Dentro ad un camice bianco, taglia XS

Lunedì, 25 Maggio, 2009

Oggi fa caldo, e ho voglia di piangere.
Solo il fatto che lo scrivo qui è pazzesco, ma sapete cosa è? che non me ne frega niente!

Sapete cosa è? che sono un essere umano anche io.
E sono stufa di essere considerata quella forte, quella fredda come il ghiaccio, quella inossidabile, quella che ha le spalle larghe… quella che mantiene la calma ma dentro si sente morire e si chiede attimo dopo attimo dove è il suo limite e se mai riuscirà ad andare altre.
Quella che passa per i corridoi facendo svolazzare il camice, come una specie di gioco, per avere un attimo di tregua da tutte quelle cose che hai ficcate nella testa -come tanti chiodi-, e sorride dentro per il cartellino di riconoscimento che sbatte sul taschino nel petto.
Quella che non ha bisogno di niente perchè da sempre -da tutta la sua vita- è abituata ad arrangiarsi da sola, e se oggi mi tolgo il camice, se oggi ho voglia di piangere, e se oggi ho voglia di essere un essere umano e se oggi ho voglia di portare le mie debolezze e le mie paure come cartellini di riconoscimento… concedetemelo.

Sono un essere umano, e mi chiamavo arg, ancora prima di sapere che era un amminoacido essenziale.
Sono solo un essere umano, una ragazza curiosa (e fortunata) che adora andare a cercare al centro delle cose, che si chiede sempre il “perchè”, che non riesce mai a dire di NO, ………

Ho superato tante di quelle difficoltà, che ora mi sembra impossibile. Ho combattuto contro tanti di quei dolori che neanche io so come posso essere ancora viva. Mi porto dietro tutte le mie cicatrici come ricordo e una valigia piena di esperienze, sapendo che potrò sempre aprirla quando ne ho bisogno, e che le cicatrici hanno reso la mia pelle più dura.


Entry Filed under: affinità elettive, donna, emozioni, equilibrio, forza, me stessa. .

2 Comments Add your own

  • 1. marco  |  Lunedì, 25 Maggio, 2009 at 17:05

    Mi accorgo leggendo i miei post che da quelli potrei apparire molto più “pessimista” di quello che in realtà sono.
    Lo scrivere serve per scaricare…
    Comunque ho ritrovato una sensazione comune quella del camice svolazzante…mi chiamano easy a lavoro, fischietto ed appaio sempre ottimista ma a volte portare avanti quella leggerezza con dei pesi sullo stomaco è difficile. Ma fa parte del gioco delle parti. E’ che le esperienze della vita rendono la pelle più coriacea, ma colpiscono ed affondano nella delicata interiorità.
    D’altra parte a chi posso appoggiarmi? L’uomo ha un compito ancora più duro…capo della famiglia, responsabile sul lavoro, quando ero piccolo mi sono appoggiato nei momenti duri a mio padre, da anni non c’è più ed ora lascio che siano gli altri ad appoggiarsi ed a contare su di me…

    Ciao!!

    Ps se i miei commenti ti sembrano troppo assidui ed inopportuni dimmelo :-D

    Replica
    • 2. nany71  |  Lunedì, 25 Maggio, 2009 at 20:43

      Oh Marco… non dirlo neanche per scherzo…
      I tuoi commenti sono come delle carezze.

      Di questo ti ringrazio e ti abbraccio forte.

      Replica

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