Cortocircuiti neuronali

Martedì, 7 Luglio, 2009

La storia di un paziente è tanto importante quanto i suoi sintomi. Ci fa capire se un dolore al petto è un attacco cardiaco, se è un malditesta o un tumore. Qualche volta i pazienti cercano di riscrivere la loro storia. Affermano che non fumano o si dimenticano di menzionare alcune medicine il che, in chirurgia, equivale al bacio della morte. Possiamo ignorarla quanto vogliamo, ma la nostra storia alla fine torna sempre a tormentarci.Alcune persone pensano che senza una storia le nostre vite non varrebbero nulla. Ad un certo punto dobbiamo scegliere: dobbiamo affidarci a ciò che conosciamo o dobbiamo andare avanti verso qualcosa di nuovo. E’ difficile non essere perseguitati dal proprio passato. La nostra storia e ciò che ci da forma… che ci giuda. La nostra storia torna sempre a galla… sempre, sempre, sempre. Quindi dobbiamo ricordarcelo, qualche volta la storia più importante è la storia che stiamo costruendo oggi.

Che confusione ho nella testa….
allora oggi faccio la pulizia del disco rigido e la defframentazione.
E’ come dentro il mio armadio. Butto lì tutto, accastatando, vestiti che non metterò mai più, ma sono un ricordo… borse e zaini soppravissuti a rocamboleschi viaggi in treno di una vita da pendolare, ustionati da qualche acido organico con il nome impronunciabile. Un paio di pantaloni blu, con i tasconi, che io adoro, macchiati di Blu Comassie, che mi ricordano Torino, il viso di Eva, le bollicine dell’elettroforesi e i bottiglini di latte umano da scongelare che diventavano campione 1. La cuvetta di quarzo che se ti cadeva dalle mani eri rovinata… e una voce dal corridoio profonda e austesa, ma dolce insieme:
- Io vado a prendere mio nipote all’asilo. Se telefona qualcuno, io non ci sono! per nessuno!
- Va bene, professore.

Ecco, oggetti nascosti dentro l’armadio e ricordi si intrecciano, non riesco a buttarli via.
Ma devo fare un po’ di posto: perchè non si può tenere tutto, perchè devo fare spazio alle cose nuove, che diventeranno i ricordi del futuro.

Ecco, c’è bisogno di spazio per le cose nuove, bisogna fare il vuoto per riempirlo delle cose belle che verranno. Ho bisogno di spazio.
Devo fare pulizia e buttare via un po’ di cose… pulire, pulire, pulire!
Schiacciare il tasto pulizia e deframmentazione nel pc è più facile, non ci sono in ballo i tuoi sentimenti. E poi fa tutto lui… Ma anche il pc si riempie di cose inutili, come la mia testa.

“NON si dispone di abbastanza spazio libero per completare l’operazione…”
E se questo non è un cortociucuito.
Anche il mio cellulare mi dice: “Memoria quasi esaurita”. E dio, che ho sempre parlato con gli strumenti e il pc, (con somma ilarità di chi assiste), inizio una seria discussione sugli stili di coping.
Che confusione che ho nella testa…. Se anche per la mia testa ci fosse un tasto: deframmenta.

Ci sono delle gerarchie nella vita…
Sappiate fare una classifica delle cose importanti e delle cose non importanti…
Sappiate discernere le priorità della vostra vita.

Serve il tempo. E il tempo è l’unica cosa che scarseggia.
Questa è il prima estate dopo 6 anni che riesco a prendermi un po’ di tempo per me, tralasciando altre cose.
Bisogna sapere quali sono le cose importanti e quelle non importanti e saperle mettere in graduatoria. Qiesta volta ho riscritto la classifica delle priorità, per un bisogno impellente di pensare a me.
Fregarmene un po’ di più del resto. Ecco.

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