Ho sempre odiato la storia, la filosofia, l’italiano e il latino… tutte quelle materie che bisogna parlare e parlare e poi alla fine non dici niente, perchè ti perdi nel vuoto delle parole.
é molto più espressivo un grafico ad istogramma… o una iperbole nel diagramma cartesiano.
Datemi uno studio di funzione …. E cosa c’è di più bello del concetto di INFINITO? Dico, non succede così anche nella nostra anima?

Io sono quella che sta in un angolino, zitta e osserva. Senza giudicare. Osserva e basta. Quando ha abbastanza dati, allora cerca di rimetterli insieme.
Dicono che sono introversa e taciturna, che sono chiusa, no! e che ti sto studiando.

Curiosa… che vorrebbe antrare dentro ad ogni cosa. Che vorrebbe capire il tutto. MA che anche, si rende conto che il tutto non si può contenere e tanto meno capire.
Alle volte però la curiosità mi porta ad essere, senza volerlo, invadente. E questo è un mio difetto perchè me ne accorgo solo dopo.

Sarà che alle volte fai fatica ad aprirti, sarà che sei diffidente e non ti fidi, sarà che è più facile parlare del tempo che non di te stesso, sarà che è più facile rimanere in superfice piuttosto che andare nelle profondità del mare, sarà … ma alle volte succede che per una strana sinergia di casualità e affinità elettive, quello che ricevi in cambio non ha prezzo.
……….

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Christian Bautista Lyrics
The Way you Look at me

No one ever saw me like you do
All the things that I could add up to
I never knew just what a smile was worth
But your eyes say everything without a single word

‘Cause there’s something in the way you look at me
It’s as if my heart knows you’re the missing piece
You make me believe that there’s
nothing in this world I can’t be
I’d never know what you see
But there’s something in the way you look at me

If I could freeze the moment in my mind
Be the second that you touch your lips to mine
I’d like to stop the clock make time stand still
‘Cause baby this is just the way I always wanna feel
[ Find more Lyrics on www.mp3lyrics.org/sV ]

‘Cause there’s something in the way you look at me
It’s as if my heart knows you’re the missing piece
You make me believe that there’s
nothing in this world I can’t be
I’d never know what you see
But there’s something in the way you look at me

I don’t know how or why
I feel different in your eyes
All I know is that it happens every time

‘Cause there’s something in the way you look at me
It’s as if my heart knows you’re the missing piece
You make me believe that there’s
nothing in this world I can’t be
I’d never know what you see
But there’s something in the way you look at me

The way you look at me

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La parte buona del DNA

Sono andata in lavanderia e il proprietario senza neanche dicessi il cognome da mettere nel giaccone, mi ha detto: ma certo, sei la figlia del Gian.
Ci assomigli tanto. E rivolto verso la moglie. Sai chi è lei… ma sai che suo padre è un genio delle costruzioni.
Ho raddrizzato la schiema: orgogliosa di assomigliargli.

Se non avessi ereditato da te una parte significativa di DNA, ora non avrei ottenuto niente di quello che ho ottenuto.
MI acccorgo che gli assomiglio: mi arrabbio quando a cena ti presenti sempre tardissimo: E dovevo finire il lavoro. MA io faccio lo stesso…
Non c’è cemento, legno , ferro, piscina, tubo, terreno o filo elettrico che tu non sia riuscito a domare e sistemare.
Abituata a vivere in case costruite da lui, mi sono accorta di quanto sia un artista artigiano, vedenso le imperfezioni nelle case appena costruite da altri.
Anche la mania per la precisione e la soddisfazione di fare un lavoro ben fatto ho ereditato. Anche la mia di tenere tutto: che non si sa mai può servire un giorno… tanto che nella sua officina trovi veramente tutto! come nella mia borsa… riconosco il tuo disordine perchè ha lo stesso stile del mio, …. è una forma di ordine dinamico.

Mi chiami quando hai bisogno di lavori di precisione, sulle piccole viti, o negli spazi piccoli, dicendomi: ho bisogno delle tue ditine… perchè hai le mani grandi e grosse, con i polpastrelli rovinati da decenni di calce.
Il tuo sogno era che diventassi geometra, invece ora quando ti chiedono di me….- Sai che mi hanno chiesto e io non mi ricordo mai in cosa sei laureata…. non mi viene la parola e per rispondere devo farmi venire in mente la fossa biologica!
Quando vuoi da me qualche favore mi chiami NAny, quando sei arrabbiato invece gridi da 2 piani sotto: Dooootttoooresssah!!! che sembra sia successo un disastro.
NOn ti sei mai preìso delle vacanze perchè le tue vacanze sono semplicemente cambiare occupazione, dal cemento al legno.
Mi innervosisci quando per spiegare una cosa, parti da lontano e la fai tanto lunga… quando basterebbero 2 parole, ma forse anche io sono così.
Ho imparato a togliere le schegge dalle dita senza battere ciglio.
Per la mia laurea mi hai regalato: il pavimento nuovo al piano superiore.
Tu non sai che cosa è un 110 e lode con menzione di nomina, ma per noi 2 questo non importa. Sei stato orgoglioso di me solo quando sono riuscita a incollare le piastrelle della cucina che si erano staccate.
Ti ho visto applicare il metodo scientifico a caldaie rotte, crepe nei muri e impianti elettrici, ed arrovellarti il cervello per venirne a capo. Ho visto la tua soddisfazione quando finalmente la lampadina si accendeva, dopo giorni che ci lavoravi. Usi il pensiero scientifico, senza neanche sapere cosa è, perchè il tuo cervello funziona così… naturalmente e spontaneamente, e poi esclami: ag vò tant senso mè nà cròva!
Ti ho visto rompere i muri e poi all’improvviso posare lo scalpello: Stiamo ai primi danni… perchè importa agire, ma anche sapere quando fermarsi, vedere il limite oltre cui agire causa solo danno. Ecco. Ho sempre considerato questa una grande filosofia di vita. Saper dire basta. Riconoscere quando fermarsi. Riconoscere i propri limiti.

Ti ho visto tutto soddisfatto perchè l’impianto elettrico funzionava, o l’impianto idraulico non perdeva. ‘Porco belin Abate’ è la tua esclamazione preferita quando c’è un contratempo.
Sei la parte buona del mio DNA e so che con te c’è sempre una battuta divertente, e una risposta cortese, anche quando sei stanco: gli ospiti in casa si fanno delle grosse risate perchè hai la capacità di vedere l’ironia e il lato comico nelle vicende quotidiane. Ed io mi sto allenando per fare come te.
Ti ho visto sfidare il gelo invernale e il caldo opprimente, lavorare sui tetti della chiesa camminando sulle tegole, mentre trattenevo il respiro e deglutivo la paura. Ti ho vosto fermare il lavoro per salvare un nido di un passero… innondare di cherosene un nido di calabroni.
La mattina ti annodo il foulard al collo, e ti vedo partire con lo stesso passo di Jonh Wayne, che per niente è il tuo attore preferito.
Litighiamo sempre perchè vuoi vedere il telegiornare durante i pasti e non leggi mai le istruzioni degli strumenti. Con te orologi e occhiali hanno vita breve, perchè li perdi nei boschi o li brasi con le schegge del flessibie.
Il rumore della betomiera che impasta il cemento è per me come una ninna nanna.
Ti ho visto piegare a mani nude tubi di ferro della caldaia, bestemmiare perchè quella cosa non andava, costruire un bunker antiatomico e posare un forno per la pizza.

Se c’è un complimento che possono farmi è quello di dirmi che ti assomiglio.

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Cortocircuiti neuronali

La storia di un paziente è tanto importante quanto i suoi sintomi. Ci fa capire se un dolore al petto è un attacco cardiaco, se è un malditesta o un tumore. Qualche volta i pazienti cercano di riscrivere la loro storia. Affermano che non fumano o si dimenticano di menzionare alcune medicine il che, in chirurgia, equivale al bacio della morte. Possiamo ignorarla quanto vogliamo, ma la nostra storia alla fine torna sempre a tormentarci.Alcune persone pensano che senza una storia le nostre vite non varrebbero nulla. Ad un certo punto dobbiamo scegliere: dobbiamo affidarci a ciò che conosciamo o dobbiamo andare avanti verso qualcosa di nuovo. E’ difficile non essere perseguitati dal proprio passato. La nostra storia e ciò che ci da forma… che ci giuda. La nostra storia torna sempre a galla… sempre, sempre, sempre. Quindi dobbiamo ricordarcelo, qualche volta la storia più importante è la storia che stiamo costruendo oggi.

Che confusione ho nella testa….
allora oggi faccio la pulizia del disco rigido e la defframentazione.
E’ come dentro il mio armadio. Butto lì tutto, accastatando, vestiti che non metterò mai più, ma sono un ricordo… borse e zaini soppravissuti a rocamboleschi viaggi in treno di una vita da pendolare, ustionati da qualche acido organico con il nome impronunciabile. Un paio di pantaloni blu, con i tasconi, che io adoro, macchiati di Blu Comassie, che mi ricordano Torino, il viso di Eva, le bollicine dell’elettroforesi e i bottiglini di latte umano da scongelare che diventavano campione 1. La cuvetta di quarzo che se ti cadeva dalle mani eri rovinata… e una voce dal corridoio profonda e austesa, ma dolce insieme:
- Io vado a prendere mio nipote all’asilo. Se telefona qualcuno, io non ci sono! per nessuno!
- Va bene, professore.

Ecco, oggetti nascosti dentro l’armadio e ricordi si intrecciano, non riesco a buttarli via.
Ma devo fare un po’ di posto: perchè non si può tenere tutto, perchè devo fare spazio alle cose nuove, che diventeranno i ricordi del futuro.

Ecco, c’è bisogno di spazio per le cose nuove, bisogna fare il vuoto per riempirlo delle cose belle che verranno. Ho bisogno di spazio.
Devo fare pulizia e buttare via un po’ di cose… pulire, pulire, pulire!
Schiacciare il tasto pulizia e deframmentazione nel pc è più facile, non ci sono in ballo i tuoi sentimenti. E poi fa tutto lui… Ma anche il pc si riempie di cose inutili, come la mia testa.

“NON si dispone di abbastanza spazio libero per completare l’operazione…”
E se questo non è un cortociucuito.
Anche il mio cellulare mi dice: “Memoria quasi esaurita”. E dio, che ho sempre parlato con gli strumenti e il pc, (con somma ilarità di chi assiste), inizio una seria discussione sugli stili di coping.
Che confusione che ho nella testa…. Se anche per la mia testa ci fosse un tasto: deframmenta.

Ci sono delle gerarchie nella vita…
Sappiate fare una classifica delle cose importanti e delle cose non importanti…
Sappiate discernere le priorità della vostra vita.

Serve il tempo. E il tempo è l’unica cosa che scarseggia.
Questa è il prima estate dopo 6 anni che riesco a prendermi un po’ di tempo per me, tralasciando altre cose.
Bisogna sapere quali sono le cose importanti e quelle non importanti e saperle mettere in graduatoria. Qiesta volta ho riscritto la classifica delle priorità, per un bisogno impellente di pensare a me.
Fregarmene un po’ di più del resto. Ecco.

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Cambio di abitudini

FB alle volte mi sembra così freddo, impersonale, pieno di gente che va e viene, che oggi-c’è-e-domani-chissà… come una stazione della metropolitana dove le persone, con il cervello carico dei loro pensieri, passano, guardano ma non si fermano. E forse è giusto così.
Sarà che sono abituata al blog, dove tutto è il contrario di FB, dove scrivi lunghi pensieri protetta dal tuo “nickname” =tanto nessuno mi conosce.
Sarà che alle volte fai fatica ad aprirti, sarà che sei diffidente e non ti fidi, sarà che è più facile parlare del tempo che non di te stesso, sarà che è più facile rimanere in superfice piuttosto che andare nelle profondità del mare, sarà … ma alle volte succede che per una strana sinergia di casualità e affinità elettive, quello che ricevi in cambio non ha prezzo.

MA alle volte FB mi sembra così freddo, allora ci provo io a scaldarlo un po’… perchè se c’è una cosa che mi riesce bene è questa: andare al cuore delle cose, giù in fondo, afferro e porto sù.
Poi, lo so che non sono brava con le parole, il mio stile cognitivo visuale mi porta a capire meglio le immagini, i colori, i gesti e il silenzio.
Sarà che la mia sordità completa unilaterale ha sviluppato di più certi sensi, in modo imperfetto certo, ma istintivamente quando alle volte non recepisci le parole, ti affidi agli occhi e alle mani e a tutto quel complesso sistema di muscoli del nostro volto…
Lo so che scrivo male, che uso spesso il pensiero per Insight, e salto di qui e di là senza seguire un filo logico per voi.

Tanto chi mi conosce da anni, lo sa… e chi mi conosce poco… imparerà!
Ed ora è finito l’effetto della caffeina…

2 comments Domenica, 14 Giugno, 2009

Le mie parole – Pacifico

Pacifico > Pacifico (2000) > Le Mie Parole

Le mie parole sono sassi, precisi e aguzzi,
pronti da scagliare,
su facce vulnerabili e indifese,
sono nuvole sospese, gonfie di sottintesi,
che accendono negli occhi infinite attese
sono gocce preziose, indimenticate,
a lungo spasimate e poi centellinate,
sono frecce infuocate
che il vento o la fortuna sanno indirizzare

Sono lampi dentro a un pozzo, cupo e abbandonato,
un viso sordo e muto che l’amore ha illuminato,
sono foglie cadute, promesse dovute,
che il tempo ti perdoni per averle pronunciate
sono note stonate, sul foglio capitate per sbaglio,
tracciate e poi dimenticate,
le parole che ho detto, oppure ho creduto di dire,
lo ammetto

RIT.
strette tra i denti,
passate, ricorrenti,
inaspettate, sentite o sognate…

Le mie parole son capriole, palle di neve al sole,
razzi incandescenti prima di scoppiare,
sono giocattoli e zanzare, sabbia da ammucchiare,
piccoli divieti a cui disobbedire,
sono andate a dormire, sorprese da un dolore profondo
che non mi riesce di spiegare
fanno come gli pare, si perdono al buio
per poi continuare

Sono notti interminate, scoppi di risate,
facce sovraesposte per il troppo sole,
sono questo le parole,
dolci o rancorose, piene di rispetto oppure indecorose
Sono mio padre e mia madre,
un bacio a testa prima del sonno un altro prima di partire,
le parole che ho detto, e chissà quante ancora
devono venire…

RIT.
strette tra i denti
risparmiano i presenti,
immaginate, sentite o sognate,
spade, fendenti,
al buio sospirate, perdonate,
da un palmo soffiate

Add comment Domenica, 14 Giugno, 2009

Dentro ad un camice bianco, taglia XS

Oggi fa caldo, e ho voglia di piangere.
Solo il fatto che lo scrivo qui è pazzesco, ma sapete cosa è? che non me ne frega niente!

Sapete cosa è? che sono un essere umano anche io.
E sono stufa di essere considerata quella forte, quella fredda come il ghiaccio, quella inossidabile, quella che ha le spalle larghe… quella che mantiene la calma ma dentro si sente morire e si chiede attimo dopo attimo dove è il suo limite e se mai riuscirà ad andare altre.
Quella che passa per i corridoi facendo svolazzare il camice, come una specie di gioco, per avere un attimo di tregua da tutte quelle cose che hai ficcate nella testa -come tanti chiodi-, e sorride dentro per il cartellino di riconoscimento che sbatte sul taschino nel petto.
Quella che non ha bisogno di niente perchè da sempre -da tutta la sua vita- è abituata ad arrangiarsi da sola, e se oggi mi tolgo il camice, se oggi ho voglia di piangere, e se oggi ho voglia di essere un essere umano e se oggi ho voglia di portare le mie debolezze e le mie paure come cartellini di riconoscimento… concedetemelo.

Sono un essere umano, e mi chiamavo arg, ancora prima di sapere che era un amminoacido essenziale.
Sono solo un essere umano, una ragazza curiosa (e fortunata) che adora andare a cercare al centro delle cose, che si chiede sempre il “perchè”, che non riesce mai a dire di NO, ………

Ho superato tante di quelle difficoltà, che ora mi sembra impossibile. Ho combattuto contro tanti di quei dolori che neanche io so come posso essere ancora viva. Mi porto dietro tutte le mie cicatrici come ricordo e una valigia piena di esperienze, sapendo che potrò sempre aprirla quando ne ho bisogno, e che le cicatrici hanno reso la mia pelle più dura.

2 comments Lunedì, 25 Maggio, 2009

Sono convinta che le donne con gli occhi che brillano non dovrebbero andarsene mai.

1 comment Sabato, 23 Maggio, 2009

Di ricordi, perle e cozze.

Oggi ho cercato la composizione chimica della perla. Non mi ricordavo più di quale minerale è composta la perla, mi ricordavo solo le lezioni di anatomia degli invertebrati, dove ci facevano eviscerare polpi, gamberi, cozze… e io ero eccitatissima e volevo sempre lavorare io nel gruppo. Mi ricordo che ho avuto una titubanza solo per la paura di tagliare la tasca del nero del polpo. Vabbe…ma non divaghiamo….

Come sempre,  Google Libri accorre in aiuto, con tutti i suoi libri scannerizzati e consultabili on line, come se avessi una mega-biblioteca a casa tua. Io mi domando come si faceva prima … eppure l’ho vissuto! 

Ho letto che nella scala di Mohs la perla ha un grado di durezza leggermente inferiore all’apatite. Ho letto che la perla è quasi completamente carbonato di calcio e può subire deterioramento e disidratazione. Se la perla si deteriora prende una forma a uovo, a bariletto. Questo è dovuto al sudore e ai cosmetici, entrambi acidi. 

Certo, il carbonato di calcio… non poteva essere altro ( in mare quasi tutto è fatto di carbonato di calcio)

Dopo questo, mi sà che andrò dall’orefice a far cambiare il filo che tiene la collana, infatti questo si impregna di sudore e cosmetici, intaccando la perla dall’interno. 
Una cosa è sicura, non dovere avere ragionamenti aberranti tipo: “Se questo spruzzo rende i vetri belli lucenti, funzionerà anche per la collana! “

Mi ha sempre affascinato questa piccola creatura vivente del mare che per bloccare e neutralizzare un parassita o un granello di sabbia, lo avvolge di carbonato di calcio e si ritrova con una pallina bianca fra intestino e branchie.
Allo scopo di difendere i tessuti dall’irritazione… sinceramente ammiro più loro che sanno fare questa specie di magia, che tante donne che per sentirsi importanti e belle  hanno bisogno dei gioielli, dei cappotto nuovo del colore alla moda, dell’ennesino accessorio (unutile) -e poi dentro sono vuote di sentimenti e pensieri-.

Certe volte mi stupisco come io sia così poco “ammiratrice” del genere umano, e cos’ tanto invece, del mondo “non umano” che sempre più spesso mi dimostra di essere molto più naturale, capace e intelligente dell‘uomo.

2 comments Domenica, 17 Maggio, 2009

Colloquium Vitae di Max Gazzè

Questa canzone è uscita l’anno che mi sono laureata ed io -mi ricordo- l’ascoltavo sempre in treno e mentre andavo a Torino verso il laboratorio di Biologia animale. Non so, ma da allora considero Max Gazzè un genio ed io la sua preda. Sono la sua preda, perchè mi cattura ogni volta con le sue parole e le sue rime, i suoi giochi di parole e i suoi giochi con le note, con i suoi giri di basso ed i suoi giri di parole. Mi fa entrare in un mondo irreale, dove esiste solo la sua musica che gira e gira e va a toccare parti nascoste del mio cervello e fa lavorare neuroni che non pensavo di possedere. Un giorno -forse- qualche biologo capirà il perchè e darà loro un nome strano, fatto di acronimi incomprensibili… ma ora è troppo presto; e mi godo nella pace più totale le conseguenze di queste sinapsi…


Max Gazzè > La Favola Di Adamo Ed Eva (1998) > Colloquium Vitae

Vita le promesse dovrai pur mantenerle
acceca un altro stronzo se ne hai il coraggio
hai usato un uomo come ostaggio
minacciando di farlo morire
vita rinuncia con me non ti conviene
prendi per il culo qualcun’altro
uno di quelli di carta pieni di te
che lasciano pensare

Ed un anno può sembrare un ora
con tutte le parole
con tutte le parole ancora
che vengono soltanto da seduti

Ricordati vita di chi coi fili ti muove…

Vita non è solo colpa tua
se il mondo è pieno zeppo di buffoni
mi sfogo con te perchè ci tieni in piedi
con i fili tra le dita

Ed un anno può sembrare un ora
con tutte le parole
con tutte le parole ancora
che vengono soltanto da seduti

Vita ricordati che un uomo ama
ricordati di chi coi fili ti muove
non ti sei ancora accorta
che ora ti muovo senza i fili

Ed un anno può sembrare un ora
con tutte le parole
con tutte le parole ancora
che vengono soltanto da seduti

Ricordati vita di chi coi fili ti muove…

Add comment Sabato, 16 Maggio, 2009

Il centro del mondo

Sì, certo. Come no…
con tutto quello che ho da fare, sto lì a guardare te!

Dedicato a tutte quelle persone che si credono di essere il centro del mondo, attorno a cui ruotano tutti gli altri. Ma chi ti credi di essere!

Non avrai mica la coda di paglia?
Se non sai usare i l computer, non puoi lamentarti con gli altri se tu non sei in grado di usare tutte le potenzialità delle impostazioni del profilo e non sei in grado di eliminare una frase cliccanco sulla X.

E ribadisco il concetto:
hai scoperto l’acqua calda…. e “scartavetri” i c***gl**ni agli altri perchè hai scoperto l’acqua calda.
Fai un bel corso di aggiornamento di informatica e smettila di sparare c**z**e. 

Scusate il turpiloquo, ma le persone che hanno una visione della vita così limitata e poco elastica, mi fanno perdere le staffe.

E per ultimo: deve ancoda nascere il “tecnico” che dice a me quello che devo fare!

Questa ultima è cattiva, lo so, ma in fondo te la sei meritata. Io, ho il profilo libero, e questo blog aperto a tutti i lettori e commentatori: perchè non ho nulla da nascondere, ho la coscienza a posto, e mi diverto ad usare l‘autoironia.

Io con tutto quello che ho da fare e a cui pensare….

Ti dedico questra canzone.

Max Gazzè > Tra L’aratro E La Radio (2008) > Siamo Come Siamo

Il tempo ci costringe a fare misurazioni
di calendari, pendoli ,cronometri
c’è chi lo sfida, chi lo teme e chi lo nega
e c’è chi francamente se ne frega

Andiamo avanti solo per inerzie
giù per piani inclinati risparmiando le forze
intrappolati tra pretesti e contesti
nell’ufficio dei protesti

Se non è bello quel che è bello
è bello quello che mi piace
allora è bello quel che vedo
e vedo quello che mi pare e piace

Mi piace quel che appare.

La logica della vendetta è fallimentare
infatti come è noto il
dente è perdente
un occhio per un occhio è sempre un occhio solamente

La frenesia di cogliere ogni particolare
di insistere e scoprire il più minuto dettaglio
diventa pornografia che restringe la visuale

Se non è bello quel che è bello
è bello perchè sembra bello
allora esisto perchè sono vivo
e sono vivo perchè l’ho deciso adesso.

Vorrei vivere più spesso.

Hanno tutti un amico che fa prezzi migliori
giudici, tecnici, politici e dottori
chi disprezza e chi compra e chi apprezza non conta
e conta solo chi ha un prezzo.

Poter vivere una vita sola
esclude la salvezza delle correzioni
e nel progresso torneranno ancora i nostri sbagli

Il gatto delle nevi, il bracco dei ghiacciai,
il deltaplano, le scarpe, gli occhiali e le parrucche,
per protesi dentale il ponte di Messina
e avrò un sorriso carrabile

Le favole di Esopo per coscienza collettiva,
007 come vita alternativa,
inabili inarresi in pròtesi protesi,
Siamo come siamo.

Add comment Sabato, 16 Maggio, 2009

Di squali e di uomini

Fonte. “SIDNEY – Aveva un uncino di 3 metri conficcato nelle fauci. Per salvarlo, un biologo marino – aiutandosi con un cilindro protettivo e assistito da un team di esperti – gli ha infilato un braccio nella bocca. Alla fine, il palo è stato estratto e lo squalo – sano e salvo – è stato rimesso in libertà nella Baia di Byron, 800 km a nord di Sidney, in Australia.”

Un uncino! Quello è un vero e proprio arpione da baleniera. Siano maledetti tutti i balenieri di questo mondo.

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Risvegli e ricorrenze

Stamattina mi sono svegliata con una gattina dolce e leggera che , salendomi sul fianco, mi ha annusato la guancia miagolando piano piano: Miao, Miao Miew.

Poi ha iniziato a fare le fusa così forte che sembrava un trattorino… 

E’ stato un dolce risveglio, come quelli che piacciono a me.
Calmo e tranquillo, fatto di gesti lenti e sonnacchiosi…. come una gattina leggera e delicata che fa sentire il suo calore sul tuo fianco.

Non mi ha morso stamattina e non ha usato le unghie come suo solito… sembrava volesse svegliarmi con tenerezza… sembrava che capisse e volesse farmi sentire il suo affetto.

Scendo a far colazione. Tu, invece sei già incazzata appena sveglia, sbraiti e hai l’espressione di un cane inferocito.

Odio le persone così… le persone che si svegliano già in guerra con il mondo e con se stesse. Non è umano.

Io amo iniziare la giornata con un sorriso, magari appena accennato, perchè sono ancora stanca e vorrei dormire ancora, con una carezza che ti faccia compagnia per tutta la giornata, con un *Miao MIao Miew* che ti rimanga nella memoria con tutta la sua dolcezza e il mio affetto. *Miao MIao Miew* che tu puoi risentire quando ne hai bisogno, insieme a tutta la carica positiva che porta dentro di sè.

Invece io stamattina ho fatto colazione di corsa, annusando una Nastrina (che erano 6 mesi che non mangiavo più una merendina) per scappare dalla tua rabbia, dal ‘nero’ che hai dentro il cuore.

Voglio la mia mamma. Non tu, che sei la donna che mi ha partorito. Voglio la mia mamma ‘vera’ quella che mi chiamava 

‘bel murinìn’ [in dialetto piemontese: bel faccino]

e che rideva felice quando le raccontavo qualche avvenimento della mia giornata…

Venerdì pomeriggio sono stata a trovarla, le ho portato una rosa.  Una rosa presa davanti al supermercato per beneficenza per la Croce Rossa : ma so che a lei sarebbe piaciuto così. Una rosa gialla e arancione, i nostri colori preferiti, perchè ci ricordavano il SOLE e la FRUTTA.

Mi sono seduta sul marmo della tomba con quella rosa vicino e sono stata lì, ad aspettare che il pomeriggio tardo diventasse sera.
Mi sorridevi da quella foto sgranata. Era l’ora in cui la gente va a casa, dopo una settimana di lavoro, nervosa e indaffarata. Lì accanto a quella rosa c’era la pace, c’era una voce che non sento più ma che mi ricordo, c’era il nostro modo di festeggiare una ricorrenza che mai come ora mi sembra dolce e bella. C’erano le mie parole pensate, verso di te, come se ti volessi ancora raccontare le vicende che mi accadono nella vita quotidiana.

Tanti auguri, mamma.

2 comments Domenica, 10 Maggio, 2009

Add comment Venerdì, 8 Maggio, 2009

Anche gli scienziati ridono

Stamattina, per iniziare la giornata, mi sono cercata un po’ di barzellette in ambito scientifico. E devo dire sono troppo divertenti!

Un fisico, un biologo e un chimico osservano estasiati l’oceano. Il fisico è affascinato, vuole analizzare meglio la dinamica del moto delle onde, e si immerge. Il biologo è affascinato, vuole indagare meglio sulla flora e sulla fauna dell’oceano, anch’egli si immerge. Il chimico è affascinato, aspetta a lungo che i due colleghi riemergano, poi prende il taccuino e scrive le sue osservazioni: “Il fisico e il biologo sono solubili nell’acqua”.

Guida pratica alla scienza moderna:
1) se è verde o si muove, è biologia
2) se puzza, è chimica
3) se non funziona, è fisica
4) se non si capisce, è matematica
5) se non ha senso, è economia

La legge degli strumenti di laboratorio.
1) se lo strumento si accende: è un bene!
2) se funziona bene: è meglio!
3) in ogni caso, si rompera quando più ne hai bisogno.
4) la disponibilità del tecnico sarà inversamente proporzionale alla urgenza che tu hai.

questa ultima barzelletta l’ho inventata io, e chiunque abbia esperienza di strumentazione di laboratorio sa che non è una barzelletta , ma la pura e semplice verità.

Add comment Domenica, 3 Maggio, 2009

Add comment Lunedì, 27 Aprile, 2009

L’evoluzione delle medicine

“Ho mal d’orecchio”

2000 a.C: “Tieni, Succhia questa radice miracolosa”

anno 1000: “Quella radice è un veleno. Recita questa preghiera”

anno 1850: “Questa preghiera è superstizione. Bevi questa pozione”

anno 1940: “Questa pozione è un veleno. Ingoia questa pillola”

anno 1985: “Questa pillola non funziona. Prendi questo antibiotico”

anno 2000: “Questo antibiotico non è naturale. Tieni, succhia questa radice biodinamica miracolosa”

Fonte: Blog | Scienza in cucina – Blog Archive -L’evoluzione delle medicine

Add comment Lunedì, 13 Aprile, 2009

Per la zia Bella

Mi guardi da quella foto e ciò è sufficiente. 

Sei bella, zia, bella come il sole.

Bella come mai ti ricordavo.

Bella come un nome.

Bella come queste lacrime mentre cammino

dietro a questa signora gentile.

Indosso la tua camicetta senza maniche

con il colletto in sù come usavi fare tu e come piaceva a me.

Ti indosso, ti piango, ti porto con me.

Sei bella come queste lacrime che non riesco a trattenere.

Sei bella come ogni donna che ti assomiglia e mi ricorda le tue rughe e la tua mitezza.

Sei bella, zia, nel mio ricordo e in questa anima che mi pervade, che ci tiene unite.

Bella come un momento,

come una ricorrenza.

Add comment Venerdì, 3 Aprile, 2009

Regalo etereo

Nel giorno del mio compleanno, è arrivato un film inaspettato.

Grazie zia, so che è un regalo tuo.

L’ho riconosciuto, nella confusione degli eventi che mi prende; ho ritrovato la tua delicatezza e i tuoi colori chiari.

… è un tuo regalo, che mi fa sognare e mi fa sorridere, che mi riporta il sentimento sereno di quando eri accanto a me. E solo i tuoi regali hanno questo sapore. Solo tu sapevi farmi queste sorprese.

Grazie, zia. Grazie di aver voluto starmi vicina oggi.


Add comment Sabato, 19 Luglio, 2008

“pensieri per una zia speciale”

“pensieri per una zia speciale” « Pensieri con le Ali

… alcuni pensieri sono su wordpress

Add comment Venerdì, 27 Giugno, 2008

“pensieri per una zia speciale”

pensieri di te…

oggi

stamattina un anno fa, tornavi ad essere il sole che eri

stamattina mi sono svegliata all’alba che tu dovevi ancora alzarti, ti ho aspettato, mentre uno spicchio di luna stava sull’orizzonte ad est.

Non avevo mai visto la luna così bassa e così ad est. Appena dopo il suo sorgere.

Ti ho mandato un bacio.

E ho sentito che lo hai ricevuto. E ti ho detto: Sei bella, non sei mai stata così bella

é una magia, zia, una magia… che l’alba abbia i tuoi stessi colori.

ci sono attimi eterni in cui io ti ritrovo

è una magia che io ti sento nel sole e nella luce dell’alba, ci sono attimi in cui io, te, la luna e il sole siamo in armonia: il sole e la luna allineati all’orizzonte ad est….

è una magia che oggi qualcuno sia arrivato qui digitando “pensieri per una zia speciale”

….”dedicato a te, perchè il tuo esempio mi veste come un abito” scriverò

 

e stasera c’è “Don Matteo” che a te piaceva così tanto,
che guardavamo insieme nei pomeriggi di riposo,
la tua gioia nell’ammirare Natalina
per me
ora
è fonte di infinita dolcezza.

pensieri di te, zia.
…pensieri di te, Luna,
… pensieri di te, Sole.

2 comments Giovedì, 3 Aprile, 2008

Pensieri con le ali

…Continua su Pensieri con le Ali.

Add comment Lunedì, 22 Ottobre, 2007

Questo blog chiude

cuore arancione e tante bellissime rose arancioni per te

I miei pensieri non voleranno più.
Si è spenta la mia luce del mattino, con la sua delicatezza e sua la dolcezza.
Per sempre.
Senza il mio Sole non si può volare.
Si è spento il mio Sole e con lei i miei sorrisi, la mia gioia,la mia forza, necessaria per far volare i miei pensieri.
Se ne è andata la mia luce del mattino. Aurora del mattino.

Questo blog chiude per sempre, perchè non posso volare senza la mia luce.
Pensieri con le Ali chiude perchè senza la luce del mattino non posso più volare.

Se ne è andato il mio Sole e non si può volare senza il raggio di luce del mattino. Non ha più senso volare, non ha più senso far volare i miei pensieri.
Il Sole del mattino.
Senza il mio Sole.
Per sempre.

20 comments Mercoledì, 4 Aprile, 2007

Come facevi tu. In punta di piedi, non volevi mai disturbare nessuno. Silenziosa. Come facevi tu. E io non dimenticherò mai.

1 comment Mercoledì, 4 Aprile, 2007

Le coincidenze indicano la via e ci parlano alias C’era un pettirosso

Le coincidenze indicano la via e ci parlano
alias C’era un pettirosso

Scusa se oggi non ho potuto fare niente. Scusa se non ho fatto niente.
Perdonami tutto.
Voglio dirti che ho sofferto con te e voglio dirti che mai penserò che eri solo uno . Uno dei tanti e che per questo non importa.
Eri uno, ma eri parte del tutto.
Ora senza di te, il tutto è mancante di qualcosa. Senza te non è la stessa cosa.
Avere le ali a volte non è facile. A volte è pericoloso, sai?
Si corrono pericoli che gli altri senza ali non corrono, bisogna stare molto più attenti.
Con le ali si possono trovare ostacoli e imprevisti che chi è senza ali non ha.
Con le ali si può picchiare contro i muri o contro le finestre, credendo di andare oltre e si ci fa male. Molto male.
Ma abbiamo le ali e sono rischi che dobbiamo correre.

Oggi respiro con te…. Ed era come se su quei scalini ci fossi io.
Oggi soffro con te.

Ma abbiamo le ali e corriamo molti più rischi, ma abbiamo le ali e qualcosa ci impone di usarle. Ma abbiamo le ali e dobbiamo volare, col rischio di urtare un ostacolo e farci male, col rischio di cadere fra l’indifferenza di chi non ha le ali.

Le coincidenze indicano la via e ci parlano
alias C’era un pettirosso

Le coincidenze indicano la via e ci parlano  alias C'era un pettirosso - C'era un pettirosso

Add comment Lunedì, 2 Aprile, 2007

Mamma nel cuore

Io ho una zia eccezzzzzionale, sapete! Una donna fantastica. Sensibile e intelligente. Moderna e raffinata, ma nello stesso tempo naturale e fantasiosa.
Ieri pomeriggio, mi ha chiamato al cellulare perchè non stava bene, io sono entrata alla riunione di lavoro subito dopo aver parlato con lei, e , come se la sua forza e il suo affetto mi fosse rimasto addosso ho fatto un ottima figura, perchè e solo perchè avevo nel cuore lei. Parlavo e spiegavo, ma la mia testa era ancora al telefono con lei. Lei, la mia ziona, che mi trasmetteva la sua elegenza e la sua raffinatezza nel parlare, non ostentata, ma naturale.
Ho una zia eccezionale che io chiamo - mamma nel cuore- ed è grazie a lei se ieri pomeriggio è andato tutto bene e ho fatto un “lavoro molto molto buono” come lo ha definito l’uomo con l’accento spagnolo (vedi post).
…é grazie a lei, se ho ricevuto e dato abbracci forti

Ora non sta bene, e io sono preoccupata.

Add comment Domenica, 1 Aprile, 2007

Uomo gentile e intelligente

Nell’arco di 24 ore, per lo stesso motivo, ho ricevuto un doloroso insulto (uno sberleffo) e poi ho ricevuto una grande gioia e mi sono sentita soddisfatta di me stessa e delle mie azioni.

Oggi devo ringraziare chi con l’accento spagnolo mi ha parlato e mi ha sorriso, con gentilezza, e mi ha fatto capire che “sto andando per la strada giusta”. Avevo bisogno di questo, di sentirmi dire: Vai avanti così, non ti arrendere… sei nel giusto!
Oggi ho parlato con due brave persone, appassionate della vita e che amano scoprire e conoscere le cose nuove attorno a loro. Due persone VIVE e intelligenti con un forte senso del dovere e il sorriso in faccia.
Come ieri, prendo spunto da un grande poeta per dimenticare la tristezza di un apatico lamentoso che non meritava il mio aiuto, e mentre io lo chiamavo amico, lui sfruttava la mia operosità, un persona che….

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge,
chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo richiede
uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà
al raggiungimento di una splendida felicità.

LENTAMENTE MUORE di Martha Medeiros (Porto Alegre, 20 de agosto de 1961) é una giornalista e scrittrice brasiliana.
)

Questa poesia mi ha sempre incantata per la semplicità con cui racconta una grande verità, e un grande insegnamento per tutti.
Ho cercato di farla mia, di assorbirla il più possibile.

1 comment Sabato, 31 Marzo, 2007

Uomo mediocre

Uomo mediocre, come altro definirti. Uomo mediocre, senza obiettivi, senza niente che lo spinge a fare, a dare il meglio di sé. Uomo stupido perché niente è più stupido di perdere il proprio tempo, invece di farlo sfruttare a pieno. Cialtrone nel senso vero di cialtroneria. Sciatteria.

Inoperoso, ignavo, lavativo, fannullone, scansafatiche, scioperato, abulico, accidioso, negligente,

Come posso dirtelo? Considera terminato con oggi, il nostro confronto come colleghi. Considero il tuo comportamento nei miei confronti una offesa, per me intollerabile dopo averti tanto aiutato senza ricevere niente in cambio.
Oggi hai proprio toccato il fondo e io non ho niente a che spartire con te, persona che non metti il tuo impegno in niente, sputi sopra a tutto e tutti, me compresa, che fino ad ora, stupida che sono, ti ho aiutato, ingenua, credendo nella tua buona fede. (per l’inizio della storia vedi questo post).

E di certo non trarrai più vantaggio dal mio lavoro, che mi costa fatica e impegno, mentre tu non dai NIENTE in cambio.

lazzarone, perdigiorno, indolente, pelandrone, poltrone, pigro, sfaccendato,

Arrangiati che io continuerò per la mia strada. Secchiona, forse… e tu lazzarone, certamente. Tu, che non metti il cuore in niente, che approfitti soltanto…

Ma non ti senti la MORTE dentro?
Non ti vergogni a rubare il tempo ai tuoi giorni?
Non provi passione per niente quello che fai…
e inoltre odi le persone che vivono con la passione nel cuore.
Il tuo comportamento mi offende… offende il mio amor proprio, e di certo non ti permetterò più di sporcare con la tua trascuratezza il mio lavoro e la mia buona volontà.

Ora basta.
Statemi lontano, per favore, statemi lontano, fate come se io non esistessi.
La tua mancanza di passione per me è un buco nero che mi affonda nella tristezza.
Io, che in tutto quello che faccio ci metto il mio impegno e la mia volontà, e tutto il mio senso del dovere.
La tua sciatteria per me è una offesa.
Stammi lontano e dimentica di parassitare ancora grazie al mio impegno.
Una volta mi arrabbiavo per i tuoi giudizi che ritenevo ingiusti sparati come fucilate a chi non se le meritava. Non come faccio io a volte che ci scherzo su, ma lo faccio per ridere, tu spari sentenze (da uomo mediocre) e dici seriamente, con odio. Ora ho capito, tu parli con odio ( per quello mi dava così fastidio… ) sputi giudizi su di me, perché odi le persone che riescono meglio di te

Che vogliono volare, che almeno provano a volare, e ce la mettono tutta per alzarsi
E, anche se per tanti aspetti le cose non vanno, ci provano a fare meglio, e lo fanno con le sole loro forze.

Odi, perché sei un pigro, e non hai voglia neanche di provarci, perché ti rendi conto che sei in basso. E la tua unica arma è offendere.
apatico, fannullone, inerte, poltrone, svogliato, sfaccendato, sciatto, inattivo,

Oggi mentre arrivano al lavoro pensavo che per tutto questi mesi ti sei comportato come un parassita, che tutto prende e nulla dà. Ma tu sei peggio di un parassita… perché i parassiti vivono alle spese di un ospite senza dare niente in cambio, ma hanno rispetto dell’ospite, tu sei peggio perché, oltre a vivere alle spese senza fare niente, ne parli male e lo denigri.
Sei una di quelle persone che non avendo voglia, per la loro cialtroneria, di impegnarsi al massimo, e quindi non potendo raggiungere il massimo, ne parlano male… e dicono che non gli interessa, ma in realtà sono dei frustrati.
Sei un uomo mediocre, assuefatto dalla sciatteria e neanche provi ad alzarti.
In più, sputi addosso a chi si impegna… questo parlare male di me che mi impegno per un obiettivo e … lo trovo meschino.
noncurante, passivo, indifferente, insensibile, impassibile.

Forse la situazione sociale va così male per causa di tante persone come te, che NON HANNO A CUORE NIENTE, che non si battono per niente, che non vogliono migliorare le cose. E questo mi fa schifo.

Ma provaci un po’ ad andare a fondo alle cose, invece che sputare addosso alle persone.
Oggi mi hai detto che falsificare una firma non è reato…. complimenti! figlio di uno che ha vestito la divisa!
Sei un uomo mediocre e lo sarai sempre, perché il tuo stesso atteggiamento mentale ti affonda nella mediocrità.
Sai cosa ci metto io per alzarmi? impegno , volontà, fatica, desiderio, cuore… impegno, impegno, e ancora , impegno, che vuol dire, peso, obbligo, doveri, che vuol dire, cura, serietà.
Certo, certo, e lo dico fiera:
I CARE
Che nessuno ha mai detto che è facile, e nessuno in vita mia
Mi ha mai regalato niente
Mi sono guadagnata tutto con il sudore e l’impegno, fra le difficoltà, fra 1000 difficoltà e la fatica, sì FATICA.
E ora scusa se non mi va di essere sbeffeggiata fa un fanfarone, buono solo a criticare, ma mai si impegna mai nei suoi doveri quotidiani.

Stasera, cercherò di dimenticare la tua cattiveria, il tuo comportamento e il modo con cui hai sfruttato la mia buona volontà, e rileggerò le parole del poeta Virgilio che di fronte alle persone come te:

Non ti curar di loro, ma guarda e passa… [Dante Inferno]

Sì. Ha ragione.

Add comment Venerdì, 30 Marzo, 2007

Sensibilità

La mia insicurezza e ipersensibilità mi porta a difendermi, ad attaccare, a volte essere maleducata, per difendermi.
Dopo che per tanti anni subisci tante cose, ad un certo punto dici BASTA. ORA NESSUNO MI FARÀ DEL MALE.
Le persone ipersensibili si devono difendere da quei panzer che passano sopra tutto e tutti.

Add comment Venerdì, 30 Marzo, 2007

Sorella

Sorella, ti voglio bene.

Add comment Martedì, 27 Marzo, 2007

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Disclaimer

“Mi pongo sotto la protezione dell’art. 19 della Dichiarazione internazionale dei diritti dell’uomo, approvata dall’Assemblea generale dell’Onu, a Parigi, il 10 dicembre 1948: «Ognuno ha diritto alla libertà di opinione e di espressione, il che implica il diritto di non essere molestati per le proprie opinioni e quello di cercare, di ricevere e di diffondere, senza considerazione di frontiera, le informazioni e le idee con qualsiasi mezzo di espressione li si faccia»”