Archive for Giugno 2009

Cambio di abitudini

FB alle volte mi sembra così freddo, impersonale, pieno di gente che va e viene, che oggi-c’è-e-domani-chissà… come una stazione della metropolitana dove le persone, con il cervello carico dei loro pensieri, passano, guardano ma non si fermano. E forse è giusto così.
Sarà che sono abituata al blog, dove tutto è il contrario di FB, dove scrivi lunghi pensieri protetta dal tuo “nickname” =tanto nessuno mi conosce.
Sarà che alle volte fai fatica ad aprirti, sarà che sei diffidente e non ti fidi, sarà che è più facile parlare del tempo che non di te stesso, sarà che è più facile rimanere in superfice piuttosto che andare nelle profondità del mare, sarà … ma alle volte succede che per una strana sinergia di casualità e affinità elettive, quello che ricevi in cambio non ha prezzo.

MA alle volte FB mi sembra così freddo, allora ci provo io a scaldarlo un po’… perchè se c’è una cosa che mi riesce bene è questa: andare al cuore delle cose, giù in fondo, afferro e porto sù.
Poi, lo so che non sono brava con le parole, il mio stile cognitivo visuale mi porta a capire meglio le immagini, i colori, i gesti e il silenzio.
Sarà che la mia sordità completa unilaterale ha sviluppato di più certi sensi, in modo imperfetto certo, ma istintivamente quando alle volte non recepisci le parole, ti affidi agli occhi e alle mani e a tutto quel complesso sistema di muscoli del nostro volto…
Lo so che scrivo male, che uso spesso il pensiero per Insight, e salto di qui e di là senza seguire un filo logico per voi.

Tanto chi mi conosce da anni, lo sa… e chi mi conosce poco… imparerà!
Ed ora è finito l’effetto della caffeina…

2 comments Domenica, 14 Giugno, 2009

Le mie parole – Pacifico

Pacifico > Pacifico (2000) > Le Mie Parole

Le mie parole sono sassi, precisi e aguzzi,
pronti da scagliare,
su facce vulnerabili e indifese,
sono nuvole sospese, gonfie di sottintesi,
che accendono negli occhi infinite attese
sono gocce preziose, indimenticate,
a lungo spasimate e poi centellinate,
sono frecce infuocate
che il vento o la fortuna sanno indirizzare

Sono lampi dentro a un pozzo, cupo e abbandonato,
un viso sordo e muto che l’amore ha illuminato,
sono foglie cadute, promesse dovute,
che il tempo ti perdoni per averle pronunciate
sono note stonate, sul foglio capitate per sbaglio,
tracciate e poi dimenticate,
le parole che ho detto, oppure ho creduto di dire,
lo ammetto

RIT.
strette tra i denti,
passate, ricorrenti,
inaspettate, sentite o sognate…

Le mie parole son capriole, palle di neve al sole,
razzi incandescenti prima di scoppiare,
sono giocattoli e zanzare, sabbia da ammucchiare,
piccoli divieti a cui disobbedire,
sono andate a dormire, sorprese da un dolore profondo
che non mi riesce di spiegare
fanno come gli pare, si perdono al buio
per poi continuare

Sono notti interminate, scoppi di risate,
facce sovraesposte per il troppo sole,
sono questo le parole,
dolci o rancorose, piene di rispetto oppure indecorose
Sono mio padre e mia madre,
un bacio a testa prima del sonno un altro prima di partire,
le parole che ho detto, e chissà quante ancora
devono venire…

RIT.
strette tra i denti
risparmiano i presenti,
immaginate, sentite o sognate,
spade, fendenti,
al buio sospirate, perdonate,
da un palmo soffiate

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