Archive for Maggio 2009
Dentro ad un camice bianco, taglia XS
Oggi fa caldo, e ho voglia di piangere.
Solo il fatto che lo scrivo qui è pazzesco, ma sapete cosa è? che non me ne frega niente!
Sapete cosa è? che sono un essere umano anche io.
E sono stufa di essere considerata quella forte, quella fredda come il ghiaccio, quella inossidabile, quella che ha le spalle larghe… quella che mantiene la calma ma dentro si sente morire e si chiede attimo dopo attimo dove è il suo limite e se mai riuscirà ad andare altre.
Quella che passa per i corridoi facendo svolazzare il camice, come una specie di gioco, per avere un attimo di tregua da tutte quelle cose che hai ficcate nella testa -come tanti chiodi-, e sorride dentro per il cartellino di riconoscimento che sbatte sul taschino nel petto.
Quella che non ha bisogno di niente perchè da sempre -da tutta la sua vita- è abituata ad arrangiarsi da sola, e se oggi mi tolgo il camice, se oggi ho voglia di piangere, e se oggi ho voglia di essere un essere umano e se oggi ho voglia di portare le mie debolezze e le mie paure come cartellini di riconoscimento… concedetemelo.
Sono un essere umano, e mi chiamavo arg, ancora prima di sapere che era un amminoacido essenziale.
Sono solo un essere umano, una ragazza curiosa (e fortunata) che adora andare a cercare al centro delle cose, che si chiede sempre il “perchè”, che non riesce mai a dire di NO, ………
Ho superato tante di quelle difficoltà, che ora mi sembra impossibile. Ho combattuto contro tanti di quei dolori che neanche io so come posso essere ancora viva. Mi porto dietro tutte le mie cicatrici come ricordo e una valigia piena di esperienze, sapendo che potrò sempre aprirla quando ne ho bisogno, e che le cicatrici hanno reso la mia pelle più dura.
2 comments Lunedì, 25 Maggio, 2009
Sono convinta che le donne con gli occhi che brillano non dovrebbero andarsene mai.
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Di ricordi, perle e cozze.
Oggi ho cercato la composizione chimica della perla. Non mi ricordavo più di quale minerale è composta la perla, mi ricordavo solo le lezioni di anatomia degli invertebrati, dove ci facevano eviscerare polpi, gamberi, cozze… e io ero eccitatissima e volevo sempre lavorare io nel gruppo. Mi ricordo che ho avuto una titubanza solo per la paura di tagliare la tasca del nero del polpo. Vabbe…ma non divaghiamo….
Come sempre, Google Libri accorre in aiuto, con tutti i suoi libri scannerizzati e consultabili on line, come se avessi una mega-biblioteca a casa tua. Io mi domando come si faceva prima … eppure l’ho vissuto!
Ho letto che nella scala di Mohs la perla ha un grado di durezza leggermente inferiore all’apatite. Ho letto che la perla è quasi completamente carbonato di calcio e può subire deterioramento e disidratazione. Se la perla si deteriora prende una forma a uovo, a bariletto. Questo è dovuto al sudore e ai cosmetici, entrambi acidi.
Certo, il carbonato di calcio… non poteva essere altro ( in mare quasi tutto è fatto di carbonato di calcio)
Dopo questo, mi sà che andrò dall’orefice a far cambiare il filo che tiene la collana, infatti questo si impregna di sudore e cosmetici, intaccando la perla dall’interno.
Una cosa è sicura, non dovere avere ragionamenti aberranti tipo: “Se questo spruzzo rende i vetri belli lucenti, funzionerà anche per la collana! “
Mi ha sempre affascinato questa piccola creatura vivente del mare che per bloccare e neutralizzare un parassita o un granello di sabbia, lo avvolge di carbonato di calcio e si ritrova con una pallina bianca fra intestino e branchie.
Allo scopo di difendere i tessuti dall’irritazione… sinceramente ammiro più loro che sanno fare questa specie di magia, che tante donne che per sentirsi importanti e belle hanno bisogno dei gioielli, dei cappotto nuovo del colore alla moda, dell’ennesino accessorio (unutile) -e poi dentro sono vuote di sentimenti e pensieri-.
Certe volte mi stupisco come io sia così poco “ammiratrice” del genere umano, e cos’ tanto invece, del mondo “non umano” che sempre più spesso mi dimostra di essere molto più naturale, capace e intelligente dell‘uomo.
2 comments Domenica, 17 Maggio, 2009
Colloquium Vitae di Max Gazzè
Questa canzone è uscita l’anno che mi sono laureata ed io -mi ricordo- l’ascoltavo sempre in treno e mentre andavo a Torino verso il laboratorio di Biologia animale. Non so, ma da allora considero Max Gazzè un genio ed io la sua preda. Sono la sua preda, perchè mi cattura ogni volta con le sue parole e le sue rime, i suoi giochi di parole e i suoi giochi con le note, con i suoi giri di basso ed i suoi giri di parole. Mi fa entrare in un mondo irreale, dove esiste solo la sua musica che gira e gira e va a toccare parti nascoste del mio cervello e fa lavorare neuroni che non pensavo di possedere. Un giorno -forse- qualche biologo capirà il perchè e darà loro un nome strano, fatto di acronimi incomprensibili… ma ora è troppo presto; e mi godo nella pace più totale le conseguenze di queste sinapsi…
Max Gazzè > La Favola Di Adamo Ed Eva (1998) > Colloquium Vitae
Vita le promesse dovrai pur mantenerle
acceca un altro stronzo se ne hai il coraggio
hai usato un uomo come ostaggio
minacciando di farlo morire
vita rinuncia con me non ti conviene
prendi per il culo qualcun’altro
uno di quelli di carta pieni di te
che lasciano pensare
Ed un anno può sembrare un ora
con tutte le parole
con tutte le parole ancora
che vengono soltanto da seduti
Ricordati vita di chi coi fili ti muove…
Vita non è solo colpa tua
se il mondo è pieno zeppo di buffoni
mi sfogo con te perchè ci tieni in piedi
con i fili tra le dita
Ed un anno può sembrare un ora
con tutte le parole
con tutte le parole ancora
che vengono soltanto da seduti
Vita ricordati che un uomo ama
ricordati di chi coi fili ti muove
non ti sei ancora accorta
che ora ti muovo senza i fili
Ed un anno può sembrare un ora
con tutte le parole
con tutte le parole ancora
che vengono soltanto da seduti
Ricordati vita di chi coi fili ti muove…
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Il centro del mondo
Sì, certo. Come no…
con tutto quello che ho da fare, sto lì a guardare te!
Dedicato a tutte quelle persone che si credono di essere il centro del mondo, attorno a cui ruotano tutti gli altri. Ma chi ti credi di essere!
Non avrai mica la coda di paglia?
Se non sai usare i l computer, non puoi lamentarti con gli altri se tu non sei in grado di usare tutte le potenzialità delle impostazioni del profilo e non sei in grado di eliminare una frase cliccanco sulla X.
E ribadisco il concetto:
hai scoperto l’acqua calda…. e “scartavetri” i c***gl**ni agli altri perchè hai scoperto l’acqua calda.
Fai un bel corso di aggiornamento di informatica e smettila di sparare c**z**e.
Scusate il turpiloquo, ma le persone che hanno una visione della vita così limitata e poco elastica, mi fanno perdere le staffe.
E per ultimo: deve ancoda nascere il “tecnico” che dice a me quello che devo fare!
Questa ultima è cattiva, lo so, ma in fondo te la sei meritata. Io, ho il profilo libero, e questo blog aperto a tutti i lettori e commentatori: perchè non ho nulla da nascondere, ho la coscienza a posto, e mi diverto ad usare l‘autoironia.
Io con tutto quello che ho da fare e a cui pensare….
Ti dedico questra canzone.
Max Gazzè > Tra L’aratro E La Radio (2008) > Siamo Come Siamo
Il tempo ci costringe a fare misurazioni
di calendari, pendoli ,cronometri
c’è chi lo sfida, chi lo teme e chi lo nega
e c’è chi francamente se ne frega
Andiamo avanti solo per inerzie
giù per piani inclinati risparmiando le forze
intrappolati tra pretesti e contesti
nell’ufficio dei protesti
Se non è bello quel che è bello
è bello quello che mi piace
allora è bello quel che vedo
e vedo quello che mi pare e piace
Mi piace quel che appare.
La logica della vendetta è fallimentare
infatti come è noto il dente è perdente
un occhio per un occhio è sempre un occhio solamente
La frenesia di cogliere ogni particolare
di insistere e scoprire il più minuto dettaglio
diventa pornografia che restringe la visuale
Se non è bello quel che è bello
è bello perchè sembra bello
allora esisto perchè sono vivo
e sono vivo perchè l’ho deciso adesso.
Vorrei vivere più spesso.
Hanno tutti un amico che fa prezzi migliori
giudici, tecnici, politici e dottori
chi disprezza e chi compra e chi apprezza non conta
e conta solo chi ha un prezzo.
Poter vivere una vita sola
esclude la salvezza delle correzioni
e nel progresso torneranno ancora i nostri sbagli
Il gatto delle nevi, il bracco dei ghiacciai,
il deltaplano, le scarpe, gli occhiali e le parrucche,
per protesi dentale il ponte di Messina
e avrò un sorriso carrabile
Le favole di Esopo per coscienza collettiva,
007 come vita alternativa,
inabili inarresi in pròtesi protesi,
Siamo come siamo.
Add comment Sabato, 16 Maggio, 2009
Di squali e di uomini
Fonte. “SIDNEY – Aveva un uncino di 3 metri conficcato nelle fauci. Per salvarlo, un biologo marino – aiutandosi con un cilindro protettivo e assistito da un team di esperti – gli ha infilato un braccio nella bocca. Alla fine, il palo è stato estratto e lo squalo – sano e salvo – è stato rimesso in libertà nella Baia di Byron, 800 km a nord di Sidney, in Australia.”
Un uncino! Quello è un vero e proprio arpione da baleniera. Siano maledetti tutti i balenieri di questo mondo.
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Risvegli e ricorrenze
Stamattina mi sono svegliata con una gattina dolce e leggera che , salendomi sul fianco, mi ha annusato la guancia miagolando piano piano: Miao, Miao Miew.
Poi ha iniziato a fare le fusa così forte che sembrava un trattorino…
E’ stato un dolce risveglio, come quelli che piacciono a me.
Calmo e tranquillo, fatto di gesti lenti e sonnacchiosi…. come una gattina leggera e delicata che fa sentire il suo calore sul tuo fianco.
Non mi ha morso stamattina e non ha usato le unghie come suo solito… sembrava volesse svegliarmi con tenerezza… sembrava che capisse e volesse farmi sentire il suo affetto.
Scendo a far colazione. Tu, invece sei già incazzata appena sveglia, sbraiti e hai l’espressione di un cane inferocito.
Odio le persone così… le persone che si svegliano già in guerra con il mondo e con se stesse. Non è umano.
Io amo iniziare la giornata con un sorriso, magari appena accennato, perchè sono ancora stanca e vorrei dormire ancora, con una carezza che ti faccia compagnia per tutta la giornata, con un *Miao MIao Miew* che ti rimanga nella memoria con tutta la sua dolcezza e il mio affetto. *Miao MIao Miew* che tu puoi risentire quando ne hai bisogno, insieme a tutta la carica positiva che porta dentro di sè.
Invece io stamattina ho fatto colazione di corsa, annusando una Nastrina (che erano 6 mesi che non mangiavo più una merendina) per scappare dalla tua rabbia, dal ‘nero’ che hai dentro il cuore.
Voglio la mia mamma. Non tu, che sei la donna che mi ha partorito. Voglio la mia mamma ‘vera’ quella che mi chiamava
‘bel murinìn’ [in dialetto piemontese: bel faccino]
e che rideva felice quando le raccontavo qualche avvenimento della mia giornata…
Venerdì pomeriggio sono stata a trovarla, le ho portato una rosa. Una rosa presa davanti al supermercato per beneficenza per la Croce Rossa : ma so che a lei sarebbe piaciuto così. Una rosa gialla e arancione, i nostri colori preferiti, perchè ci ricordavano il SOLE e la FRUTTA.
Mi sono seduta sul marmo della tomba con quella rosa vicino e sono stata lì, ad aspettare che il pomeriggio tardo diventasse sera.
Mi sorridevi da quella foto sgranata. Era l’ora in cui la gente va a casa, dopo una settimana di lavoro, nervosa e indaffarata. Lì accanto a quella rosa c’era la pace, c’era una voce che non sento più ma che mi ricordo, c’era il nostro modo di festeggiare una ricorrenza che mai come ora mi sembra dolce e bella. C’erano le mie parole pensate, verso di te, come se ti volessi ancora raccontare le vicende che mi accadono nella vita quotidiana.
Tanti auguri, mamma.
2 comments Domenica, 10 Maggio, 2009
Anche gli scienziati ridono
Stamattina, per iniziare la giornata, mi sono cercata un po’ di barzellette in ambito scientifico. E devo dire sono troppo divertenti!
Un fisico, un biologo e un chimico osservano estasiati l’oceano. Il fisico è affascinato, vuole analizzare meglio la dinamica del moto delle onde, e si immerge. Il biologo è affascinato, vuole indagare meglio sulla flora e sulla fauna dell’oceano, anch’egli si immerge. Il chimico è affascinato, aspetta a lungo che i due colleghi riemergano, poi prende il taccuino e scrive le sue osservazioni: “Il fisico e il biologo sono solubili nell’acqua”.
Guida pratica alla scienza moderna:
1) se è verde o si muove, è biologia
2) se puzza, è chimica
3) se non funziona, è fisica
4) se non si capisce, è matematica
5) se non ha senso, è economia
La legge degli strumenti di laboratorio.
1) se lo strumento si accende: è un bene!
2) se funziona bene: è meglio!
3) in ogni caso, si rompera quando più ne hai bisogno.
4) la disponibilità del tecnico sarà inversamente proporzionale alla urgenza che tu hai.
questa ultima barzelletta l’ho inventata io, e chiunque abbia esperienza di strumentazione di laboratorio sa che non è una barzelletta , ma la pura e semplice verità.
Add comment Domenica, 3 Maggio, 2009

