Posts filed under 'attualità'

Tamara i tuoi delfini ti porteranno in paradiso.

Ho pianto per te , questo pomeriggio. Ho pianto per chi sentirà la tua mancanza, amica dei delfini.
Perchè una ragazza che ama i delfini deve essere per forza una ragazza eccezionale.
piango con voi.


Add comment Sabato, 3 Febbraio, 2007

Una tv da schifo e la risposta di un grande cervello.

Karl Raimund Popper (1902 – 1994), filosofo austriaco di nascita, britannico d’adozione.
Violenza e TV


DOMANDA: Sono state fatte obiezioni contro le sue proposte di regolamentazione dell’informazione televisiva. Molti, ad esempio, giudicano paradossale che un liberale come lei affermi la necessità di limitare la libertà di espressione. Che cosa ne pensa?

Perché dovrebbe essere antiliberale o paradossale, per un liberale come me, affermare la necessità di limitare la libertà? Ogni libertà deve essere limitata. Non esiste libertà che non abbia bisogno di essere limitata. Dovunque ci sia libertà la miglior forma di limitazione è quella che risulta dalla responsabilità dell’uomo che agisce: se è un irresponsabile cadrà sotto i colpi della legge. La sua libertà sarà limitata dalla legge, se necessario anche per tutta la durata della sua vita. Certo noi speriamo che una tale necessità sparisca un giorno. E’ questo che definisce lo sviluppo della civiltà: aumentare il grado di incivilimento e ridurre la necessità di imprigionare delle persone per tutta la vita. In ciò si vede lo sviluppo di una civiltà. Ma ciò non vuol dire affatto che sia paradossale per un liberale come me affermare che bisogna limitare la libertà di espressione.
Karl Raimund Popper, filosofo
DOMANDA: Lei pensa che i princìpi di regolamentazione dovrebbero valere non solo per i lavoratori della televisione, ma anche per quelli del cinema e della radio?

La mia proposta è questa: fondare una istituzione come quella che esiste per i medici. I medici si controllano attraverso un Ordine: la cosa non riesce sempre perfettamente. Ci sono medici che fanno gravi errori e medici che commettono dei crimini. Ma ci sono sempre le regole elaborate dall’Ordine. Beninteso, il Parlamento ha un potere legislativo superiore a quello dell’ordine dei medici. In Germania e in Inghilterra questa istituzione si chiama Camera dei medici. Sul loro modello si potrebbe creare un Istituto per la televisione. La mia proposta è che tutti coloro che lavorano per la televisione siano registrati provvisoriamente come membri dell’Istituto per la televisione. In seguito dovrebbero partecipare a una serie di corsi per sensibilizzarsi al pericolo che la televisione fa correre ai bambini, agli adulti e all’insieme della nostra civiltà. Così molti scoprirebbero aspetti ignorati della propria professione e sarebbero indotti a considerare in modo nuovo la società e il vostro ruolo. Ritengo che in un secondo tempo dovrebbero sostenere un esame per controllare se si sono impadroniti delle idee fondamentali. Superato l’esame, dovrebbero prestare giuramento come i medici: dovrebbero promettere di tenere sempre presenti quei pericoli e di agire di conseguenza in modo responsabile.

Tratto dall’intervista “Televisione e violenza” - Inghilterra, Kenley, abitazione Popper, martedì 13 aprile 1993

Nota del blogger: Anche io mi tengo la testa….

Add comment Giovedì, 4 Gennaio, 2007

Flavio Insinna

vedi post

anche io, lascerei lì i soldi e prenderei volentieri lui, Flavio. Più lo guardo più penso che è il mio “uomo ideale”. E io ho 35 anni, e una certa maturità per discernere….


4 comments Sabato, 9 Dicembre, 2006

La perdita del lavoro somiglia alla perdita dell’anima

Mio padre, precario a vita

Ora sta lavorando a “La stella che non c’è”, il film intepretato da Sergio Castellitto e prodotto da Cattleya e Rai Cinema che girerà in Cina a fine anno tra Shanghai e la regione del Sezuan…
La storia prende spunto da “La dismissione” di Ermanno Rea, il romanzo che ricostruisce l’ultimo atto dell’Ilva di Bagnoli, la grande acciaieria di Napoli, smantellata nel corso degli anni ‘90 dopo quasi un secolo di vita, simbolo macroscopico della sconfitta della cultura operaia della solidarietà e dell’etica del lavoro. La sua lenta agonia è raccontata dal punto di vista di Vincenzo Buonocore, un ex operaio diventato tecnico delle colate continue, chiamato a sovrintendere allo smontaggio dell’impianto destinato ad essere trasferito in Cina. Nella sceneggiatura, scritta con Umberto Contarello, ho operato dei cambiamenti ambientando la storia in Cina come ideale prosecuzione alle vicende del romanzo. Ermanno Rea ha apprezzato la trovata pentendosi un po’ per non avere scritto “La dismissione 2″.
La perdita del lavoro somiglia alla perdita dell’anima, è la cosa più crudele che possa accadere a una persona e oggi è purtroppo di grande attualità.
Io sono un privilegiato, ma mio padre ha vissuto di lavori precari quando aveva già una certa età, prima del cosiddetto boom economico. Sono stati anni terribili ed io me li ritrovo davanti ogni volta che affronto un problema concreto. …..

GIANNI AMELIO (regista) brano tratto dall’intervista
Mio padre, precario a vita


Add comment Sabato, 1 Luglio, 2006


Archivi

Cloud delle categorie

affinità elettive attore attualità bellocchio cambiamenti canzoni del cuore citazioni coincidenze disastri dubbi emozioni film forza genialità gioia greg house immagini inizi internet intuizioni me stessa odio pace passioni sergio castellitto sorrisi tv Uncategorized vita vissuta zia

Blog Stats

Top Clicks

Post più quotati

Categorie

Blogroll

Pagine

 

Agosto 2008
L M M G V S D
« Lug    
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031

Meta