L’artigiano e l’artista

Martedì, 12 Settembre, 2006

Perché mio padre per me è genialità e lavoro manuale; è la zona di confine fra l’artigiano e l’artista. Fra l’invenzione e la magnifica manifattura.

La stella che non c’è
di Gianni Amelio.

Con Sergio Castellitto, Tai Ling.

Drammatico - Italia 2006

Ricordo come se fosse ieri le scene iniziali di La stella che non c’è.
Le sue mani (le mani di Vincenzo Buonavolontà) sporche di olio e i vestiti neri di polvere di ferro e unto.

Lui si vede che non è un operaio… non ha le mani rovinate. Le sue mani lo tradiscono si vede che non ha mai fatto lavori manuali.

Le mani di mio padre sono forti, rovinate e ferite, con le cicatrici di anni di intemperie e colpi. Le mani di un artigiano sono segnate, sono ruvide e piene di calli.

Sta di fatto che la sua figura nel capannone dell’altoforno con il viso sporco e stanco, le mani che con maestria costruiscono con precisione e aggiustano, i vestiti unti e sgualciti, mi hanno ricordato TE nella tua officina e tutte le volte che sono entrata per chiamarti.

Ti trovavo intento davanti a qualche strano macchinario, o con qualche attrezzo. Quei macchinari mi hanno sempre messo un po’ di paura, ma tu li governabili con perizia e attenzione, li dominavi fra schegge e scintille, in un concerto di rumori assordanti, polvere e sporcizia, odore caldo del legno e odore aspro del ferro.
È anche il garage… l’hai trasformato in un’officina perché è dove vai tu c’è anche la tua opera, e dappertutto applichi il tuo ingegno.Alla fine, a lavoro finito noi rimaniamo a bocca aperta.

PS: Anche se hai delle mani da “attore”, grazie Sergio. Sembravi proprio mio padre.

Sergio Castellitto è Vincenzo Buonavolontà in La stella che non c'è
Sergio Castellitto è Vincenzo Buonavolontà in La stella che non c'è

foto di Claudio Iannone

[tratto dall'intervista a Gianni Amelio "La stella che non c'è"]

… Vincenzo è una persona che la pensa in questo modo, quando si mette in testa di fare una cosa, decide di farla al massimo delle sue capacità, con il massimo dell’impegno. Purtroppo si trova in un mondo dove tutti fanno le cose come capitano. Per esempio: lui raccomanda ai Cinesi di non usare la fiamma ossidrica per smontare la macchina poiché l’impianto si potrebbe danneggiare e loro invece usano la fiamma ossidrica per fare prima, per accelerare i tempi. Vincenzo pensa e spera in un mondo che sia a misura d’uomo, a misura delle persona. Non è un caso che io lo veda sempre con le mani indaffarate ad aggiustare qualcosa. Aggiusta una macchina da cucire; all’inzio del film, di testa propria costruisce la centralina danneggiata, e verso la fine del film tenta anche di aggiustare un giocattolo di plastica. Si tratta di una persona che rivendica l’ingegno del singolo e non il mondo che va avanti a creare delle imitazioni e non dei prototipi, come accade oggi in Cina, che commercia un milione di esemplari che sono però tutti finti, solo delle mere riproduzioni.

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