Posts filed under 'bellocchio'
Ernesto mi manchi…
Domenica… un’altra domenica Ernesto è passata…
sta venendo buio, ormai solo la luce dello schermo del computer illumina davanti a me, mi sei venuto in mente, e ho sentito che mi manchi, mi manchi tanto.
So che sei solo un personaggio, e che vivi da qualche parte in un limbo fra realtà e fantasia, ma da quando ti hano dato un corpo e una personalità tu sei “vivo”, vivo e “reale”. Viviamo soltanto in due universi diversi, che non si incontreranno mai, ma in modo parallelo sentiamo e diciamo le stesse cose, Ernesto. Tu con la tua sciarpa grigia corta e il tuo cappotto nero, io con la mia lunga sciarpa beige e la giagga imbottita di piuma d’ora color fucsia. Camminiamo entrambi tormentati dagli stessi ricordi e sospesi negli stessi pensieri.
Ti voglio dire che per me sei importante Ernesto, e che ti voglio bene…
Non sto a raccontare agli altri cosa è successo oggi: lo so io, e lo sai tu. Non lo dimenticheremo facilmente, perchè certe cose vissute diventano parte della tua carne e non te ne puoi più liberare, neanche dopo anni, neanche se cambi casa e città, neanche… neanche… sono ricordi indelebili che fanno parte della tua crescita: so che tu ricordi tua madre. Marta Giostrai in Picciafuoco.
Marta, la mia nipotina si chiama Marta. Sai Ernerto, ieri sera ha cenato con me… mi ha dato un grosso bacio per salutarmi prima di andare a casa.
La zia Maria, la tua zia Maria, tanto vera da intimorirmi… è il nome di mia madre.
Grazie Ernesto, la tua forza, la tua passione, i tuoi pensieri, i tuoi gesti, le tue reazioni, sono anche le mie. Mi muovo insieme a te.
Io ho sensazioni….. tu reagisci e ti muovi.
1 comment Domenica, 14 Gennaio, 2007
..fuori da ogni umana immaginazione
….fuori da ogni umana immaginazione: come dico sempre io.
adesso va a finire che io devo ANCHE fargli il poster per il congresso…
Oh, ma siamo matti?
“Guarda, fai tu il poster perchè gli altri non ci capiscono niente!” mi dici (mentre io ormai sto facendo tutt’altro e ho la testa altrove)
Ma non so se ci rendiamo conto….
é come chiedere a Franco Elica di tornare a finire il film sui Promessi Sposi perchè gli altri non ci capiscono…
Franco Elica cosa risponderebbe?
Numble numble…. ci penserò… [si accettano consigli]
Tornerebbe a fare quel film da cui è fuggiro, o manderebbe tutti a fareinc…. ?
«Qui è un regista che a un certo punto abbandona una situazione cui non crede più (sta girando un film dai Promessi sposi). Capita in Sicilia dove incontra uno che fa i filmini dei matrimoni, capisce che non gliene frega più niente del suo lavoro e che la sua avventura umana viene prima dell’essere regista.» Marco Bellocchio (tratto da una intervista appena trovo il link ve lo scrivo…)
Technorati Tags: sergio castellitto
Add comment Martedì, 31 Ottobre, 2006
Le Sorelle di Bellocchio
Ho fatto un giro sul sito Mymovies, sito di recensioni cinematocrafiche.
Alla festa di Roma nella sezione Extra c’è il nuovo film di Marco Bellocchio Sorelle, leggo la trama e la recensione… mi piace! è strato girato a Bobbio.
S’INTITOLA «SORELLE» ed «è un documentario nostalgico e scherzoso su alcuni componenti della mia famiglia o grandi amici d’infanzia, o sulla città di Bobbio con il suo bel Trebbia, insomma un album di ricordi….». Così, il regista Marco Bellocchio riassume commosso la storia del suo film, che presenterà alla Festa di Roma nella sezione «Extra». Il film è interpretato, tra gli altri, da Donatella Finocchiaro e Pier Giorgio Bellocchio. «Sorelle» sono tre episodi di una stessa storia «girati in tre anni diversi, 1999, 2004 e 2005 e raccontano di una bambina, Elena, della sua crescita — continua il regista —. Il film narra di chi va e di chi resta, di continui ritorni e ripartenze dal paese natio e dalla vecchia casa di famiglia. Un giorno, la mamma di Elena decide di portare a vivere con sè a Milano la figlia e da lì si evidenzia tutto il difficile rapporto familiare. Per comodità ho girato a Bobbio, nella stessa casa de “I pugni in tasca”: è perfetta, il tavolo su cui mangiano Elena e Sara è lo stesso su cui ho mangiato anch’io da bambino».
Nel sito c’è una bella foto di quella che io conosco come la zia di Ernesto, sorride anche lei.
Rimango ferma a guardare quel viso che per qualche strana magia mi ha colpito sin dalla prima volta che l’ho visto. Forse mi ricorda nei lineamenti e nei capelli la mia cara pro-zia.
Sono quelle signore gentili e dolci che per me, sanno di “casa”, sanno del mio paese, della mia terra. Appena le ho viste sedute al tavolo rotondo in casa Picciafuoco, sconcertate davanti al quadro del nipote, io mi sono persa, nel tentativo di focalizzare perchè quel viso, quel modo di parlare, quel accento sapevano di casa.
Il suo viso fa rivivere nella memoria una piccola piazza del mio paese, con una cartoleria che fa angolo, a fianco alla pettinatrice. Quella cartoleria, che ora è stata ristrutturata, con l’arredamento di legno scuro, che quando entravi sentivi quel buon odore di matite e di carta nuova. Il viso di quella Sorella mi ha richiamato alla memoria quella vecchia cartoleria della mia infanzia quando (allora non esistevano i centri commerciali né i supermercati). Da piccola andavo lì e mi sembrava il posto più bello del mondo perchè si respirava aria di disegno, di libri e di matite.
Sai Sorella, quella cartoleria si trova in Piazza San Rocco, dove c’è un arco romanico apre la via del borgo storico.
Quella piazza c’è ancora: è la piazza San Rocco.
Voglio raccontarti una cosa …
Questa estate uscendo da un negozio mi sono fermata al bordi della piazza a prendere la bicicletta. Mi giro e, con mio sommo divertimento… lo vedo… l’arco antico del borgo storico!
Come fa la canzone?
sono il re della cantina
volteggio tutto crocco
sotto i lumi dell’arco di San Rocco
ma s’appoggi pure volentieri
fino all’alba livida di bruma
che ci asciuga e ci consuma
che cos’è l’amor
è un sasso nella scarpa
che punge il passo lento di bolero
con l’amazzone straniera
stringere per finta un’estranea cavaliera
è il rito di ogni sera
perso al caldo del pois di san soucì
Mi fermo a guardarlo: vedo un arco di pietra che c’è sempre stato, è sempre stato lì, sin da quando da piccola. Lo oltrepassavo ogni giorno per andare in chiesa, ma prima per me non significava niente. Era solo un arco antico dell’ultimo edificio prima della chiesa parrocchiale.
Mi viene da ridere.
Sorrido.
Prendo la bicicletta e me ne vado canticchiando:
chiedilo al vento
che sferza il suo lamento sulla ghiaia
del viale del tramonto all’ amaca gelata
che ha perso il suo gazebo
guaire alla stagione andata
all’ombra del lampione san soucì
…
Ahi, permette signorina
sono il re della cantina
volteggio tutto crocco
sotto i lumi dell’arco di San Rocco
Son monarca son boemio
se questa è la miseria
mi ci tuffo con dignità da rey
[Che Cossè L'Amor di Vinicio Capossela da Camera A Sud]
Un arco romanico di pietre antiche, una canzone, un film, una coincidenza.
Sono felice.
Un’altra coincidenza. Bella questa volta.
Il tuo sguardo mi ricorda quello della SORELLA di mia nonna, quando mi diceva, stringendomi forte le mani: Sono orgogliosa di te. Io questo non lo dimenticherò mai. Sono fiera di te per come ti impegni nei tuoi studi, per quello che fai.
Sorelle.
Mi hai fatto “saltare” quando raccontavi a Filippo il miracolato di Padre Pio. Mi sembra mia mamma, basta per favore, e hai risvegliato antichi ricordi, che non se n’erano andati, erano solo assopiti.
Sorelle.
Penso che sia bello avere una sorella come te. Non so quale strano collegamento neuronale ci sia fra il tuo sorriso sereno, i tuoi capelli bianchi e quella cartoleria della mia infanzia. Era bella, piena di pastelli colorati (la mia passione), di blocchi di disegno e pile di quaderni, il sussidiario per le scuole elementari, e il libro di lettura nella cui copertina c’è quel bambino con i capelli corti e il grembiulino, che mi assomigliava così tanto.
Ho tanti ricordi belli della mia infanzia, legati alla scuola, perchè a ma piaceva andare a scuola e mi piaceva disegnare… e tu con il tuo viso e il tuo sguardo profondo li hai riportati alla luce.
Sorelle.
Pazienza. Bisogna avere tanta pazienza.
Rido perchè è una frase ho sempre sentito diree io:
Santa Pazienza… ci vuole tanta pazienza! Dalle nostre parti si usa dire così, una specie d motto di saggezza popolare.
Sorelle.
Scritto un po’ al PC, e un pò su un foglio in treno mentre andavo a fare l’iscrizione in segreteria, la mattina del 25 ottobre. Ho rischiato di perdere il treno, e anche di saltare la mia fermata… è pericoloso scrivere sul treno, ti estranei dal mondo e non sai più dove sei:
- Ma che stazione è questa? (~~ Adrenalina~~)
- Voghera.
- Uhhhfff, che spavento!
Add comment Mercoledì, 25 Ottobre, 2006
Domenica "Ernesto"
Sabato sera ho rivisto “L’ora di religione” dopo esattamente 1 mese che non lo vedevo, esattamente dal 26 luglio giorno del mio onomastico. Ma forse ho scelto la serata meno adatta, infatti….
Domenica è stata una giornata in cui mi sembrava di stare dentro il film. Questa è la domenica della festa patronale del paese con processione, banda, vespri e tutti gli annessi, e io ero furibonda… ma andiamo con ordine:
-
Festa patronale, e per me vuol dire ricordi, sotterrati a fatica, che ritornano alla luce di quando mia madre ci vestiva da angioletti e Gesù bambino, e noi ci facevamo la processione sul carro con la madonna circondati da tutti i vasi dei fiori. Immaginate dei bimbi in età scolare e prescolare sotto il sole di agosto con tanto di alucce di cartone, a girare per il paese in processione, cosa che durava tutto il pomeriggio.
Per non parlare degli anni successivi, insomma una giornata in cui preferirei sparire, e invece mi tocca partecipare al classico pranzo con tutta la famiglia, che è tradizione in questa domenica (peggio del natale).
Solo la giornata per me è irritante: Non voglio ricordare! -
La sera prima è avvenuto un fatto per me gravissimo. Ma solo per me… perchè mia sorella non ha detto nulla, ma lei è più cedevole. Mia madre ha portato la nipotina, alla funzione in chiesa dopo cena. All’inizio la bimba era tutta contenta credendo che fosse una passeggiata col gelato, ma poi si è messa a piangere per la noia e la stanchezza. La sera me la vedo arrivare in lacrime… e io (ovviamente) ero stata tenuta all’oscuro. Questo per me è una lama…. perchè non posso sopportare che quella donna allunghi le sue grinfie anche sulla nipote.
Non so dirvi se ero più arrabbiata o più sofferente.

E vorrei avere anche io la libertà e l’autorità di dire: “Lascia stare Leonardo! Eh….” [Sergio Castellitto - Ernesto Picciafuoco in L'ora di religione]
-
La mattina mentre scendo per colazione, trovo una bomboniera, una bella scatola bianca col fiocco: testimonianza della stupidità umana, e segno della superficialità in cui sta annegando la società. Inutile oggetto, simbolo solo delle cose vuote e vane, prive di significato, scatola bella fuori, ma svuotata di ogni significato dalla ricchezza in cui stiamo vivendo. Io odio le bomboniere perchè soldi inutili bruciati in nome di una tradizione che oggi non ha più ragione di esistere, che secondo me, non ha più significato, come tutta la consuetudine estetica del rito nuziale e le tradizioni legate alla celebrazione del matrimonio.
Tutte scatole belle ma vuote, belle fuori, ma senza contenuto, simboli ormai inutili…
Alla vista della bomboniera m’incazzo… e faccio colazione con lo stesso muso imbronciato di Franco Elica [Sergio Castellitto in Il regista di matrimoni], al matrimonio della figlia, nella prima scena del film, fra tutti e due ci manca la nuvoletta dei fumetti sulla testa, piena di teschi, segni strani, bombe accese, parolacce… e poi siamo a posto.

Insomma, in poche ore si è srotolata una sequenza di eventi che….. Fra “L’ora di religione” e “Il regista di matrimoni” non sapevo come sarebbe andata la giornata, mi sembrava di stare a metà, di vivere in mezzo ai 2 film in una zona di comune competenza. Ad un certo punto del pomeriggio mi sono detta: Qui devo solo di aspettare per vedere il finale. Non sapevo se andare a finire nelle fauci dei cani Rotwailer o davanti alla spada del conte Bulla.Ovviamente sto esagerando, ma il concetto spero sia passato…
Ma comunque il mal di testa ora ce l’ho io , non Ernesto!!!
Technorati Tags: sergio castellitto
Add comment Domenica, 27 Agosto, 2006
Ci sono cose che non si possano dire a parole.
Io ho riconosciuto in te, Ernesto, lo sguardo con cui ho guardato mio fratello che diceva: “io sono sempre indeciso!” C’era rabbia nella sua voce, rabbia per una educazione imposta e repressiva che ha causato in noi danni di cui ancora oggi e forse per sempre pagheremo.
Per un attimo volevo abbracciarlo, il mio fratellino, come tu hai abbracciato il tuo fratellone, Ernesto.
Perché io so, noi sappiamo da dove viene quella personalità indecisa, incerta, ansiosa.
Tutto per noi è provvisorio… tutto è “aperto”, indefinito. Tendiamo a procrastinare le decisioni.
Un abbraccio che divida e mescoli la nostra comune debolezza.
Un abbraccio che sostenga e sollevi la nostra indecisione, che ha gli stessi natali e che ci rende zoppi. Ci fa fare tanta fatica in più. Ci fa perdere del tempo. Ci fa fare giri astrusi. Ci fa vedere gli altri come se avessero una marcia in più.
Ognuno di noi ha il suo modo di ribellarsi…
che non permetteva di diventare ed essere se stessi,
asfissiandoci col suo modo di vedere “col paraocchi”…
Così si impedisce ad un figlio di sviluppare quella sicurezza in sé stesso,
che poi è la vera forza.
Io che “combatto” come Ernesto. Io , la pecora nera, la bimba cattiva…
E nostra sorella, che per il quieto vivere si è rassegnata, per sopravvivere si è arresa. Come Ettore.
Io VEDO le due debolezze, fratello, e tu vedrai le mie…
Anche se non ce lo diciamo mai.
Add comment Domenica, 13 Agosto, 2006
come un novello FRANCO ELICA
…ho voglia di RIDISCUTERE intimamente la mia esistenza.
Domani parto…..
faccio la valigia, anzi la mia nipotina di 4 anni mi ha gia aiutato a farla
stamattina con i disguidi che potete immaginare… praticamente ho l’armadio
come se ci fosse passato un URAGANO dentro e la valigia vuota…. nella camera
niente è più al suo posto…..

per me questa vacanza è importante, lascio quello che non mi dà più MOTIVAZIONI,
non mi stimola più a dare il meglio di me, non mi fa più sentire la voglia di
fare….
ho avuto il coraggio di prendere è cambiare tutto, chiudo col passato che non mi
dà gioia e vado a costruire il futuro.
OGGI é IL MIO ULTIMO GIORNO DI LAVORO, ho dato le dimissioni… mollo il lavoro
e PARTO!
PARTO! e vado al mare!!!! 
per una spendida vacanza…. o chi lo sa!!!
come un novello Franco Elica [nella foto nei panni
di Sergio Castellitto] mi
fermo seduta dulla spiaggia a pensare…. da cosa sono scappata, che cosa fare,
a riposare, a trovare me e la passione che mi contraddistingue.
come dice Bellocchio:
“Ma perchè Franco Elica Fugge? Abbandona per mancanza di passione, per una crisi personale, per un fondo di indifferenza che si insinua in ogni rapporto con gli altri esseri umani”
Technorati Tags: sergio castellitto
Add comment Venerdì, 30 Giugno, 2006

