Ricordo di Bruno Lauzi attraverso gli occhi del figlio Maurizio
Sabato, 24 Marzo, 2007
Caro Bruno,
io ero bambina quando cantavi la canzone della tartaruga, ho passato la mia infanzia chiedendomi cosa mangiano le tartarughe e con il pensiero che andando piano si trovano i mari di gelato.
Ho trovato nel pc questo brano registrato alla tv: una intervista del 27 dicembre 2006 a tuo figlio Maurizio Lauzi. E ora ti penso e penso che tuo figlio ti assomiglia molto: mi dà la sensazione di un uomo di grande cuore e di grande sentimento.
Lo intervistano alla tv, e lui si commuove parlando di te…. dai suoi occhi capisco quanto tu fossi un grande uomo.
…che bella che è questa canzone, durante l’intervista mandano il filmato del Sanremo 1997 -tanti anni fa- ma l’emozione di questa canzone è ancora viva e forte!
non so, ma questa musica e queste parole mi hanno commosso, e mi commuovono ancora…
Ma il capo dei giocattoli
che si ricorda di giocare
e lo ricorda al mondo intero
che non sa più come si fa
E lui ti manda dei segnali
e poi recapita i regali
Ho ricordato questa meravigliosa canzone che mi ha sempre dato tante emozioni, e che purtroppo non ha avuto la notorietà che si meritava.
Questa canzone di un Sanremo di tanti anni fa mi ha sempre fatto “sognare”, e ora l’ho ritrovata e ho ritrovato lo sguardo intenso e commosso di tuo figlio.
Voglio scrivere le parole perché sono meravigliose.
Non ha bisogno di emozioni
Che mi colora tutti i riccioli
Ma il capo dei giocattoli
che si ricorda di giocare
e lo ricorda al mondo intero
che on sa più come si fa
Lui ti manda dei segnali
e poi recapita i regali
È l’aviatore del natale
e se lo aspetti forse
un giorno passerà anche di qua.[Artista: Maurizio Lauzi - Titolo: Il Capo Dei Giocattoli - Autori: M.Lauzi
Presentata al Festival di Sanremo 1997 Categoria: Giovani]
♥♥♥♥♥ Per sentite il brano audio wma (incompleto) della canzone clicca qui sotto: uno dei tre funzionerà… spero. ♥♥♥♥♥♥
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«MAURIZIO LAUZI – IL CAPO DEI GIOCATTOLI (Sanremo 1997)»
Tuo figlio mi ha molto colpito per il cuore e l’intelligenza che dimostra. Penso che gli manchi molto. Penso che manchi a tutti. Penso che Genova ha regalato al mondo tanti artisti indimenticabili. Penso alla tartaruga che da piccola mi ha insegnato a non correre e a godermi con lentezza le cose della vita, che sono quelle preziose che sono quelle vere.

Maurizio Lauzi in una intervista televisiva il 27 dicembre 2006
˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜
«Almeno tu nell’universo»
… Sai la gente è matta forse è troppo insoddisfatta, segue il mondo ciecamente
quando la moda cambia, lei pure cambia, continuamente e scioccamente.
…..Sai, la gente è sola, come può lei si consola, per non far sì che la mia mente,
si perda in congetture, in paure, inutilmente e poi per niente.
Tu, tu che sei diverso, almeno tu nell’universo ! Un punto, sai, che non ruota mai intorno a me
un sole che splende per me soltanto, come un diamante in mezzo al cuore.
˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜
«La Tartaruga»
la bella tartaruga che cosa mangerà
chi lo sa, chi lo sa
due foglie di lattuga poi si riposerà
ah ah ah, ah ah ah
la tartaruga un tempo fu
un animale che correva a testa in giù
come un siluro filava via
che ti sembrava un treno sulla ferrovia
ma avvenne un incidente
un muro la fermò
si ruppe qualche dente e allora rallentò
la tartaruga da allora in poi
lascia che a correre pensiamo solo noi
perché quel giorno poco più in là
andando piano lei trovò la felicità
un bosco di carote
un mare di gelato
che lei correndo troppo non aveva mai guardato
e un biondo tartarugo corazzato
che ha sposato un mese fa
la bella tartaruga nel mare va perché
ma perché, ma perché
fa il bagno e poi si asciuga dai tempi di Noè
eh eh eh, eh eh eh
la tartaruga lenta com’e’
afferra al volo la fortuna quando c’e’
dietro una foglia, lungo la via
lei ha trovato, là per là, la felicità
un prato d’insalata
un lago di frittata
spaghetti alla chitarra per passare la serata
un bosco di carote
un mare di gelato
che lei correndo troppo non aveva mai notato
e un biondo tartarugo corazzato
che ha sposato un mese fa
˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜
…..Piccolo uomo non mandarmi via, io piccola donna morirei
è l’ultima occasione per vivere, vedrai che non la perderò
io posso, io devo, io voglio vivere e insieme a te ci riuscirò
io devo farlo, è l’ultima occasione per vivere vedrai che non la perderò
perché io posso, io devo, io voglio vivere ci riusciremo insieme…..
˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜
«Genova Per Noi»
Con quella faccia un po’ così quell’espressione un po’ così
che abbiamo noi prima di andare a Genova
e ben sicuri mai non siamo che quel posto dove andiamo
non c’inghiotte e non torniamo più.
Eppur parenti siamo un po’ di quella gente che c’è lì
che in fondo in fondo è come noi selvatica
ma che paura che ci fa quel mare scuro
che si muove anche di notte non sta fermo mai.
Genova per noi che stiamo in fondo alla campagna
e abbiamo il sole in piazza rare volte
e il resto è pioggia che ci bagna
Genova dicevo è un’ idea come un’ altra…
Ma quella faccia un po’ così quell’espressione un po’ così
che abbiamo noi mentre guardiamo Genova
ed ogni volta l’annusiamo circospetti ci muoviamo
un po’ randagi ci sentiamo noi.
La baia figlia di luce e di follia foschia pesci africa sono nasea e fantasia
e intanto nell’ombra dei loro armadi tengono lini e vecchie lavande lasciaci tornare ai nostri temporali
Genova hai i giorni tutti uguali in un’ immobile campagna con la pioggia che ci bagna
e i gamberoni rossi sono un sogno e il sole è un lampo giallo al parabris
con quella faccia un po’ così quell’espressione
un po’ così che abbiamo noi che abbiamo visto Genova Ah ah ah ah
con quella faccia un po’ così quell’espressione
un po’ così che abbiamo noi che abbiamo visto Genova ah ah ah ah
˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜
Ciao Bruno, e grazie per tutto quello che mi hai dato… che è tanto tanto e tanto!
Entry Filed under: affinità elettive, canzoni del cuore, emozioni, genialità, immagini, musica, pace. .
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1.
Barbara | Mercoledì, 17 Settembre, 2008 at 21:23
Ciao.
Posso chiederti una cortesia. Per caso hai il video di Maurizio Lauzi che parla di suo Papa’. E se lo hai puoi farmelo avere per favore.Saresti davvero molto gentile. Grazie, Barbara