo che sia a misura d’uomo, a misura delle persona. Non è un caso che io lo veda sempre con le mani indaffarate ad aggiustare qualcosa. Aggiusta una macchina da cucire; all’inizio del film, di testa propria, costruisce la centralina danneggiata, e verso la fine del film tenta anche di aggiustare un giocattolo di plastica.
Si tratta di una persona che rivendica l’ingegno del singolo, opponendosi ad un mondo che va avanti a creare delle imitazioni, non dei prototipi. Come accade oggi in Cina, che commercia un milione di esemplari che sono però tutti finti, solo delle mere riproduzioni.

Add comment Giovedì, 18 Gennaio, 2007

Per tutte le single

Le donne sono come mele su un alberoLe donne sono come le mele sugli alberi.
Le migliori sono sulla cima dell’albero.

Gli uomini non vogliono arrivare alle migliori, perché hanno paura di cadere e ferirsi.
In cambio, prendono le mele marce che sono cadute a terra, e che, pur non essendo così buone, sono facili da raggiungere.

Perciò le mele che stanno sulla cima dell’albero, pensano che qualcosa non vada in loro, mentre in realtà “Esse sono grandiose”.
Semplicemente devono essere pazienti e aspettare che l’uomo giusto arrivi, colui che sia cosi coraggioso da arrampicarsi fino alla cima dell’albero per esse.

Non dobbiamo cadere per essere raggiunte, chi avrà bisogno di noi e ci ama farà di TUTTO per raggiungerci.
La donna uscì dalla costola dell’uomo: non dai piedi per essere calpestata, nè dalla testa per essere superiore. Ma dal lato, per essere uguale; sotto il braccio, per essere protetta, e accanto al cuore per essere amata…

“La terra ha musica per coloro che ascoltano” William Shakespeare

2 comments Domenica, 7 Gennaio, 2007

Un libro che sta lì per ricordarmi quello che in realtà noi siamo…

Elena6 , nel blog ScaffaleAperto mi porge il testimone di questa catena di citazioni libresche:

  • prendere il libro più vicino
  • sfogliare sino a pagina 123
  • contare le prime 5 frasi della pagina
  • riportare nel blog le 3 frasi seguenti
  • suggerire il gioco ad altri 3 blogger

Ho preso DAVVERO il libro più vicono, ma Novecento di Baricco non arriva alla pagina 123. Ho preso quello accanto sullo scaffale sopra il letto.

Un libro che sta lì per ricordarmi quello che in realtà noi siamo…
Sei personaggi in cerca di autore (Luigi Pirandello).

…..
Ehi, elettricista, spegni tutto!

Non avrà finito di dirlo, che il teatro piomberà per un attimo nella più fitta scurità.

Eh, perdio ! Lasciamo almeno accesa una lamopadina, per vedere dove metto i piedi!
…..

1 comment Venerdì, 5 Gennaio, 2007

Una tv da schifo e la risposta di un grande cervello.

Karl Raimund Popper (1902 – 1994), filosofo austriaco di nascita, britannico d’adozione.
Violenza e TV


DOMANDA: Sono state fatte obiezioni contro le sue proposte di regolamentazione dell’informazione televisiva. Molti, ad esempio, giudicano paradossale che un liberale come lei affermi la necessità di limitare la libertà di espressione. Che cosa ne pensa?

Perché dovrebbe essere antiliberale o paradossale, per un liberale come me, affermare la necessità di limitare la libertà? Ogni libertà deve essere limitata. Non esiste libertà che non abbia bisogno di essere limitata. Dovunque ci sia libertà la miglior forma di limitazione è quella che risulta dalla responsabilità dell’uomo che agisce: se è un irresponsabile cadrà sotto i colpi della legge. La sua libertà sarà limitata dalla legge, se necessario anche per tutta la durata della sua vita. Certo noi speriamo che una tale necessità sparisca un giorno. E’ questo che definisce lo sviluppo della civiltà: aumentare il grado di incivilimento e ridurre la necessità di imprigionare delle persone per tutta la vita. In ciò si vede lo sviluppo di una civiltà. Ma ciò non vuol dire affatto che sia paradossale per un liberale come me affermare che bisogna limitare la libertà di espressione.
Karl Raimund Popper, filosofo
DOMANDA: Lei pensa che i princìpi di regolamentazione dovrebbero valere non solo per i lavoratori della televisione, ma anche per quelli del cinema e della radio?

La mia proposta è questa: fondare una istituzione come quella che esiste per i medici. I medici si controllano attraverso un Ordine: la cosa non riesce sempre perfettamente. Ci sono medici che fanno gravi errori e medici che commettono dei crimini. Ma ci sono sempre le regole elaborate dall’Ordine. Beninteso, il Parlamento ha un potere legislativo superiore a quello dell’ordine dei medici. In Germania e in Inghilterra questa istituzione si chiama Camera dei medici. Sul loro modello si potrebbe creare un Istituto per la televisione. La mia proposta è che tutti coloro che lavorano per la televisione siano registrati provvisoriamente come membri dell’Istituto per la televisione. In seguito dovrebbero partecipare a una serie di corsi per sensibilizzarsi al pericolo che la televisione fa correre ai bambini, agli adulti e all’insieme della nostra civiltà. Così molti scoprirebbero aspetti ignorati della propria professione e sarebbero indotti a considerare in modo nuovo la società e il vostro ruolo. Ritengo che in un secondo tempo dovrebbero sostenere un esame per controllare se si sono impadroniti delle idee fondamentali. Superato l’esame, dovrebbero prestare giuramento come i medici: dovrebbero promettere di tenere sempre presenti quei pericoli e di agire di conseguenza in modo responsabile.

Tratto dall’intervista “Televisione e violenza” – Inghilterra, Kenley, abitazione Popper, martedì 13 aprile 1993

Nota del blogger: Anche io mi tengo la testa….

Add comment Giovedì, 4 Gennaio, 2007

Una tv da schifo e la risposta di un grande cervello.

Karl Raimund Popper (1902 – 1994), filosofo austriaco di nascita, britannico d’adozione.
Violenza e TV


DOMANDA: Sono state fatte obiezioni contro le sue proposte di regolamentazione dell’informazione televisiva. Molti, ad esempio, giudicano paradossale che un liberale come lei affermi la necessità di limitare la libertà di espressione. Che cosa ne pensa?

Perché dovrebbe essere antiliberale o paradossale, per un liberale come me, affermare la necessità di limitare la libertà? Ogni libertà deve essere limitata. Non esiste libertà che non abbia bisogno di essere limitata. Dovunque ci sia libertà la miglior forma di limitazione è quella che risulta dalla responsabilità dell’uomo che agisce: se è un irresponsabile cadrà sotto i colpi della legge. La sua libertà sarà limitata dalla legge, se necessario anche per tutta la durata della sua vita. Certo noi speriamo che una tale necessità sparisca un giorno. E’ questo che definisce lo sviluppo della civiltà: aumentare il grado di incivilimento e ridurre la necessità di imprigionare delle persone per tutta la vita. In ciò si vede lo sviluppo di una civiltà. Ma ciò non vuol dire affatto che sia paradossale per un liberale come me affermare che bisogna limitare la libertà di espressione.
Karl Raimund Popper, filosofo
DOMANDA: Lei pensa che i princìpi di regolamentazione dovrebbero valere non solo per i lavoratori della televisione, ma anche per quelli del cinema e della radio?

La mia proposta è questa: fondare una istituzione come quella che esiste per i medici. I medici si controllano attraverso un Ordine: la cosa non riesce sempre perfettamente. Ci sono medici che fanno gravi errori e medici che commettono dei crimini. Ma ci sono sempre le regole elaborate dall’Ordine. Beninteso, il Parlamento ha un potere legislativo superiore a quello dell’ordine dei medici. In Germania e in Inghilterra questa istituzione si chiama Camera dei medici. Sul loro modello si potrebbe creare un Istituto per la televisione. La mia proposta è che tutti coloro che lavorano per la televisione siano registrati provvisoriamente come membri dell’Istituto per la televisione. In seguito dovrebbero partecipare a una serie di corsi per sensibilizzarsi al pericolo che la televisione fa correre ai bambini, agli adulti e all’insieme della nostra civiltà. Così molti scoprirebbero aspetti ignorati della propria professione e sarebbero indotti a considerare in modo nuovo la società e il vostro ruolo. Ritengo che in un secondo tempo dovrebbero sostenere un esame per controllare se si sono impadroniti delle idee fondamentali. Superato l’esame, dovrebbero prestare giuramento come i medici: dovrebbero promettere di tenere sempre presenti quei pericoli e di agire di conseguenza in modo responsabile.

Tratto dall’intervista “Televisione e violenza” – Inghilterra, Kenley, abitazione Popper, martedì 13 aprile 1993

Nota del blogger: Anche io mi tengo la testa….

Add comment Giovedì, 4 Gennaio, 2007

Umberto Eco il saggio

Il computer non è una macchina intelligente che aiuta le persone stupide, anzi è una macchina stupida che funziona solo nelle mani delle persone intelligenti.
Umberto Eco (1932 – vivente), scrittore e semiologo italiano.

Ma poi mi rendo conto che il problema della Stupidità ha la stessa valenza metafisica del problema del Male, anzi di più: perché si può persino pensare (gnosticamente) che il male si annidi come possibilità rimossa del seno stesso della Divinità; ma la Divinità non può ospitare e concepire la Stupidità, e pertanto la sola presenza degli stupidi nel Cosmo potrebbe testimoniare della Morte di Dio. (da L’Espresso, 20 luglio 2006, n. 28 anno LII, p. 170)

Add comment Lunedì, 11 Dicembre, 2006

Umberto Eco il saggio

Il computer non è una macchina intelligente che aiuta le persone stupide, anzi è una macchina stupida che funziona solo nelle mani delle persone intelligenti.
Umberto Eco (1932 – vivente), scrittore e semiologo italiano.

Ma poi mi rendo conto che il problema della Stupidità ha la stessa valenza metafisica del problema del Male, anzi di più: perché si può persino pensare (gnosticamente) che il male si annidi come possibilità rimossa del seno stesso della Divinità; ma la Divinità non può ospitare e concepire la Stupidità, e pertanto la sola presenza degli stupidi nel Cosmo potrebbe testimoniare della Morte di Dio. (da L’Espresso, 20 luglio 2006, n. 28 anno LII, p. 170)

Add comment Lunedì, 11 Dicembre, 2006

Mario Monicelli Il Genio al Servizio Dell’Arte.

«Il cinema non morirà mai, ormai è nato e non può morire.
Morirà la sala cinematografica, forse,
ma di questo non mi frega niente»
Mario Monicelli

1 comment Venerdì, 8 Dicembre, 2006

Mario Monicelli Il Genio al Servizio Dell’Arte.

«Il cinema non morirà mai, ormai è nato e non può morire.
Morirà la sala cinematografica, forse,
ma di questo non mi frega niente»
Mario Monicelli

2 comments Venerdì, 8 Dicembre, 2006

Con un dettaglio riesce a comunicare il tutto.

Quanto mi piace quest’uomo!
Starei ore ad ascoltarlo parlare… ti spiega tutto bene, e tu capisci tutto quando parla! Arnaldo Colasanti in televisione

…con un dettaglio riesce a comunicare il tutto. Questa è la bellezza… in realtà quando noi viviamo quando noi vediamo le cose non guardiamo mai le cose per intero, abbiamo sempre bisogno di DETTAGLI. Precediamo attraverso i dettagli per ricostruire una immagine. E questo lo facciamo sempre perché noi esseri umani abbiamo bisogno dei dettagli per relativizzare tutto per capire l’assoluto. Se noi avessimo un incontro totale con l’assoluto, noi saranno inceneriti Quando abbiamo il dolore, l’assoluto, noi stiamo male. Abbiamo bisogno di piccoli bene….di piccole gioie per capire. [Arnaldo Colasanti].

Add comment Venerdì, 17 Novembre, 2006

Con un dettaglio riesce a comunicare il tutto.

Quanto mi piace quest’uomo!
Starei ore ad ascoltarlo parlare… ti spiega tutto bene, e tu capisci tutto quando parla! Arnaldo Colasanti in televisione

…con un dettaglio riesce a comunicare il tutto. Questa è la bellezza… in realtà quando noi viviamo quando noi vediamo le cose non guardiamo mai le cose per intero, abbiamo sempre bisogno di DETTAGLI. Precediamo attraverso i dettagli per ricostruire una immagine. E questo lo facciamo sempre perché noi esseri umani abbiamo bisogno dei dettagli per relativizzare tutto per capire l’assoluto. Se noi avessimo un incontro totale con l’assoluto, noi saranno inceneriti Quando abbiamo il dolore, l’assoluto, noi stiamo male. Abbiamo bisogno di piccoli bene….di piccole gioie per capire. [Arnaldo Colasanti].

Add comment Venerdì, 17 Novembre, 2006

Silenzio confusione

In una puntata di Che tempo che fa, Baglioni, intervistato da Fabio Fazio, raccontava che lui scrive le sue canzoni e i suoi testi, nel rumore, nel frastuono, mentre molti suoi colleghi devono estraniarsi nel silenzio totale…. Perché, diceva, nel frastuono rimangono le cose migliori, rimangono solo le cose che valgono come se il trambusto si portasse via con sè le cose futili e le idee vuote.
Ha un senso..

Add comment Sabato, 11 Novembre, 2006

Ora solare

Tornati all’ora solare…
Io lo sapevo. Ad ogni cambio dell’ora accade sempre la stessa scena.
Tu dici:
- L’orologio a parete non funziona più. Ho cambiato la pila ma non va lo stesso.
Io lo so che il tic tac ha smesso di funzionare perchè lo hai toccato per cambiare l’ora solare/legale.
Quando si sistema l’ora nell’orologio a parete, ma anche quelli a polso, si deve far girare le lancette sempre il senso orario. Perchè se no si disincastra il meccanismo dentro e non va più. Le rotelle sono fatte per far girare le lancette in senso orario, se sono forzare a girare al contrario, le rotelle dell’ingranaggio si ingranano più.
Così stamattina mente non c’eri, ho preso l’orologio e gli ho dato un bel pugno sopra. Un bel pugno come quello che dava Fonzie al Juke-box.
- Ma ti come hai fatto a farlo funzionare di nuovo?
- Gli ho dato un pugno e ha ripreso a funzionare.
Con le maniere dolci si ottiene tutto.
Mi sono troppo sentita Fonzie.

Hey!!!!

1 comment Venerdì, 3 Novembre, 2006

Paulo Coelho

Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni.

Paulo Coelho, poeta e scrittore brasiliano.

Sì… celapossofare

celapossofare-celapossofare..

Ho detto che celapossofare!!!

Ho una paura fottu…ssima.

MA celafaccio. Tutto attaccato.

AG.

Come dicevo ad agosto nel post Dove vai?

“…Il coraggio dei sogni, la razionalità dei sogni.

Una volta credevo nel coraggio dei sogni, ora penso che sia più giusto dire la razionalità dei sogni…”

1 comment Domenica, 8 Ottobre, 2006

Paulo Coelho

Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni.

Paulo Coelho, poeta e scrittore brasiliano.

Sì… celapossofare

celapossofare-celapossofare..

Ho detto che celapossofare!!!

Ho una paura fottu…ssima.

MA celafaccio. Tutto attaccato.

AG.

Come dicevo ad agosto nel post Dove vai?

“…Il coraggio dei sogni, la razionalità dei sogni.

Una volta credevo nel coraggio dei sogni, ora penso che sia più giusto dire la razionalità dei sogni…”

2 comments Domenica, 8 Ottobre, 2006

Questo pomeriggio ho letto il post di Cecia (S come sensibilità)

Le fiabe dicono più che la verità.
E non solo perchè raccontano che i draghi esistono,
ma perchè affermano che si possono sconfiggere.

Gilbert Keith Chesterton (scrittore e giornalista inglese).

[... detesto usare questo posto per sfogarmi, mi irrita, mi fa sentire stupida e patetica e anche terribilmente irriconoscente ma se non scrivo scoppio. Scoppio sul serio....]tratto dal blog di Cecia Bittersweetsymphony

Non sentirti né stupida ne patetica…

Questo pomeriggio ho letto il post di Cecia. Volevo scriverle un commento, e ho iniziato a scarabocchiare i miei pensieri su un block note, quelli piccoli piccoli, larghi 8 cm, che servono di solito per la lista della spesa. Ma poi un misero foglietto non bastava come commento… e ho capito che quello che lei aveva scritto era troppo grande per stare dentro ad un commento.

Non sentirti né stupida né patetica… ma solo umana e coraggiosa.

La scrittura FA ATTRAVERSARE i rimorsi
e non solo questo,
la scrittura è molto di più
(Ginevra Bompiani).

(e molto altro di più …aggiungo io)

Giusto. Io ho iniziato a scrivere il mio blog da pochi mesi, ma mi rendo conto che è terapeutico, che ” sto meglio “: il solo fatto di scrivere le mie cose, le svolge, le libera…. come se avessero le ali, per questo ho chiamato il mio blog Pensieri con le Ali.
Come prendere la chiave e aprire una porta, certe volte i pensieri corrono fuori come vivaci scolari alla fine della scuola, tutti fuori dall’atrio… sKatenati!
Certe volte fanno fatica e tu rimani lì con la chiave in mano ad aspettarli, come una brava Tata in attesa di abbracciarli e sentire cosa hanno da dirti.
Mi è sempre piaciuto in autunno, fare il giro dei termosifoni con un pentolino, quando si accende il riscaldamento, e dalle valvole esce l’aria con forza, con pressione, da una piccola valvolina, la tieni aperta finché scoppietta, sbuffa e sputa con violenza l’aria dell’impianto idraulico. Finché, a furia di sputacchiare aria e acqua, esce solo l’acqua… allora chiudi, e il termosifone inizia a scaldarsi.n
Battere i tasti correndo dietro i pensieri é la mia valvola di sfogo e quando clicco sul pulsante Pubblica Post è come quando apro la valvolina del termosifone. Poi aspetto di godermi il calduccio. E sto meglio.

[E non dovrei essere contenta di scappare da questo problema, ma dovrei fare qualcosa perchè altrimenti vuol dire che non è cambiato niente, che cambiano gli scenari ma sono sempre la stessa e quella che sono non mi piace. Sono stanca di sentirmi sempre quella cattiva e quella che sbaglia. ]

Mi ha fatto soffrire il suo post perchè mi ha ricordato quando io vivevo in un monolocale a Milano, da sola, all’inizio non avevo neanche il letto. Dormivo nel sacco a pelo per terra, senza mobili, senza la cucina… c’eravamo solo io e un rettangolo di stanza.

[Sono stanca perchè questo è tutto quello che ho sempre voluto ma non sono abbastanza brava da coglierlo, da godermi ogni minuto e forse non è solo colpa mia ma. Sono stanca perchè mi guardo e vedo qualcosa che non mi piace, e domani avrò ancora voglia di migliorare e pensare che posso farcela ad essere una bella persona, ma adesso mentre mi guardo vedo solo qualcosa di imperfetto, sbagliato e brutto. E non mi guardavo così da tanto tempo, che quasi non ricordavo quanto faceva male.]

…..Leggere certe cose mi ha ricordato le sensazioni della mia vita da sola, le difficoltà di affrontare una cosa che mi piaceva ma nello stesso tempo mi pareva grande, più grande di me. Le difficoltà di affrontare tutte le cose nuove, tutte… di giorno l’ambiente lavorativo nuovo e sconosciuto, e di notte i rumori di un posto che non conoscevo, e facevo fatica a dormire.

Io contadina e montanara, stavo in mezzo al cemento, in mezzo al rumore.
Ripenso ai giorni di Milano, a come stavo appassendo a poco a poco, come una pianta senza acqua.
Mi ha ricordato quando a Milano, una sera, mi sono messa a piangere al telefono con mia sorella, e lei talmente agitata voleva prendere la macchina e venire da me. Non sono una che piange invano, e per lei è stato scioccante, la capisco: io ai suoi occhi sono sempre stata la sorella più grande, quella “forte”, il punto di riferimento….
….ma io avevo così bisogno di sentire vicino qualcuno, una voce conosciuta e parlare delle cose nostre normali, abituali e consueti, col nostro linguaggio. Perché, in fondo, sono queste solite cose quotidiane che fanno i legami più stretti e importanti, e quando sei via, lontana, ti mancano e ti sembra che tutto ti manchi.

Bhe! mi è bastato sentirmi dire: “Oddio, non posso sentirti così, io adesso prendo la macchina e vengo da te”. Alle volte basta sentirsi dire questo, cioè sentirsi amati, per farsi coraggio da soli.

Mi ha ricordato quel pomeriggio seduta nella sala d’aspetto di Milano Centrale, mi è venuto da piangere, per la stanchezza, per il male fisico che avevo ad una ciste, e per il senso di smarrimento e ansia, di “non avere più punti di riferimento”

e piangevo… cercando di nasconderlo in mezzo alla gente.

Quando mio fratello mi ha porto un fazzoletto di carta, con un gesto tenero e discreto, come se avesse timore di entrare nel mio dolore, ma con il desiderio di fare qualcosa per me. Ecco! quella tenerezza dal mio fratello più piccolo, è stato il gesto più bello ricevuto da lui. E per me indimenticabile, ancora oggi, a distanza di 6 anni mi intenerisce: ho sentito il suo affetto chiuso dentro un gesto. (Come è possibile ciò?)
Io oggi mi sono sentita così leggendo il post di Cecia di sabato 7 ottobre. E idealmente volevo porgerle un fazzoletto… e farle sentire

la stessa comprensione discreta e delicata,
e la stessa vicinanza riguardosa e sobria
, che io avevo sentito allora.

[Sono stanca perchè le persone continuano ad andarsene, perchè c'era un amico e adesso non c'è più e inizio a pensare che sia colpa mia, che mi invento sul serio rapporti che non ci sono solo perchè ho bisogno di credere qualcosa. Sono stanca perchè quell'amico per me era importante e invece sono scomparsa di nuovo dalla vita di qualcuno come se niente fosse, in cinque minuti, e questo mi ha fatta sentire sola, mi ha fatta sentire un'attrice non protagonista nella vita delle persone che amo e perfino nella mia.]

Mi ha ricordato tutte le persone che se ne sono andate, che mi chiamavano Annina o Trottolannina e poi sono sparite. Mentre io ci tenevo a loro. Anche io all’inizio pensavo che “fosse colpa mia”, che avevo qualcosa che non andava, che avevo qualcosa in meno delle altre, ma poi ho capito, che a volte succede che la gente se ne va e non è colpa tua….. Ma se io mi sono comportata bene e non ho fatto la stronza, nessuno ha colpa, io ho la coscienza a posto. Con un amico non sono stata leale, l’ho perso, e allora l’ho chiamato: gli ho detto “scusa”, spiegando il mio punto di vista e augurando tutto il bene del mondo…. perchè non voglio lasciarmi dietro rancori od odi. Faccia pure la sua strada senza di me, che io faccio la mia, ma nella più serena condizione di “non rancore”.

[che se la gente se ne va se è così facile dimenticarmi, se ci vuole così poco vuol dire che mi manca qualcosa ]

Ho imparato a vedere le cose da una angolazione diversa, ho imparato che si ci incontra ma si ci lascia, e questo non significa che mi manca qualcosa, o che sono strana, o che ho qualcosa che non va. Semplicemente quella persona non era sulla mia frequenza, non era sintonizzata con me e con le mie cose, coi miei moti dell’animo, che vanno e vengono come le onde del mare. Mi ha dimenticato in fretta, certo… Come accade con una radiolina non sintonizzata sulla stazione giusta, non capisci niente e dopo un po’ ti stufi di continui fruscii, lui non sentiva le cose che dicevo e non capiva… e viceversa io.

Sarò viva finché riuscirò a guardare
LE COSE e il mondo da diverse angolazioni
Finché pioggia e sole mi batteranno in faccia
In un giorno d’estate senza sopraffarsi
Domani se suona la sveglia tu lasciami dormire
Domani se non sono sola tu lasciami sognare ancora…
[Domani L'Aura, da Okumuki (2006)]

[E domani forse andrà tutto bene. Domani forse avrò ancora voglia di metterci l'anima in ogni cosa e di vedere quanto sono fortunata, quante cose stupende ho, perchè so di averle. Domani forse non sentirò più il bisogno di scrivere un post così patetico e ingrato nei confronti di tutti quelli che ci sono e della mia vita..]

E sono sicura che lei ha tante persone accanto che le vogliono bene e che non è sola… ma mi spiace, soffro un po’ nel leggere questo malessere che sta provando, che so che è passeggero..

[...e io non mi detesterò perchè non riesco ad essere la solita Cey in una giornata in cui tutti si sforzano di sorridere e sono stupendi.]

Le pessone sensibili (sto parlando di me) è come se avessero delle antenne potenziate al massimo, che captano tutti i segnali e li amplificano, “sentono molto di più” delle altre persone. Sono molto più ricettivi degli altri, si muovono con un minimo alito di vento….. questo le rende più FRAGILI, ma insieme molto più PREZIOSE.

[Sì domani andrà meglio e non ci saranno più post come questi che scrivere mi costa davvero tanto. Forse.]

Le sue sensazioni sembrano tanto le mie… che era l’anno 2000. Se è vero che le sue sensazioni mi ricordano tanto il mio inizio in un monolocale milanese allora, posso orare dire che…
Io penso che giorno dopo giorno, andrà sempre meglio… con difficoltà a volte, ma sempre meglio, fra alti e bassi certamente, ma sempre meglio….. fino ad un giorno magico in cui si accorgi che “tutto è a posto”, che sei tu. E sei unica e vai bene così, anche con i difetti, e impari a perdonarti le cose che non vanno, ad essere di maglia larga per alcune cose e a riconoscere le cose che devono essere limate e aggiustate. Ma solo poche cose: perchè non è scritto da nessuna parte che tutto deve essere perfetto, che tutto deve essere ordinato e preventivato e ORGANIZZATO.

Ho imparato a capire che non tutto deve essere organizzato.
Ho imparato a non saltare pasto, e a tenere sempre una merendina nella borsa per le emergenze… perchè la stanchezza fisica fa brutti scherzi e ti fa vedere le cose più brutte di quelle che sono in realtà, dipinge tutto di nero.
Ho imparato a farmi una risata… si impara relativizzare tutto. Certo ci sono i grandi dolori e le grandi gioie, per il resto bisogna relativizzare tutto.
Ho imparato ad accettare che non sempre si è OK, ma va bene anche così, senza detestarsi, in mezzo agli altri che “si sforzano di sorridere e sono stupendi.”
Ho imparato che NON SEMPRE è COLPA MIA, ma le cose accadono anche da sole….
Ho imparato a non vergognarmi più nella gioia che provo a ballare la mia canzone preferita da sola nella mia stanza, a saltare pensando solo alla musica e lasciando andare il corpo dove vuole, farcendo salti e piroette (anche se il mio corpo non è quello di una danzatrice nè quello di una velina… ma chi se ne frega!) perchè è il mio modo di dire: sto bene!!! sto bene!!! e seguo la chitarra sottolineando gli accordi e lasciandomi trasportare…. senza sentirmi patetica o ridicola.
Ho imparato che la famiglia è la cosa più importante, ma che può anche rivelarsi l’inferno sulla terra.
Ho imparato che non si può sempre essere allegre e splendide, ma Paolo Rossi mi strappa sempre una risata… anche quando ho il broncio.
Ho imparato che quando sono stanca devo riposarmi… se no va sempre peggio! Quando sono stanca non connetto più e vedo tutto nero.
Ho imparato che a volte bisogna “lasciare che le cose vadano come vanno”: in poche parole “lascia bollire”, a fregarmene un po’ di più, anche se sembra brutto dirlo, ma a volte bisogna fere così, per non impazzire.
Ho imparato a imparare dai bambini.
Ho imparato a pranzare alle 14, così posso sentire alla radio Fiorello e Baldini in Viva Radio 2.
Ho imparato a capire che è tramite i post dolorosi come quelli che ha scritto lei che si cresce e si diventa una “bella persona”.

Io dico che sei sulla strada giusta. Coraggio, coraggio, coraggio. Accadrà.

E la vita in cui abiti
Niente meno e niente più
Sembra un posto in cui si scivola
Ma queste cose le sai meglio tu
Cosa vuoi che sia passa tutto quanto
Solo un po’ di tempo e ci riderai su
Cosa vuoi che sia… ci sei solo dentro
Pagati il tuo conto e pensaci tu
Chi ama meno è meno fragile: tutti dicono così
Ma gli occhi fanno quel che devono solo tu puoi non accorgerti
E il mondo che ti dice: tu pensa alla salute che c’è chi pensa a quello a cui non pensi tu
E il mondo che ti dice: tu pensa alla salute che c’è chi pensa a quello a cui non pensi tu
Cosa vuoi che sia passa tutto quanto
Solo un po’ di tempo e ci riderai su…

[Ligabue]

Add comment Sabato, 7 Ottobre, 2006

Neuroni a specchio.

Lo specchio nel cervello
Uno specchio nella mente

Dovete sapere che io sono una affezzionatissima di SUPERQUARK, la mitica trasmissione di Piero ed Alberto Angela. Cito da SuperQuark:

Neuroni a specchio.
Scoperta italiana delle neuroscienze, che potrebbe spiegare tante cose del nostro cervello in quanto, l’Imitazione è la base di tanti apprendimenti.

L’esempio forse più clamoroso dell’azione dei neuroni a specchio sembrano essere i Comportamenti automatici del neonato che imita i comportamenti, si spiegano così altri comportamenti involontari di imitazione fra i quali la Frenata a vuoto del passeggero, i calci in aria degli spettatori della partita di calcio….

È dimostrato da esperimenti scientifici che quando una persona osserva delle azioni eseguite da un altro indivisdio di attivano nel suo cervello le stesse aree che sono responsabili della esecuzione di quella stessa azione quando è lui a compierla.
Questo consente di comprendere le azioni compiute dagli altri come se fossero viste dall’interno, in pratica questo consente di relazionarci con gli altri, e di interagire con essi.

Professor Rizzolatti è lo scopritore dei neuroni a specchio:
“Il sistema dei neuroni a specchio non solo fa capire che uno sta prendendo un oggetto che m a fa capire anche l’intenzione, il perché una bambina cogli un fiore o piglia un sasso per gettarlo o rompere una noce?
Questo sistema ci dà non solo che cosa fa ma anche l’intenzione e quale sarà la sua mossa successiva e questo deve essere stato probabilmente il vantaggio evolutivo che ci ha portato i primati ad avere questo sistema e questo è molto bello perché permette di spiegare in termini neurali molto semplici un processo che teoricemante è estremamente complesso cioè capire le intenzioni degli altri.
Successivamente abbiamo visto che il sistema dei neuroni a specchio vale anche per le EMOZIONI.
I neuroni a specchio sembrano spiegare moltissimi comportamenti emotivi per es. la tristezza che sorge alla vista del dolore altrui …
Le emozioni create dal balletto e dal teatro …
L’ansia e la tensione dovuta all’osservazione di altri impegnati in azioni pericolose …
Le reazioni suscitare da situazioni non molto eleganti come i conati di vomito …
Il coinvolgimento nelle parti degli attori generato al cinema da scene particolari …
Per dimostrare le basi neurologiche nel coinvolgimento delle emozioni altrui è stato fatto un esperimento dell’olfatto.
Cose succede quando una persona sente un’odore? A vari studenti posti dentro un apparecchio di risonanza magnetica è stato fatto fiutare un cattivo odore. Gli spessi hanno visto proiettare immagini di persone disgustare dal cattivo odore
In una parte del loro cervello si attivavano le stesse parti, sia quando fiutavano l’odore sia quando vedevano la reazione emotiva di disgusto nelle facce del filmato.

Quindi io capisco le emozioni degli altri perché io stesso mi emoziono, nel momento in cui io vedo emozione in te anche io ho la stessa emozione.
L’esperimento dell’odore è stato allargato al sentimento del dolore.
È stato dimostrato che noi abbiamo un sistema di empatia con gli altri, nel momento in cui gli altri soffrono soffriamo anche noi.
Questo sistema dei neutonoi a specchio ha a che fare anche con l’altruismo?
Assolutamente, questo è una prova che noi abbiamo una base naturale per l’altruismo.
I neuroni a specchio sarebbero anche implicati nelle emozioni create dagli altri dal loro senso del tatto.
Quando osserviamo il corpo di un altro venire toccato non lo vediamo elusivamente con la parte visiva del nostro cervello, ma anche con la parte tattile. Quando vedo il corpo di un altro che viene toccato si attivano nel mio cervello le stesse regioni che normalmente si attivano quando io vengo toccato.

Add comment Martedì, 3 Ottobre, 2006

Horatio Caine CSI MIAMI

Tenente Horatio Caine
C’è una bambina impaurita, tu ti avvicini e le tendi la mano…. la tranquillizzi, non tanto con quello che dici ma COME lo dici. Il tono della tua voce è calmo, infonde sicurezza…. la bambina si fida di te.

La pancia lo sa. I bambini hanno i presentimenti…. sanno con chi hanno a che fare. Hanno dei presentimenti e riconoscono la persona che hanno davanti. [Mariarita Parsi Psicoterapeuta su LA7].


Non espone mai il privato, non risponde alle domande personali, sa che la vita è troppo labile.

Si muove lentamente Horatio, cammina con calma, anche nelle urgenze, sa che la verità è nascosta nei particolari, quelli più invisibili, quelli che gli altri non notano. Davanti al sospettato, il suo gesto di far scivolare sul tavolo le prove scientifiche e renderle visibili all’interessato è importante: è il tuo lavoro, è la tua forza, ma non la sbandieri apertamente o con arroganza, non sei mai arrogante di fronte al colpevole, hai pietà di lui, sei pungente e sottolinei il suo errore. Fai il gesto di passare la documentazione delle analisi come se non ti volessi sporcare. Hai un atteggiamento di superiorità verso il colpevole,…

Mi piace Horatio Caine. Guarda tutti con la testa inclinata dal basso verso l’alto, di traverso, come a voler cercare dietro l’angolo, come se volesse vedere le cose anche da un’altra angolazione. Dal basso verso l’alto, ma senza debolezze, e senza paure, con la sicurezza…..

L’efficacia di un dettaglio
Il valore di una ipotesi, l’emozione dell’intuito
….Bene, allora è meglio cominciare!
[
Tenente Caine CSI Miami]

Mi piace perché rincorre la giustizia, a costo di esporsi in prima persona, sorride sornione di fronte ai furbi, si toglie gli occhiali per guardarli in faccia e se li rimette con calma quando pensa, perche la verità non ha fretta, ma è sicuro che prima o poi uscirà fuori…. da qualche traccia.

È freddo e duro con i cattivi, tanto quando è dolce e protettivo con i deboli. Sa che la vita è il bene più prezioso, e quel cadavere su cui si china diventa il centro del suo impegno. Si togli egli occhiali, per rispetto e perché anche lui, eroe, è scoperto di fronte la morte.

Sai cosa so: quando cala la sera, la verità è l’unica cosa che ci resta. Tenente Caine CSI Miami.

Il tenente Horatio Caine, che guarda con la testa reclinata sulla spalla, si fida del suo ISTINTO, crede nel suo lavoro, è dedito al suo lavoro fino ad esporsi in prima persona. È un uomo onesto, giusto, fa il suo dovere, ha pietà. Horatio dice: NON devi preoccuparti – con dolcezza e – Le prove le troverò – con autorità. Poi si mette gli occhiali scuri, di fronte al mondo, per non farsi contaminate dal mondo. Non per nascondersi, ma per proteggersi dalla cattiveria e dall’ingiustizia del mondo.

Mi piace perché insegue la giustizia, è proteso verso la giustizia, non solo la ricerca, ma mette le vittime dell’ingiustizia al primo posto. Il suo sguardo è sempre di pietà per chi non c’è più e anche di fronte ad un caso risolto, non gioisce apertamente: ma pensa a chi non c’è più e alla sua famiglia. Lui pensa, forse, che per quel caso risolto ci sono altri mille casi d’ingiustizia che rimangono impuniti. Lui pensa a chi soffre.
È un uomo di profonda umanità, ma non lo fa mai vedere apertamente, non lo sbandiera; di grande sensibilità, ma fa il duro; le sue attenzioni sono sempre discrete, nota i sentimenti altrui, ma non è mai invadente. Lascia liberi gli altri di dire “sì o no”. Lui ti offre la sua mano ma ti lascia libera di accettarla, lui ti offre la sua presenza rassicurante, ma mai ti dirà quello che pensa e quello che prova.
Horatio Caine è un eroe buono “controllato”, non dice mai una parola in più di quello che serve:
è giustizia “mite” ma decisa….

Horatio è un uomo silenzioso, che guarda… osserva i particolari.
È un uomo CHE PENSA e se ne va in silenzio. Promette e fa un patto e poi lo mantiene….
è il nostro eroe perché umano, sofferente,ma, come invece non avviene nella realtà, lui…….. vince!

Sei onesto fino al midollo, nelle tue vene scorre la giustizia, sei il nostro eroe: dai ordini, con calma e accenni col viso, fai domante dirette e precise…. vuoi capire. Ti fidi del tuo famoso intuito.
Horatio Caine è un buono…. tenero e vincente.

Add comment Mercoledì, 20 Settembre, 2006

Le fiabe dicono più che la verità. Non solo perché raccontano che i draghi esistono, ma perché affermano che si possono sconfiggere. Gilbert Keith Chesterton (1874 – 1936), scrittore britannico.

Add comment Lunedì, 11 Settembre, 2006

Sovraccarico mentale
Tesa, agitata, e incapace di dormire.

Chi scrive lavora con i sensi……
La parola per il solo fatto che sono parole, ritaglia un pezzo, scorre nel tempo, e non riesce a descrivere l’incanto dell’estate, la grandezza del mare. La fugacità: è una lotta contro l’oblio, contro il fuggire delle cose, si vede uno sguardo e lo si vorrebbe fermare per sempre.

“Scrivere fa attraversare i rimorsi. Pensare è un lavoro.” Ginevra Bompiani a Sottovoce.

Add comment Lunedì, 11 Settembre, 2006

Ridere di Alessandro Meluzzi

Alessandro Meluzzi:

….per poter ridere bisogna avere quello spazio mentale, di interstizio che c’è nel paradosso. Mentre qualsiasi animale piange, basta che provi dolore, abbandono, malinconia; ma per ridere bisogna vedere le cose e il loro contrario, e quindi c’è una attivazione che sia dal punto di vista psicologico che celebrare nolto più complesso, molto più complicato di quella che serve per piangere. E gli effetti del riso sono prodigiosi….
i comici non ridono mai loro…. questo gioco del paradosso che nel cervello si situa fra ippocampo, insula, giro del cingolo, cioè memoria, identificazione dell’altro, rottura, paradossale, para-dox, aldilà dell’opinione è il meccanismo misterioso del riso. é chiaro che ridere non è una cosa qualsiasi, ridere è una cosa seria perchè succedono delle cose molto pesanti nel nostro cervello quando ridiamo, e favorevoli, favorevoli alla salute.

Add comment Venerdì, 1 Settembre, 2006

La pecora nera

Oggi, non so che prendermi una MEGA camomilla, o prendere una
testata nel muro per perdere i sensi….. per porre fine a questo mio isterismo di oggi.
Ora vado a picchiare la testata contro il muro così vedo se si spacca il muro o si spacca la testa.

Oggi me ne succedono di tutti i colori…
il gatto mi sveglia all’alba, dopo che ho dormito pochissimo, mi accorgo che ha vomitato, mi rovescio l’acqua addosso tentando di pulire, mi cade la coperta dal terrazzo e per fortuna non è caduta sulle merde del cane, tocco una cosa e la faccio cadere, viene il prete a benedire la casa…. (sul serio)

poi il gatto, non si sa se spaventato dal prete, piscia nel corridoio, è tutto un pisciare di qui e vomitare di là…. insomma è l’isterismo totale… ed è solo mezzogiorno.

Come dice il dottor House:
- Hai ammazzato qualcuno?
- No, ma è ancora mezzogiorno, faccio sempre in tempo.

Non esiste uno stand-by anche per il cervello che mi impedisca di muovermi e pensare… [ che puzza di piscio di gatto, ma allora ha pisciato anche qui!!! ]

… mi da fastidio tutto, compreso me stessa.!!! sono stufa, sono stufa…
mi piacerebbe vivere per un poco la vita di un altro per vedere se è lo stesso inferno che a volte ho dentro di me
solo per un pochino, non sarebbe utile sentire cosa sentono gli altri, pensare con un’altra testa, avere un altro carattere.
Solo per un pochino….
Reagire in modo del tutto inaspettato solo perchè non sei più tu, ma sei un altro.
Avere altri ricordi… avere un altro atteggiamento… andare in vacanza solo per in pochino da me stessa, e dai muri che sento dentro…
Solo per un pochino.

Magari riuscissi a uscire dal PERSONAGGIO.
Avere altri ricordi, non sentire più questa “mancanza” che ti taglia le gambe.
Oggi, sono stata di nuovo insultata da quella donna che mi ha voluto presentare al prete, e presentandomi mi ha dipinto ( inconsapevolmente, perchè lei é così…) come una incapace, disgraziata, una buona a nulla che non ha combinato niente di buono e che mai niente combinerà.
Magari riuscissi a uscire dal PERSONAGGIO.


Capite che in queste condizioni bisogna avere una LEVA forte per auto sollevarsi, una carrucola doppia, un argano a motore….
Magari riuscissi a uscire dal PERSONAGGIO.


Un relitto senza valore che deve solo sprofondare, ecco come mi fa sentire: proprio lei ti taglia le gambe… ti fa sentire una nullità,
Magari riuscissi a uscire dal PERSONAGGIO.


perché ti presenta agli altri come lei ti vede, una inetta, una che ha sbagliato tutto, che è solo una stupida, solo perchè non sei come lei ti vorrebbe… E io mi sento da schifo.
Aiuto!! dove è la falla, presto che arrivi MC GYVER, che lui sa tutto e aggiusta tutto!

Arriva… è un MC GYVER camuffato da Elisa, con la voce meravigliosa di Elisa che mi canta:
GIFT, il DONO

Nell’altra stanza, sono l’altra ragazza,
sono un’altra dei tuoi bambini
è quest’altra faccia, quest’altro nome, sono l’altra ragazza,
voglio essere nell’altra stanza
quando mi chiami, quando mi chiamiil tuo dono ricevuto attraverso questo mio corpo, è vivo così vivo

Sto sanguinando gioia, ancora serena,
sto aspettando la pazienza
vivo qualcosa di bello, semplicemente non pensando troppo in fretta,
sono ancora qui, voglio essere nell’altra stanza,
quando mi chiami, quando mi chiami.

il tuo dono ricevuto attraverso questo mio corpo, è vivo così vivo

I miei segreti adesso sono cose che posso toccare,
questa è complicità, abbraccerò
quest’uomo senza volto…semplicemente vola.

il tuo dono ricevuto attraverso questo mio corpo, è vivo così vivo
il tuo dono ricevuto attraverso questo mio corpo, è vivo così vivo
il tuo dono…sta donando…quanto ricevendo, è ricevuto…
[Elisa “Gift” da Asile's world (2000)]

Per la cronaca, ha detto: è laureata, sì… vive qui, non è quella sposata, lei non è niente.

Lo hai rifatto.

Tanti anni fa, mi avevi presentato ad una compaesana, come : studia… ma non si sà, sì… prende il massimo dei voti, ma non conta.
Lo hai rifatto.

Solo che ora è diverso: io ho le spalle larghe, ma ho meno tempo.

Sono la pecora nera…. ma ora me ne vanto!!!

…..
Ma di questa cosa, ne parleremo un’altra volta. É una storia troppo lunga e complessa… e dolorosa. Non ne ho voglia ora, non ho voglia di ricordare. Non ho più voglia di ricordare.
Grazie Elisa, non sono uscita dal PERSONAGGIO, MA mi fai star meglio. Questa canzone è meravigliosa (come molte tue canzoni).

Mi scioglie i nodi dentro.

Ritengo che la tua voce, Elisa, sia una delle più belle che io abbia mai sentito.

Add comment Giovedì, 24 Agosto, 2006

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Disclaimer

“Mi pongo sotto la protezione dell’art. 19 della Dichiarazione internazionale dei diritti dell’uomo, approvata dall’Assemblea generale dell’Onu, a Parigi, il 10 dicembre 1948: «Ognuno ha diritto alla libertà di opinione e di espressione, il che implica il diritto di non essere molestati per le proprie opinioni e quello di cercare, di ricevere e di diffondere, senza considerazione di frontiera, le informazioni e le idee con qualsiasi mezzo di espressione li si faccia»”