Archive for Luglio 2009

La parte buona del DNA

Sono andata in lavanderia e il proprietario senza neanche dicessi il cognome da mettere nel giaccone, mi ha detto: ma certo, sei la figlia del Gian.
Ci assomigli tanto. E rivolto verso la moglie. Sai chi è lei… ma sai che suo padre è un genio delle costruzioni.
Ho raddrizzato la schiema: orgogliosa di assomigliargli.

Se non avessi ereditato da te una parte significativa di DNA, ora non avrei ottenuto niente di quello che ho ottenuto.
MI acccorgo che gli assomiglio: mi arrabbio quando a cena ti presenti sempre tardissimo: E dovevo finire il lavoro. MA io faccio lo stesso…
Non c’è cemento, legno , ferro, piscina, tubo, terreno o filo elettrico che tu non sia riuscito a domare e sistemare.
Abituata a vivere in case costruite da lui, mi sono accorta di quanto sia un artista artigiano, vedenso le imperfezioni nelle case appena costruite da altri.
Anche la mania per la precisione e la soddisfazione di fare un lavoro ben fatto ho ereditato. Anche la mia di tenere tutto: che non si sa mai può servire un giorno… tanto che nella sua officina trovi veramente tutto! come nella mia borsa… riconosco il tuo disordine perchè ha lo stesso stile del mio, …. è una forma di ordine dinamico.

Mi chiami quando hai bisogno di lavori di precisione, sulle piccole viti, o negli spazi piccoli, dicendomi: ho bisogno delle tue ditine… perchè hai le mani grandi e grosse, con i polpastrelli rovinati da decenni di calce.
Il tuo sogno era che diventassi geometra, invece ora quando ti chiedono di me….- Sai che mi hanno chiesto e io non mi ricordo mai in cosa sei laureata…. non mi viene la parola e per rispondere devo farmi venire in mente la fossa biologica!
Quando vuoi da me qualche favore mi chiami NAny, quando sei arrabbiato invece gridi da 2 piani sotto: Dooootttoooresssah!!! che sembra sia successo un disastro.
NOn ti sei mai preìso delle vacanze perchè le tue vacanze sono semplicemente cambiare occupazione, dal cemento al legno.
Mi innervosisci quando per spiegare una cosa, parti da lontano e la fai tanto lunga… quando basterebbero 2 parole, ma forse anche io sono così.
Ho imparato a togliere le schegge dalle dita senza battere ciglio.
Per la mia laurea mi hai regalato: il pavimento nuovo al piano superiore.
Tu non sai che cosa è un 110 e lode con menzione di nomina, ma per noi 2 questo non importa. Sei stato orgoglioso di me solo quando sono riuscita a incollare le piastrelle della cucina che si erano staccate.
Ti ho visto applicare il metodo scientifico a caldaie rotte, crepe nei muri e impianti elettrici, ed arrovellarti il cervello per venirne a capo. Ho visto la tua soddisfazione quando finalmente la lampadina si accendeva, dopo giorni che ci lavoravi. Usi il pensiero scientifico, senza neanche sapere cosa è, perchè il tuo cervello funziona così… naturalmente e spontaneamente, e poi esclami: ag vò tant senso mè nà cròva!
Ti ho visto rompere i muri e poi all’improvviso posare lo scalpello: Stiamo ai primi danni… perchè importa agire, ma anche sapere quando fermarsi, vedere il limite oltre cui agire causa solo danno. Ecco. Ho sempre considerato questa una grande filosofia di vita. Saper dire basta. Riconoscere quando fermarsi. Riconoscere i propri limiti.

Ti ho visto tutto soddisfatto perchè l’impianto elettrico funzionava, o l’impianto idraulico non perdeva. ‘Porco belin Abate’ è la tua esclamazione preferita quando c’è un contratempo.
Sei la parte buona del mio DNA e so che con te c’è sempre una battuta divertente, e una risposta cortese, anche quando sei stanco: gli ospiti in casa si fanno delle grosse risate perchè hai la capacità di vedere l’ironia e il lato comico nelle vicende quotidiane. Ed io mi sto allenando per fare come te.
Ti ho visto sfidare il gelo invernale e il caldo opprimente, lavorare sui tetti della chiesa camminando sulle tegole, mentre trattenevo il respiro e deglutivo la paura. Ti ho vosto fermare il lavoro per salvare un nido di un passero… innondare di cherosene un nido di calabroni.
La mattina ti annodo il foulard al collo, e ti vedo partire con lo stesso passo di Jonh Wayne, che per niente è il tuo attore preferito.
Litighiamo sempre perchè vuoi vedere il telegiornare durante i pasti e non leggi mai le istruzioni degli strumenti. Con te orologi e occhiali hanno vita breve, perchè li perdi nei boschi o li brasi con le schegge del flessibie.
Il rumore della betomiera che impasta il cemento è per me come una ninna nanna.
Ti ho visto piegare a mani nude tubi di ferro della caldaia, bestemmiare perchè quella cosa non andava, costruire un bunker antiatomico e posare un forno per la pizza.

Se c’è un complimento che possono farmi è quello di dirmi che ti assomiglio.

Add comment Lunedì, 20 Luglio, 2009

Cortocircuiti neuronali

La storia di un paziente è tanto importante quanto i suoi sintomi. Ci fa capire se un dolore al petto è un attacco cardiaco, se è un malditesta o un tumore. Qualche volta i pazienti cercano di riscrivere la loro storia. Affermano che non fumano o si dimenticano di menzionare alcune medicine il che, in chirurgia, equivale al bacio della morte. Possiamo ignorarla quanto vogliamo, ma la nostra storia alla fine torna sempre a tormentarci.Alcune persone pensano che senza una storia le nostre vite non varrebbero nulla. Ad un certo punto dobbiamo scegliere: dobbiamo affidarci a ciò che conosciamo o dobbiamo andare avanti verso qualcosa di nuovo. E’ difficile non essere perseguitati dal proprio passato. La nostra storia e ciò che ci da forma… che ci giuda. La nostra storia torna sempre a galla… sempre, sempre, sempre. Quindi dobbiamo ricordarcelo, qualche volta la storia più importante è la storia che stiamo costruendo oggi.

Che confusione ho nella testa….
allora oggi faccio la pulizia del disco rigido e la defframentazione.
E’ come dentro il mio armadio. Butto lì tutto, accastatando, vestiti che non metterò mai più, ma sono un ricordo… borse e zaini soppravissuti a rocamboleschi viaggi in treno di una vita da pendolare, ustionati da qualche acido organico con il nome impronunciabile. Un paio di pantaloni blu, con i tasconi, che io adoro, macchiati di Blu Comassie, che mi ricordano Torino, il viso di Eva, le bollicine dell’elettroforesi e i bottiglini di latte umano da scongelare che diventavano campione 1. La cuvetta di quarzo che se ti cadeva dalle mani eri rovinata… e una voce dal corridoio profonda e austesa, ma dolce insieme:
- Io vado a prendere mio nipote all’asilo. Se telefona qualcuno, io non ci sono! per nessuno!
- Va bene, professore.

Ecco, oggetti nascosti dentro l’armadio e ricordi si intrecciano, non riesco a buttarli via.
Ma devo fare un po’ di posto: perchè non si può tenere tutto, perchè devo fare spazio alle cose nuove, che diventeranno i ricordi del futuro.

Ecco, c’è bisogno di spazio per le cose nuove, bisogna fare il vuoto per riempirlo delle cose belle che verranno. Ho bisogno di spazio.
Devo fare pulizia e buttare via un po’ di cose… pulire, pulire, pulire!
Schiacciare il tasto pulizia e deframmentazione nel pc è più facile, non ci sono in ballo i tuoi sentimenti. E poi fa tutto lui… Ma anche il pc si riempie di cose inutili, come la mia testa.

“NON si dispone di abbastanza spazio libero per completare l’operazione…”
E se questo non è un cortociucuito.
Anche il mio cellulare mi dice: “Memoria quasi esaurita”. E dio, che ho sempre parlato con gli strumenti e il pc, (con somma ilarità di chi assiste), inizio una seria discussione sugli stili di coping.
Che confusione che ho nella testa…. Se anche per la mia testa ci fosse un tasto: deframmenta.

Ci sono delle gerarchie nella vita…
Sappiate fare una classifica delle cose importanti e delle cose non importanti…
Sappiate discernere le priorità della vostra vita.

Serve il tempo. E il tempo è l’unica cosa che scarseggia.
Questa è il prima estate dopo 6 anni che riesco a prendermi un po’ di tempo per me, tralasciando altre cose.
Bisogna sapere quali sono le cose importanti e quelle non importanti e saperle mettere in graduatoria. Qiesta volta ho riscritto la classifica delle priorità, per un bisogno impellente di pensare a me.
Fregarmene un po’ di più del resto. Ecco.

Add comment Martedì, 7 Luglio, 2009


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